

Questo pomeriggio, presso il distretto di via Vernieri a Salerno, si è dato ufficialmente il via alla vaccinazone del personale scolastico di Salerno. Numerose sono state le adesioni registrate e si provvederà a somministrare la prima dose ai docenti e al personale ATA che ne hanno fatto richiesta dalle 15.00 fino alle 21.00. Da domani anche il poliambulatorio di Pastena di Salerno si aggiungerà come centro vaccinale per velocizzare la campagna e consentire a tutti un rientro tra i banchi più sereno e in sicurezza. Al vaglio anche l’aggiunta di un terzo centro che potrebbe essere l’Istituto “Giovanni XXIII”, il quale avrebbe dato la sua disponibilità avendo una grande palestra al suo interno. La meta prefissata dall’ASL è quella di completare la somministrazione della prima dose entro le 2 settimane. Un obbiettivo notevole considerando le 3.800 persone che compongono il personale scolastico salernitano a cui sarà somministrato l’AstraZeneca. Le vaccinazioni saranno effettuate tutti i mercoledì e venerdì pomeriggio dalle 15.00 alle 21.00, mentre il sabato si procederà ‘a tutta siringa’ per tutto l’arco della giornata dalle 8:00 alle 20:00. “Si sta lavorando senza sosta per garantire che tutto si svolga senza problemi” ha affermato Pasquale Melillo, direttore del distretto, che è sceso in prima linea dando il suo personale contributo all’ASL nell’organizzazione e nell’accoglienza alla formazione per coloro che sono incaricati di somministrare le dosi. (L'Ora di Cronache)
L'AGGIORNAMENTO
“E’ possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-Covid-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa”. Tanto si legge in una circolare firmata dal direttore della Prevenzione al Ministero della Salute, Giovanni Rezza, una indicazione che apre alla possibilità di vaccinare con una unica dose e senza richiamo le persone che hanno già contratto il Coronavirus. Resta però una possibilità in cui l’unica dose non pare essere praticabile: “Ciò non è da intendersi applicabile ai soggetti che presentino condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici”. Per queste situazioni si prevede comunque la soluzione con doppia dose. Ma anche in questo caso il Ministero lascia una porta aperta: “potrebbero essere oggetto di rivisitazione qualora dovessero emergere e diffondersi varianti di SARS-CoV-2 connotate da un particolare rischio di reinfezione”.
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