

NUOVE NOMINE
Continua la riorganizzazione di Fratelli d’Italia in provincia di Salerno. Il commissario provinciale Giuseppe Fabbricatore – sentiti l’On. Edmondo Cirielli (Questore della Camera dei Deputati e Coordinatore della Direzione Nazionale di FdI), il Senatore Antonio Iannone (Commissario Regionale di FdI) e il consigliere regionale Nunzio Carpentieri – ha nominato: la dirigente nazionale Imma Vietri quale responsabile provinciale del Tesseramento; l’ex consigliere regionale On. Alberico Gambino quale responsabile provinciale all’Organizzazione; il consigliere provinciale Marco Iaquinandi quale responsabile provinciale agli Enti Locali. “Dopo la nomina dell’Esecutivo Provinciale di dieci giorni fa – dichiara Fabbricatore – compiamo un ulteriore passo in avanti per rafforzare e rilanciare l’azione politica del partito in provincia di Salerno, anche in vista delle sfide elettorali che ci attendono, a partire dalle prossime elezioni comunali. Fratelli d’Italia vuole essere sempre più un partito aperto, dinamico, concreto, radicato sul territorio, per dare voce e rappresentare quei cittadini che non si riconoscono nel centrosinistra e nel Movimento Cinque Stelle. Sono convinto che, grazie al lavoro di tutta la squadra, in provincia di Salerno Fratelli d’Italia otterrà grandi risultati” conclude Fabbricatore.
CRESCENT
Ha ripercorso tutte le tappe della lunga vicenda legata alla riqualificazione di Santa Teresa, quindi al Crescent e alla piazza della libertà, l’architetto Vincenzo Strianese, consulente tecnico del comitato “No Crescent” durante l’ultima udienza celebratasi in Corte d’Appello nell’ambito del processo sulla mezza luna di Bofill. L’architetto Strianese ha evidenziato le anomalie e le incongruenze tecniche e ambientali relativamente al iter paesaggistico e urbanistico legato al Pua di Santa Teresa fino alla deviazione del torrente Fusandola, al centro di una ulteriore inchiesta che ha portato, solo la settimana scorsa, ad una prima condanna e dodici rinvii a giudizio. Nel processo d’Appello sulla sentenza Crescent è coinvolto, tra gli altri, anche l’ex sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, oggi governatore della Campania, nonchè la sua ex giunta comunale, tecnici e imprenditori. La relazione dell’architetto Strianese ha ripercorso in udienza tutte le tappe della complessa vicenda che intreccia più filoni, alcuni dei quali oggi a processo in altra sede. Inoltre è stato messo in evidenza come la legge urbanistica regionale n.16/2004 e lo stesso Puc comunale non consentivano la formazione e l’attuazione del sub comparto. Ancora sulla piena proprietà dell’area, l’architetto ha dimostrato come il comune aveva, all’epoca, solo il 50 per cento circa del sub comparto 1, senza avere, dunque, la disponibilità dei diritti edificatori per tutti i permessi di costruire previsti nel Pua. Inoltre sempre calcoli alla mano, “le aree destinate a standard calcolati dal comune sono errati in difetto e peraltro tali aree non erano e sono idonee a tale utilizzo in quanto sono tutt’oggi gestite dal comune con mere concessioni temporanee. Allegata alla perizia vi è infine un parere negativo o sfavorevole del Ministero delle infrastrutture del 2008, su richiesta del comune con il quale il comune ne chiedeva l’utilizzo temporaneo”, ancora secondo la ricostruzione di Vincenzo Strianese. Si procede ora con il processo in Appello il prossimo 23 marzo quando saranno ascoltati il Procuratore generale e le parti civili (Italia Nostra e No Crescent) e si prosegue il 6 e il 9 aprile. (Andrea Pellegrino)
PARLA CAMMARANO
“Ancora incertezza per i lavoratori idraulico-forestali, per i quali la Regione ha finanziato appena il 44% del totale delle spettanze da coprire per il 2021, mentre non c’è ancora traccia dei 400 milioni di euro annunciati da De Luca, necessari a finanziare un’attività fondamentale per la prevenzione degli incendi, per la salvaguardia del territorio da rischi derivanti da dissesto idrogeologico e per la manutenzione dello straordinario patrimonio di parchi della Campania. Totalmente al palo il piano dei finanziamenti per il quinquennio 2020-2025 e, sebbene le Comunità Montane, in qualità di enti delegati ai pagamenti, stiano rispettando i tempi, c’è incertezza sul prossimo futuro dei circa tremila idraulico forestali”. Così il presidente della Commissione speciale Aree Interne e consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano, intervenendo a margine della riunione della Commissione Agricoltura. “La Regione Campania – sottolinea Cammarano – deve attivare al più presto il percorso, promesso da anni, per la stabilizzazione definitiva degli operai idraulico-forestali. Nel frattempo, vanno indicati i tempi e le modalità relativi all’erogazione delle risorse 2021, necessarie al pagamento degli stipendi”.
ODISSEA GIUDIZIARIA
Diciassette anni fa, il 14 aprile, si gioco il derby allo stadio Partenio di Avellino tra gli irpini e la Salernitana: quello dell’incredibile recupero dell’Avellino che ribaltò il risultato negli ultimi minuti. Finì 2 a 1 per i padroni di casa. Per il tifoso granata L.C., oggi 48enne, identificato tra i 13 ultras che parteciparono agli scontri di fine partita, quello fu l’inizio di un calvario giudiziario che non è ancora finito. L’ultimo match, ovviamente giudiziario, se l’è giocato in Corta di Cassazione nei giorni scorsi dove si è appellato alla sentenza della Corte di Appello di Napoli che, insieme ad un altro tifoso granata, lo aveva riconosciuto colpevole dei reati di resistenza a pubblico ufficiale (nel frattempo prescritto) e devastazione. Per la seconda accusa, quella di devastazione, la prima sezione penale della Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna inflitta al 48enne salernitano, difeso dall’avvocato Antonio Ferrari, rimandando gli atti ad un collegio diverso della Corte di Appello del capoluogo campano per una nuova determinazione. Per il tifoso sembra davvero diventata una storia infinita. E prima della prescrizione dell’unico reato rimasto in piedi, quello di devastazione, c’è più di un anno di tempo. La data di prescrizione, infatti, è fissata al 14 dicembre 2022. (La Città)
LA PROPOSTA
Per coniugare la sicurezza sanitaria con lo sviluppo economico, in questa fase della pandemia, ritengo necessario da una parte chiudere selettivamente i territori provinciali, o meglio parte di essi nel caso in un particolare comune ci fosse un focolaio; dall’altra ricominciare ad aprire la sera i locali lì, dove i dati infondano fiducia. È infatti importante scendere di scala e non ragionare più in termini regionali, così da evitare che un provvedimento restrittivo colpisca anche dove non sia necessario. Non possiamo permettercelo a livello economico. Quindi bisognerebbe arrivare a normare a livello nazionale misure chirurgiche, in ambiti territoriali ristretti. Un cambio di passo di questo genere darebbe una boccata d’ossigeno al comparto dell’ospitalità a tavola (Horeca) e non solo». Lo hanno dichiarato Paolo Bianchini, presidente di MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità e Cosmo di Mauro, vicepresidente Mio Campania.
IL SONDAGGIO
Il Tribunale? Un luogo della cultura. Questa la risposta di 577 cittadini salernitani sondati dai gruppi Centro Storico Alto, Comitato Salviamo Piazza Alario, DEEP, FIAB, Figli Delle Chiancarelle, Rete Giovani Per Salerno su iniziativa del gruppo Coraggio. Le Associazioni salernitane riunite per la costituzione del Comitato per i Beni Comuni di Salerno, rilevano l’esito positivo del sondaggio sulla destinazione dell’immobile dell’ex Tribunale, soggetto a vari appetiti privati e oggetto anche di un acceso consiglio comunale tenutosi nei giorni scorsi. Il sondaggio aveva come suo obiettivo tastare il polso alla comunità salernitana sulla destinazione pubblica di edificio storico che rientra a pieno titolo nel carattere di Bene Comune su cui vuole agire il Comitato. Le risposte al sondaggio lanciato sui social sono state quindi 577, quasi tutte di abitanti di Salerno e provincia (534), ed hanno confermato a larghissima maggioranza (98,8%), la volontà di essere consultati sulla destinazione dei Beni Comuni. Gli intervistati hanno inoltre indicato che il Demanio deve rimanere intestatario del Bene (81,4%) in evidente controtendenza con le scelte di privatizzazione adottate negli ultimi anni dal Comune di Salerno. Altro dato significativo scaturito dal sondaggio, la chiara volontà (50,38%) di una destinazione culturale, a conferma di un ampio bisogno di cultura che c’è nella cittadinanza, soprattutto giovanile. Il sondaggio delle associazioni mette l’accento su un rapporto più stretto tra cittadini e Istituzioni e la necessità di una maggiore partecipazione di una città che ha bisogno di modelli innovativi, non dettati da priorità economiche o occasionali. Una comunità creativa che chiede attenzione e visibilità, che ha bisogno di spazi e di sostegno per arricchire la città con la sua energia positiva e con luoghi che aprano alla cultura e alla contemporaneità. Il sondaggio rappresenta anche una delle prime azioni comuni del gruppo di Associazioni che sta fondando il Comitato beni comuni ispirato ad organismi nazionali come il Comitato fondato da Sefano Rodotà, oggi Generazioni Future e che sarà nei prossimi giorni presentato alla stampa. CLICCA QUI per tutti i dati.
QUI PAGANI
Il piano vaccinale per arginare l’emergenza pandemica è la grande sfida che vedrà coinvolta la nostra regione nei prossimi mesi. Per somministrare vaccini, però, è indispensabile l’individuazione di un luogo apposito dove poter effettuare le procedure sanitarie in sicurezza e a Pagani mancano i presidi a riguardo. L’impegno profuso dalla giunta De Prisco, in queste ultime settimane, è stato finalizzato ad individuare uno spazio che rispettasse tutti i criteri ed i prerequisiti tali da poter essere adibito a punto vaccinale. Dopo diversi giorni di analisi e di interlocuzioni, durante i quali ci siamo interfacciati soprattutto con l’Asl e con le autorità sanitarie, la scelta è ricaduta sul multisala La Fenice, il nostro cinema cittadino. Come tutti sapete, in base a quanto è stato emanato dai DPCM, i cinema e le sale cinematografiche in questo periodo sono soggetti a chiusure e non possono dunque raccogliere capienza. Ad annunciarlo è il consigliere comunale di maggioranza Gaetano Stazione del Gruppo consiliare Orizzonte Comune. Proprio per questo, riconvertendo momentaneamente La Fenice come punto vaccinale, facciamo sì che non rimanga inutilizzato per un arco temporale indefinito, ma venga valorizzato con un’attività molto diversa dalla sua naturale a favore della salute pubblica. Nonostante le diverse difficoltà sorte, non abbiamo smesso di proporre soluzioni per ogni problema, puntando al raggiungimento dell’obiettivo. Ai paganesi andava assicurato un Punto Vaccinale sul proprio territorio e abbiamo fatto tutto il possibile in tempi rapidi.
QUI CAVA
“E’ sconcertante che a Cava de’ Tirreni sia stato allestito un solo centro vaccinale (quello nella frazione di Santa Lucia) che, tra l’altro, non sarebbe dotato di tutte le tecnologie strumentali e infrastrutturali, per sottoporre al vaccino, in questa fase, tutti gli ultra 80enni e la popolazione scolastica”. Lo denuncia, in una nota, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Italo Cirielli: “L’ospedale, ormai da mesi, è stato depotenziato e tuttora non ci sono neanche i macchinari per la conservazione del vaccino Pfizer. Cos’è stato fatto in queste settimane per organizzare la campagna vaccinale? Poco. Nonostante le ultime dichiarazioni del sindaco Vincenzo Servalli, che sembrano indirizzare verso una dotazione tecnologica completa del polo creato a Santa Lucia, la situazione resta preoccupante. Se si dovessero ancora prolungare i tempi – dichiara Cirielli – i nostri anziani dovrebbero raggiungere la città di Salerno (anche se molti di loro sono privi di automobili) o, peggio ancora, attendere mesi prima di ricevere la somministrazione del vaccino nella propria città. Se l’amministrazione comunale e l’Asl non sono in grado di trovare una soluzione in tempi rapidi, propongo l’attivazione di una navetta gratuita per consentire loro di giungere nei centri vaccinali ubicati fuori città, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid. Mi auguro che il sindaco Servalli accolga questa proposta di buon senso, perché si è già perso troppo tempo” conclude Cirielli.
“Il ritardo accumulato da Cava nell’avvio della campagna vaccinale palesa l’incapacità organizzativa dell’amministrazione Servalli. A differenza di altri centri della provincia salernitana, in cui sono stati utilizzati gli ospedali locali per effettuare la somministrazione dei vaccini agli ultra80enni, Cava non usufruirà di questa possibilità, pur essendo dotata di una struttura ospedaliera: i suoi cittadini, infatti, dovranno recarsi al “Ruggi” di Salerno”, così i consiglieri comunali di “Siamo Cavesi“, Marcello Murolo, Raffaele Giordano e Vincenzo Passa. “Il motivo è da ricercare nelle pastoie della burocrazia italiana, aggravate dalla scarsa attenzione dell’amministrazione locale per le fasce deboli della popolazione. Da un lato l’Asl, che gestisce la campagna di vaccinale, non si è preoccupata di chiedere la disponibilità del “Santa Maria dell’Olmo”. Dall’altro, la giunta Servalli non si è attivata per sollecitare l’utilizzo dell’ospedale cittadino come centro vaccinale per le persone anziane, a differenza di quanto hanno fatto altre amministrazioni locali, ottenendo che la somministrazione dei vaccini avvenisse presso le loro strutture ospedaliere. La conseguenza è che gli ultra80enni, per i quali è d’obbligo la vaccinazione presso presidi sanitari e non in centri allestiti all’occorrenza, dovranno raggiungere Salerno. Questo significa che entreranno a far parte di una lista di attesa che comprende gli anziani di altre cittadine della provincia che non hanno ospedali e quelli residenti nel capoluogo. Il prevedibile risultato è che si allungheranno notevolmente i tempi per completare la campagna vaccinale ad essi dedicata. Senza contare i disagi contingenti, visto che in questo momento recarsi a Salerno, così come fare rientro a Cava, è un’impresa ardua data la limitazione alla circolazione dei mezzi lungo via Croce in seguito alla frana di due settimane fa”, proseguono. “La gestione di questa fase dell’emergenza pandemica da parte del sindaco e delle sue persone di fiducia è, dunque, gravemente deficitaria. Ai disagi causati alla popolazione anziana va aggiunto il tanto tempo per individuare e mettere a disposizione la struttura di Santa Lucia come centro per la vaccinazione del personale scolastico, relegando Cava a fanalino di coda nel Salernitano visto che altrove questa specifica campagna di immunizzazione è già partita da giorni. Insomma, Servalli ed i suoi collaboratori hanno dimostrato tutti i loro limiti organizzativi nella gestione della pandemia”, concludono.
QUI EBOLI
Incardinato il processo dinanzi alla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno per il taglio irregolare, avvenuto nel 2017, di circa 200 alberi nella pineta di Campolongo. L’udienza è stata rinviata al 1 luglio. Sul banco degli imputatici sono due dirigenti comunali, l’ingegner Lucia Rossi e l’ingegner Giuseppe Barrella, lo stesso finito nel ciclone giudiziario che ha travolto il sindaco Massimo Cariello, oltre ai due titolari della ditta che fu incaricata della “potatura”, l’ebolitano Cosimo Martiniano e il collianese Vito Goffredo. A denunciare lo scempio furono gli ambientalisti dell’accademia Kronos che chiesero l’intervento dei carabinieri. (La Città)
QUI GIFFONI SEI CASALI
Le case popolari sono pronte da un anno. La consegna? Al palo: manca la strada. Sta per finire il lungo calvario delle 18 famiglie assegnatarie degli alloggi “gemelli” Iacp costruiti al centro di Capitignano. Dopo l’ultimo sollecito, si lavora per superare l’intoppo. Le due palazzine, ultimate da circa un anno, non sono state ancora consegnate alle famiglie, che ne sono legittime assegnatarie in virtù della graduatoria d’ottobre 2019. Il motivo? Manca la strada. Tant’è che il 4 febbraio scorso, a Palazzo di Città, è pervenuto l’ultimatum a firma dell’Iacp, che intimava al Comune «la realizzazione della strada di accesso agli alloggi e, in mancanza, le spese di guardania e custodia degli alloggi fino alla consegna, non effettuabile per la mancata realizzazione dell’arteria». Di qui la corsa ai ripari. Il progetto delle case popolari, redatto dall’ingegnere Antonio Ciccarone, è stato finanziato con un importo di 1,7 milioni di euro, nel 2016. Da quel momento era stato indetto il bando di gara. Le offerte pervenute furono 166: due candidature furono escluse. I lavori furono assegnati ed eseguiti dall’impresa “Falco Primo” di Napoli e portati a termine lo scorso anno. Era filato tutto liscio e senza intoppi, con l’entusiasmo e i sogni di 29 famiglie che avevano partecipato al bando ad aprile del 2017: per l’assegnazione degli alloggi, 18 furono i nuclei destinatari. In 11 vennero esclusi per mancanza dei requisiti previsti nel bando. La prima commissione provinciale, quella dell’assegnazione alloggi di edilizia residenziale pubblica, all’esito del sorteggio tra i concorrenti che hanno conseguito lo stesso punteggio, ha stilato la definitiva graduatoria. Nel frattempo le famiglie assegnatarie avevano sollecitato gli organi preposti affinché si portasse a compimento il loro sogno, poter mettere finalmente piede nelle loro case: alcuni dei futuri residenti di via Luonghi, d’altronde, corrono il rischio di procedure esecutive nelle loro abitazioni. L’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Munno , attraverso il settore tecnico, il 19 febbraio s’è rivolta alla “Genestra Costruzioni”, ditta di Pontecagnano Faiano, chiedendo di formulare un’offerta sui lavori a farsi. Di qui un preventivo da 11mila euro. Ottenuto il via libera, ieri l’impresa ha aperto il cantiere per completare l’accesso agli alloggi, assicurando una celerità nell’esecuzione che prevede il livellamento della strada, cunette ed asfalto per un tratto di circa duecento metri. «Nel giro di dieci giorni saranno completati i lavori della strada di accesso - assicura il sindaco Munno - proprio nei giorni scorsi sono stati sul posto per verificare il da farsi. Abbiamo fatto tutto quello che ci spettava come Comune. Non va dimenticato che se c'è stato qualche leggero ritardo, va attribuito solamente alla vicenda Covid che ha frenato anche la manodopera edilizia. Ora però siamo agli sgoccioli. Spero che le 18 famiglie assegnatarie presto possano prender possesso delle loro case». (La Città)
VANDALI
Sono stati individuati e denunciati alle autorità competenti i responsabili degli atti vandalici consumatisi domenica presso l’area esterna del Castello di Sant’Adiutore. A renderlo noto è stato il vicesindaco e assessore all’ambiente, Nunzio Senatore, che fin da domenica aveva ricevuto la segnalazione di quanto avvenuto, con tanto di fotografie dei responsabili dei danneggiamenti alle staccionate registratisi in un assolato pomeriggio. Prove schiaccianti avvalorate, poi, da riscontri degli agenti del Comando di polizia locale che, tramite le telecamere di videosorveglianza della zona, sono riusciti a individuare le targhe delle auto parcheggiate all’esterno del Castello al momento dell’atto vandalico. Stando a quanto fatto sapere dal vicesindaco, il tutto sarebbe stato conseguenza di un’allegra scampagnata e qualche bicchiere di vino di troppo. Gli avventori, infatti, avevano raggiunto l’area che circonda il Castello per un picnic con tanto di brace. Peccato, però, che non avessero riserve di legna necessaria per accendere il fuoco e, dunque, per fare rifornimento hanno ben pensato di rimuovere parte della staccionata che cinge il maniero nei punti più critici e usare quella stessa legna per la brace. «Domenica - dice Senatore dei nostri concittadini mi hanno segnalato a monte Castello la presenza di orde di barbari ubriachi che, per alimentare la brace necessaria ad arrostire le loro prelibatezze, hanno divelto con le asce le staccionate protettive. Gli autori di questo insano gesto sono stati individuati grazie alla rilevazione delle targhe dei loro mezzi, saranno convocati subito presso gli uffici di polizia locale e denunciati». Un atto vandalico, quello di domenica, che si aggiunge a una lunga lista di analoghi precedenti e che ha riacceso i riflettori sulle condizioni di abbandono e scarsa sorveglianza in cui versa il Castello di Sant’Adiutore, proprio nei giorni in cui l’Amministrazione sta lavorando a un piano di riqualificazione e affidamento in gestione. È della scorsa settimana, infatti, l’annuncio che entro il prossimo settembre dovrebbero partire i lavori di restauro e messa in sicurezza del maniero, finanziati per un totale di 2 milioni di euro dal programma regionale Pics. Contestualmente è partita una call to action per recepire le proposte della cittadinanza. (La Città)
IN FIAMME
Paura nel pomeriggio in pieno centro ad Agropoli. Un incendio è infatti divampato intorno alle 16. A prendere fuoco i contatori elettrici di un condominio. Non senza difficoltà i condomini sono riusciti ad allontanarsi dai loro appartamenti e ad attendere in strada i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Agropoli che hanno provveduto a domare le fiamme e a mettere tutto in sicurezza. Non ci sono stati feriti. (La Città)
IL LUTTO
Salerno perde uno degli imprenditori più brillanti dagli anni 60, un innovatore, precursore nella ristorazione e nell’evoluzione italiana nel campo del servizio, dell’accoglienza e della cucina. Si è spento Mario Matassino, noto ristoratore salernitano, conosciuto in tutto lo stivale per aver allargato i suoi orizzonti, dalle isole (Sardegna su tutte) fino a Bergamo, le sue idee “accese” in tutt’Italia e all’estero, accompagnato anche dalla passione trasmessa ai figli. Mario Matassino ha creato e fatto crescere lo storico locale Simposium, alla notizia della sua scomparsa sono giunti messaggi da tutta Italia e anche dall’estero per abbracciare la famiglia dell’imprenditore e dell’uomo, definito da tutti persona d’altri tempi, con valori e identità di alto profilo che sono sempre più caratteristiche introvabili. Valori forti che Matassino ha trasmesso ai figli che proseguono sul suo tracciato con passione e tenacia. Amante della montagna, appartenente al corpo nazionale dei Forestali, ha ricevuto anche l’onorificenza di Cavaliere dal capo dello Stato della Repubblica Italiana nel 2015. (aSalerno.it)
TEATRO
Viene dalla Nigeria il nuovo protagonista dello spettacolo teatrale a firma del regista Antonello De Rosa. Alessandro Nelson, 30 anni, in Italia dal 2009 ed una lunga carriera da modello di grandi stilisti e firme internazionali. Una ricerca che è durata due lunghissimi anni. Un casting selettivo ad opera dello stesso regista e dell’attrice esperta di dizione, Antonella Valitutti, da anni in collaborazione con Scena Teatro. Lo spettacolo riscritto ed adattato da De Rosa prende vita dalla novella di Giovanni Verga, La Lupa. Un lavoro certosino che ha rivoluzionato i canoni degli stessi protagonisti. “Abbiamo stereotipato tutto ormai” – afferma De Rosa- “ed è per questo che ho voluto stravolgere tutto, ho scelto Nadia Rinaldi nel ruolo principale della Lupa, una Lupa insolita, canonicamente differente da ciò che abbiamo sempre visto; così come differente è Nanni” “Ho voluto” -prosegue “tratti somatici che rompessero gli schemi tradizionali, così Nanni, il bracciante siciliano, diviene il bracciante immigrato, sfruttato”. Un lavoro impegnativo, con un messaggio altamente sociale. Chiuso il cast si procede alla messa in campo di tutta la macchina pubblicitaria e formativa che avrà luogo fra Salerno e Roma. Nelson per adesso è affidato alle cure professionali di De Rosa e Valitutti. Uno spettacolo che, ci si augura, possa essere messo in scena il prima possibile e che ha già suscitato l’interesse di moltissimi teatri italiani. (aSalerno.it)
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