

Le palestre continuano a soffrire per colpa della pandemia. Il Covid-19 ha creato disagi allo sport e a tantissime attività legate al fitness e al benessere. Ai microfoni di Salernoinweb.it è intervenuto Mattia Galgano, giovanissimo di Baronissi, da sempre appassionato e legato al mondo dell’attività fisica.
Mattia presentati e spiegaci il tuo ruolo e la tua esperienza personale?
Sono Mattia Galgano, Personal Trainer di un importante catena di centri fitness in Italia, sono di Salerno e ho 23 anni. Tra pochissime settimane conseguirò la laurea triennale in “Scienze delle attività motorie, sportive e dell’educazione psicomotoria” presso l’Università degli Studi di Salerno. Continuerò, poi, con la magistrale e sarei orientato per “Management dello Sport” alla “Parthenope” di Napoli. La mia esperienza in questa catena è partita totalmente da zero: ho fatto la “gavetta”, se così possiamo chiamarla, prima di arrivare a ricoprire il ruolo di Personal Trainer e mi è servita molto perché ho imparato davvero tante cose (soprattutto l’ambiente in cui mi trovavo) prima di effettuare l’upgrade. Mi trovo alla grande ed è un ambiente fantastico fatto di persone molto umane perché siamo davvero come una famiglia: questa catena, infatti, non punta solo alla cura del corpo e al benessere ma anche allo spirito di gruppo, all’aggregazione e al saper stare insieme a svolgere qualcosa, soprattutto, divertendosi.
Da quando nasce la tua passione per le palestre, per il fitness, per la cura del corpo?
Diciamo dall’anno zero. A parte gli scherzi, sono entrato in questo mondo all’età di 16 anni. Ero un ragazzino che frequentava il liceo e che si iscrisse in palestra per “svago” insieme agli amici. Poi pian piano ho capito che questo sarebbe stato il mio mondo, Dopo 2 anni, di fatti, ho anche svolto la mia prima competizione come atleta “Man Physique”, all’età di 18 anni. La sorte volle che esordii con una vittoria piazzandomi al primo posto. Da lì ho continuato a farne altre in giro per la regione e per l’Italia piazzandomi sempre tra il primo ed il secondo posto, fino ad arrivare agli Europei di Barcellona “Arnold Classic” dove il mio piazzamento fu quattordicesimo su 56 atleti: ero il più piccolo su quel palco e per me fu già una vittoria arrivare fin lì, trattandosi davvero di una competizione tosta. Mi permetto di fare un ringraziamento al titolare della mia palestra di Baronissi: è stato lui a farmi entrare in quest’ambiente e mi ha insegnato davvero tante cose e da lui ho imparato la maggior parte della pratica e dell’approccio con le persone all’interno delle palestre. Oltre, ovviamente, allo studio credo sia molto importante fare pratica e credo non basti solamente una cosa: entrambe le cose devono andare di pari passo e sotto questo aspetto non smetterò mai di ringraziarlo.
Il focus sulle palestre: come avete vissuto la chiusura dettata dalla Pandemia?
Dal 24 ottobre, come tutti i centri, siamo chiusi. Abbiamo riaperto in estate e solamente in estate, quando, d’altronde, per i centri fitness non è il periodo migliore: in quest’ambiente i mesi migliori sono soprattutto da settembre a febbraio. È il secondo anno che di fatto siamo chiusi. Spero che questa situazione si possa risolvere al più presto ma bisogna, ovviamente, essere cauti e avere senso di responsabilità. Prima di tutto c’è la salute: ci sono persone che si ammalano e, purtroppo, molte persone con patologie rischiano la vita. Con queste varianti, poi, la questione si è complicata ancora di più.
Avete cercato di seguire i vostri “allievi” con esercizi a distanza? Puoi dare qualche consiglio ai lettori che vogliono approcciarsi al mondo delle palestre?
Ovviamente agli “allievi” più volenterosi e che si allenano tutto l’anno la voglia di allenarsi non è mai passata, ma, allo stesso tempo, posso capire che questo periodo porti sedentarietà e che la voglia di allenarsi non venga facilmente. Molte persone, del resto, hanno mollato dall’ultimo giorno di apertura delle palestre: diciamo di ritrovarci solo con i “fedelissimi”. Purtroppo posso capirli, non è una situazione facile e rimanendo chiusi la sedentarietà la fa da padrona. Ci tengo a dire, però, che i pilastri della salute sono mangiare bene, dormire e fare attività fisica. È importante che si inizi a parlare del benessere dell’attività fisica in palestra. Quest’ultima è una medicina naturale: quest’aspetto, molto spesso, in precedenza veniva trascurato. Questo vale per tutte le fasce di età: il consiglio che posso dare è questo. La motivazione può venire solo da loro stessi perché noi fungiamo da guida, ma senza la forza di volontà e l’affidarsi a persone con competenze non si arriva molto lontano. Come dico sempre il difficile sta nell’iniziare, poi “l’appetito vien mangiando” nel senso che la motivazione (spesso) aumenta notando i miglioramenti che si hanno man mano guardandosi allo specchio.
Che sensazioni o che tempi vi immaginate per una possibile riapertura? In quest’ottica ci sarà una maggiore attenzione alla sanificazione e all’igiene per il futuro?
Personalmente credo che non si riaprirà in tempi brevissimi, causa anche delle varianti. Non c’è, attualmente, nemmeno un ministero per lo sport e credo che questo in parte possa influire sulla rapidità delle decisioni. Spero si possa ripartire il più presto possibile anche perché questo è un settore, come tanti altri, dove davvero tanti titolari portano avanti le famiglie. Nel centro dove svolgo la mia attività devo dire che avevamo già attenzione alla sanificazione, all’igiene e al distanziamento sociale, con ingressi contingentati. Avevamo personale apposito che sanificava ogni macchinario dopo che veniva utilizzato e predisposto anche pannelli di plexiglas e laddove il distanziamento sociale non poteva essere garantito tra un macchinario e l’altro è stato fatto il possibile. Come ovvio vigeva anche l’obbligo di indossare le mascherine quando ci si doveva spostare da un macchinario all’altro. Molto dipende dal senso di responsabilità di tutti noi: è palese che si possono avere tutte le attenzioni di questo mondo ma se queste regole non vengono rispettate diventa tutto più complicato.
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