

È morta in ambulanza mentre si trovava in fila davanti al Pronto soccorso del Covid Hospital “Scarlato” di Scafati. È finita così la corsa verso quell'unico appiglio di salvezza di un’anziana, una donna di 80 anni di Corbara, contagiata nei giorni scorsi e aggravatasi nella serata di lunedì: non è arrivata dal sua città ma da una Rsa di Angri dove viveva da tempo. Trasportata d’urgenza in ospedale, in codice rosso, l’anziana ha trascorso la notte a bordo del mezzo di soccorso, monitorata costantemente dal personale che ha continuato a somministrarle ossigeno. All’alba di ieri, però, per l’80enne non c’è stato più nulla da fare. Il suo cuore ha cessato di battere e così quell’ambulanza a cui i familiari avevano affidato la donna, sperando potesse condurla alla salvezza, si è trasformata in un carro funebre. Altri decessi riscontrati a Eboli, Battipaglia, Nocera, Mercato San Severino e Roccapiemonte.
Contagi aumentati di più del 30% in due settimane. Andando a toccare quote osservate in passato soltanto nel pieno della “seconda ondata” autunnale. La situazione epidemiologica in provincia di Salerno si fa sempre più critica: è quanto emerge dal report settimanale dell’Asl Salerno che ha annunciato come fra il 23 febbraio e il 2 marzo nel territorio che va da Scafati a Sapri siano stati accertati ben 3mila nuovi casi di positività. Dati che riportano la mente allo scorso novembre, quando il Covid riuscì a “bucare” tutto e tutti andando addirittura a sfiorare quota 4mila casi in una sola settimana. L’allarme, dunque, resta. In particolare nell’Agro Nocerino Sarnese: dei 285 casi comunicati ieri dall’Unità di Crisi della Regione Campania, infatti, gran parte sono stati accertati nell’area più settentrionale della Provincia.
Franco Castiello guarisce e viene dimesso dopo due mesi. Era risultato positivo a covid-19 lo scorso 29 dicembre. «Nella giornata di ieri sono stato dimesso dall’ospedale Gemelli di Roma dopo oltre 60 giorni di degenza per contagio da Covid-19. È stata una malattia lunga e penosa. Finalmente ne sono fuori e tra alcuni giorni riprenderò l’attività in Senato e, soprattutto, sul territorio, dando il mio contributo alla soluzione dei vari problemi sul tappeto, primo dei quali quello relativo all’alta velocità. Ringrazio calorosamente tutti coloro che mi hanno dato sostegno manifestandomi la loro solidarietà durante il decorso di questa terribile malattia».
FONTE: La Città
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