

Un amore viscerale nato ancor prima di scoprirlo. E' quello che lega Roberta Anastasio, napoletana classe 1988, alla Pallanuoto. Dopo un periodo di stop forzato e nonostante le ovvie problematiche legate al Covid, la talentuosa atleta è tornata in vasca da protagonista con la calottina, inevitabilmente numero 12, della neonata Napoli Nuoto. "La mia passione nasce probabilmente ancor prima di venire al mondo - racconta ai nostri microfoni - Ho un'intera famiglia di pallanuotisti che mi hanno trasmesso l'amore per questo bellissimo sport. Papà mi ha sempre portato a vedere qualisasi partita alla "Scandone". Eravamo immancabili quando il Posillipo era imbattibile e la piscina strapiena. A 4 anni avevo già le idee chiare su quale sport avrei praticato nella vita. Ho iniziato a giocare a mare prima ancora che in piscina. D'estate a Marechiaro con amici e cugini avevamo una porta gonfiabile e stavamo li dalla mattina alla sera. Avevamo anche un Signor Arbitro d'eccezione, il grande Maurizio De Chiara che si divertiva con noi e ci dava consigli. Sarebbe davvero fantastico riportare a livello agonistico questa disciplina all'aperto durante il periodo estivo".
Di esperienze Roberta ne ha accumulate parecchie, anche nella doppia veste di giocatrice ed allenatrice delle più piccole, un punto di riferimento a 360°: "Scegliere un solo ricordo dopo circa 20 anni di questo sport non è facile. Ogni anno, ogni esperienza è stata imporntante. Ricordo una finale play-off per salire in A1 contro il Bogliasco quando giocavo a Serapo, la final four di Coppa Italia con il Volturno, l'esordio del campionato di A2 con il Flegreo vinta contro la favorita, il ritiro in Olanda con il mio ex allenatore Antracite Lignano, l'anno fantastico con l'Athlon Palermo, Europei e Mondiali in Slovenia e a Gwangju. Tanti tantissimi ricordi, e se dovessi scegliere cosa rifare o non rifare lascerei tutto così com'è andata". Il Flegreo ha rappresentato anche il trade union con l'attuale Napoli Nuoto: "Sono nata e cresciuta allo Sporting Club Flegreo, una società puteolana che inizialmente aveva una fortissima squadra di nuoto, poi convinsi il presidente Ottorino Altieri a formare una squadra di Pallanuoto femminile e da li è iniziata tutta l'avventura - aggiunge Roberta, per tutti Rubbie - Purtroppo dopo le Universiadi che si sono svolte a Napoli ci sono stati diversi problemi con la piscina e l'arrivo del Covid ha dato il colpo di grazia. Fortunatamente si è presentato questo nuovo progetto che ha ripreso per mano la squadra composta da tutte giovani atlete con pochissima esperienza e tanto margine di miglioramento. Credo molto in questo nuovo inizio e sono sicura che si faranno tante cose buone in futuro e basta guardare chi fa parte di questa società per capirlo. Tutti "giganti" della Pallanuoto. Sono stati un pò i miei miti da piccola e non a caso indosso il numero 12".
Un inizio di campionato non facile in un girone composto da squadre attrezzate e più avvezze alla categoria dopo lo stop forzato dello scorso anno: "Per me la mia pausa forzata in realtà è iniziata 2 anni fa a causa di un problema alla spalla. E' stato un duro colpo perchè chi ha una passione così forte per questo sport, rinunciarci in maniera forzata è la cosa più brutta. Quest'anno mi è stata data questa opportunità di rimettermi in gioco e ne sono felicissima. Ringrazio il mio allenatore Roberto Vestuto che mi ha richiamata e la società Napoli Nuoto per questa possibilità. E' un campionato strano, con una formula diversa rispetto a quello solita ma che almeno ci da la possibilità di respirare un pò di normalità e ci da la speranza che possa tornare tutto come prima. E' brutto giocare senza amici o parenti presenti, ma almeno si è trovato una formula per poter giocare e divertirci ugualmente. Come detto prima si tratta di un anno particolare e un campionato molto strano. Per noi è tutta esperienza. Puntiamo soprattutto a una crescita del gruppo e della squadra. Ho accettato di partecipare a questo progetto cercando di portare un pizzico di esperienza a un gruppo davvero molto giovane. In acqua ora ci sono molte ragazzine che ho "buttato in acqua" e hanno iniziato l'HabaWaba proprio con me come allenatrice. Giocare oggi con loro è stimolante ed emozionante. C'è tanto, TANTISSIMO da lavorare, ma con un pò di impegno si vedranno i risultati nel tempo".
Tra le avversarie affrontate alla prima giornata proprio la sorella Fabiana, rientrata in estate dal Flegreo all'Acquachiara alla corte della mentore Barbara Damiani: "Siamo due persone che sono nate e che vivono in piscina da sempre. Condividiamo la stessa passione e la stessa voglia di vincere. E' già capitato di giocare insieme negli anni passati, e spero di tornare a giocarci insieme il prossimo anno (età permettendo)". Una passione ma anche fonte di importanti sacrifici per poter conciliare al meglio la routine quotidiana: "Basta un minimo di organizzazione e volontà per riuscire a fare qualisasi cosa. Non ho mai avuto problemi nè limitazioni dovute a studio o lavoro e sono, da sempre, riuscita a conciliare tutto perfettamente. Ci sono dei sacrifici che bisogna fare: niente riposino pomeridiano, dopo scuola subito pranzo, compiti e poi...allenamento. Così università, così lavoro".
Tra passato, presente e futuro. La Pallanuoto napoletana dopo anni di seria difficoltà sta pian piano tornando in auge con giovani talenti in rampa di lancio specie in chiave maschile, vedi i fratelli Di Martire. E al femminile oltre alle già più affermate come Sara Centanni?: "Nella femminile il settore giovanile qui in Campania è molto penalizzato. Purtroppo ci sono pochissime squadre e si gioca molto molto poco. C'è tanto potenziale ma hanno davvero pochissima esperienza e possibilità di crescita. Se dovessi fare un nome su cui scommettere c'è sicuramente quello di Paola Di Maria, giovanissima giocatrice dell'Acquachiara classe 2005 che si distingueva già nei vari tornei HabaWaba con la Swimacademy Pagani e penso che sia tra le ragazze più promettenti non solo a livello regionale. E aggiungerei due mie attuali compagne di squadra: Parisi che però deve rendersi conto e prendere consapevolezza della sua forza e un'altra giovanissima come Lamberti (classe 2006) che in prospettiva futura e con un pò di esperienza in più può fare davvero tanto". Sogni e prospettive?: "In questo momento spero solo che tutto possa tornare alla normalità", conclude capitan Rubbie.
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