

Sono 22 gli anziani morti in due rsa di Potenza tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre. I due gestori delle strutture sono stati arrestati oggi dai carabinieri dei Nas di Potenza, al termine delle indagini condotte dal procuratore capo Francesco Curcio. È il primo caso, dallo scoppio della pandemia, in cui è stato accertato un nesso di casualità tra i decessi e le negligenze nell'osservare le norme anticontagio. "Abbiamo trovato persone deboli, fragili, ammassate nelle sale mortuarie, in posti di fortuna - ha detto Curcio - In strutture che potevano contenere al massimo 22 anziani e, invece, ne ospitavano 50. Su dieci dipendenti delle rsa - ha affermato - otto erano positivi e hanno continuato a lavorare, contribuendo a diffondere il contagio". "Nessuna procedura anti contagio" è stata rispettata nella casa di riposo "Ramagnano" di Marsicovetere (Potenza) per ragioni di "risparmio e di profitto" - anche i dipendenti dovevano procurarsi da solo i dispositivi di protezione individuale, e ciò ha determinato il diffondersi dell'epidemia di Covid e la morte di 22 anziani. Sulla base di queste accuse sono stati arrestati oggi Nicola Ramagnano, di 50 anni, di Marsicovetere e la sua socia Romina Varallo, 45enne di Polla. (La Città)
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