

“Siamo tornati a quel nefasto inizio film della primavera scorsa”, la testimonianza del dott. Bruno Tozzi che segue le vicende in diretta dall’Ospedale "Ruggi d’Aragona". I medici propongono maggiore supporto amministrativo e lockdown mirati.
Come procede la situazione nelle strutture sanitarie? “La situazione ospedaliera è allarmante per la notevole velocità di trasmissione del coronavirus a causa dell’ accelerazione delle tre varianti più conosciute: l’ inglese rappresentata al 54%, la brasiliana al 4.3% e la sudafricana allo 0.4%. La terza ondata del Covid-19 sta condizionando pesantemente in l’Emilia-Romagna, Lombardia, Basilicata, Molise, Piemonte e Marche le attività assistenziali delle strutture ospedaliere impegnate in un sovraffollamento dei P. S. , in un incremento dei posti in terapia intensiva ed in degenza ordinaria”.
Come si deve rispondere? “Il lockdown generale, quantunque costituisca un‘ azione politicamente , socialmente ed economicamente impopolare da concretizzarsi , è però necessaria in quanto i lockdown locali, mirati, circoscritti e chirurgici contro le varianti possono non essere sufficienti a frenare la corsa del virus. Oggi il rapporto positivi/tamponi misura il 5.1%, 38 unità sono entrate in terapia intensiva, 458 accessi in degenza ordinaria e 343 decessi in 24 ore per un totale di 98.288 deceduti, le persone testate sono state 105.249 , il rapporto positivi / persone testate al 16.2% (fonte Fondazione GIMBE), quadro sanitario dipendente dalle varianti di tipo inglese soprattutto, brasiliana e sudafricana che sono risultate molto più contagiose del virus ordinario e diventate le forme più diffuse. Un incremento di contagi che ha portato già 18/20 province in zona critica. La soluzione per contenere la III ondata è quella di procedere almeno con lockdown tempestivi e locali. I dati di questa ultimi 7 gg. sono più preoccupanti di quelli che hanno anticipato la II ondata quando l’ Rt passava da 1,15 a valori di 1.85 in meno di tre settimane. Ad ottobre scorso l’Rt cominciava a risalire avendo per es. al 22.10.2020 n. 158.616 soggetti in isolamento domiciliare mentre oggi sono 409.099 (+ 6.167 rispetto a ieri). Si stima che i casi giornalieri cresceranno per ulteriori quattro settimane.
Cosa intende per lockdown mirati? “ Significa ricorrere quantomeno allo strumento di lockdown mirati, chirurgici e tempestivi, atteso che la variazione cromatica del rischio è scarsamente indicativa dell’effettivo fenomeno espansivo del virus. Secondo i dati monitorati, le province più interessate dal Coronavirus sono 18/20, quali Brescia, Pavia, Bergamo, Monza, Mantova, Trento, Imperia, Pescara, Chieti, Ancona, Ascoli, Campobasso, Matera, Salerno ed alcune province della Toscana. Tra le aeree che tendono al peggioramento si registrano il comune di Napoli, il Piemonte, alcune province del Friuli, Frosinone e le province lombarde di Como e Cremona. Il virus circola velocemente se pensiamo che solo qualche settimana addietro solo le province di Perugia e Bolzano versavano in condizioni critiche rispetto al resto d’ Italia. Adottando in queste ultime due province le drastiche chiusure totali di tre settimane si è raggiunto il risultato favorevole di un Rt provinciale al di sotto dell’unità a chiara dimostrazione delle subitanee misure di mitigazione. In tale contesto epidemico la determinazione consiste nell’ arginare i focolai alimentati dalle varianti per il 58.7% dei casi totali circoscrivendoli perlomeno rapidamente anche se il lockdown generale di 5 settimane rappresenta la soluzione più appropriata per bloccare significativamente la corsa del virus”.
FONTE: Andrea Orza - Cronache
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