

QUI PAGANI - IL CASO
Le mani sono agitate nervosamente, i toni si alzano annichilendo l’interlocutore, i presenti sono coinvolti per ottenere condivisioni, si scusa per l’irruenza, una voce informa che “c’è una diretta” poi l’epilogo: “Alessandro … tu già non ci dovevi essere qua stiamo in sede di COC”. Alessandro De Martino, vice presidente del Consiglio comunale, inserisce una diretta video su “Facebook” riprendendo uno spartito di ciò che stava accadendo in sede di COC. Gli animi certamente non sono stati dei più calmi e tra i protagonisti rientra un inedito Raffaele Maria de Prisco, sindaco di Pagani. Dice parole dure sull’Asl: “… In quella fase (all’inizio della pandemia) non erano mai stati conteggiati per scelte dell’Asl e roba varia i guariti per cui si aumentava sempre e non si sottraeva mai … si calcolava il contagio ma non si calcolavano i guariti …”. (Cronache)
“In merito alle sterili accuse rivolte al consigliere comunale di Pagani Alessandro De Martino, al quale esprimo la mia solidarietà, voglio stigmatizzare le evidenti polemiche, tanto esagerate quanto strumentali, che qualcuno sta cercando di amplificare, spero non per nascondere qualcosa. D’altronde, la regola sarebbe la trasparenza e non la segretezza. Per cui, se c’è stata un’incomprensione, non si doveva certamente montare una polemica sgarbata e poco istituzionale. Peraltro, solo all’unanimità si può chiedere di non trasmettere un incontro pubblico. In questo caso si trattava di una riunione importante del Coc (Centro Operativo Comunale) che, se trasmessa in diretta, avrebbe fornito una informazione immediata e giusta alla cittadinanza”. Lo dichiara, in una nota, il deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli.
A Pagani rimaniamo inchiodati ai giochini di palazzo e di nomine del sindaco Lello De Prisco. A leggere le notizie del nostro comune in queste settimane sembra di fare un ritorno al passato. Non mi stancherò di ripeterlo: "Pagani ha bisogno di essere amministrata con serietà e rispetto dei ruoli e delle istituzioni, non di vivere queste continue prese in giro". A parlare, è l’attivista Alfonso Giorgio che, mette in discussione: “L’atteggiamento di vittimismo di questa amministrazione, ormai divenuto l’abito naturale, che certamente non riscontra più nei cittadini quel consenso plebiscitario ottenuto durante le elezioni amministrative, non può che essere denunciato, ritenendolo uno squallido espediente attuato per mantenere consensi.
È stata affidata alla ditta privata “Amauto service car” di Pagani la gestione dell’aiuola nella rotatoria che congiunge via De Gasperi a via Sant’Erasmo, nei pressi di un famoso opificio della zona. L’affidamento, da parte del Comune, è stato sottoscritto attraverso un contratto di sponsorizzazione, nel quale viene stabilito che tutti gli oneri ed i costi che la gestione, la manutenzione e la cura del verde dell’area, che misura 55 metri quadri, sono a carico della ditta privata, con lo scopo di sollevare l’Ente paganese da tutte le spese in merito. (La Città)
SCUOLA
Ordinanza di sospensione attività didattica in presenza per tutte le scuole di Pagani da domani 17 febbraio al 2 marzo 2021. Questa la decisione del primo cittadino di Pagani Lello De Prisco. Preso atto della comunicazione dell’Asl pervenuta in data odierna, il sindaco si adegua a quelle che sono le competenze in misura di prevenzione Anti-Covid-19 che demandano all’Asl competente in materia e pertanto emette ordinanza n. 7 del 16.02.2021 con cui si dispone la sospensione dell’attività didattica in presenza per tutti gli istituti di ogni ordine e grado del comune di Pagani da domani 17 febbraio 2021 fino al 2 marzo 2021. La presente ordinanza consente altresì l’attività in presenza con riferimento alle categorie protette e/o fragili secondo quanto previsto dalle ordinanze regionali e dalle disposizioni ministeriali. Si diffida altresì tutti i componenti delle fasce di età scolastica compresi dai 0 ai 17 anni e ai loro genitori di evitare che gli stessi frequentino luoghi pubblici di aggregazione e di assembramento, quali bar, piazze, ristoranti, parchi, sale da gioco, etc. Si dispone per la polizia locale e per gli organi di pubblica sicurezza di effettuare opportune attività di controllo anche a campione per le effettive ottemperanze alla presente ordinanza.
LA RICHIESTA
La comunità militante Identità di Popolo chiede l’immediato ripristino della targa posta alla base del monumento ai caduti della Grande Guerra in piazza Vittorio Veneto, davanti la stazione ferroviaria. “Solo un anno e mezzo fa- afferma il portavoce di IP Andrea Antonio Sabatino- il sindaco Vincenzo Napoli e l’intera amministrazione comunale si facevano vanto dell’opera di restauro del monumento realizzato da Gaetano Chiaromonte che valse allo scultore l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia in seguito all’inaugurazione della stessa da parte dal Re Vittorio Emanuele III nel 1923 ma oggi in assenza dei flash della stampa sembrano averla già abbandonata al degrado”. “Un’amministrazione attenta ai luoghi di interesse storico-culturali della propria città- prosegue Sabatino- si sarebbe dovuta già accorgere della mancanza della targa, probabilmente asportata in maniera intenzionale nottetempo da chi si rifiuta di vedere nella Prima guerra mondiale il completamento dell’unità nazionale del nostro Paese”. “Ci auguriamo vivamente- conclude Sabatino- che non si attenda troppo ad intervenire e non lo si faccia solamente tra qualche mese nel corso della campagna elettorale per le elezioni comunali sfruttando lo scenario per farne un palcoscenico di una sedicente «buona amministrazione» considerando che i ruoli istituzionali devono rivolgersi sempre all’intera cittadinanza e non solo alla parte di essa che ha li votati”.
TELECAMERE
Questa mattina il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli in piazza San Francesco dove sono state installate alcune telecamere. L’intervento si inserisce in un programma più ampio che ha coinvolto altri punti strategici della città, come nel centro storico a largo Barbuti e piazza San Giovanniello, installazioni utili per garantire sempre più la sicurezza dei cittadini.
LA DONAZIONE
Un’autovettura donata agli operatori dell’Usca di Campigliano, a San Cipriano Picentino, per potenziare l’assistenza domiciliare nella lotta contro il virus. L’iniziativa è stata assunta da Anna Bilotti, deputata del Movimento 5 Stelle, dopo aver visitato la struttura, alle prese con alcune criticità, determinate soprattutto dal gravoso impegno cui sono chiamati gli operatori sanitari, ossia “coprire” un comprensorio di ben 80.000 residenti (malgrado il Governo avesse dato indicazioni alle Regioni per l’istituzione di un’Usca ogni 50.000 abitanti) con risorse esigue, in termini di personale e di mezzi. L’auto, una Opel Corsa, è stata consegnata questa mattina al responsabile dell’Unità speciale di continuità assistenziale, diretta dal dottor Marco Gaito, alla presenza, tra gli altri, della stessa parlamentare e del direttore del Distretto sanitario 68 Pasquale Melillo. «Si tratta di un mio piccolo contributo in questa battaglia senza sosta per sconfiggere la pandemia – ha spiegato Bilotti – nella speranza che possa servire ad accelerare i tempi delle visite alle persone contagiate o le eventuali vaccinazioni a domicilio degli anziani impossibilitati a muoversi, qualora si affidasse agli operatori dell’Usca anche questo ulteriore compito». «La decisione di donare l’autovettura a noleggio – ha aggiunto la parlamentare M5S – è maturata oltre due mesi fa, dopo aver raccolto l’appello-denuncia lanciato dai sindaci dei comuni picentini, che lamentavano una serie di disagi legati all’emergenza pandemica, ed essermi resa conto che gli operatori, malgrado l’encomiabile sforzo profuso quotidianamente, disponevano di una sola auto per effettuare le visite domiciliari in un’area così vasta. Oltre a rivolgere un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute – affinché verificasse l’adeguato dimensionamento delle Usca, alla luce del trasferimento alla Regione di notevoli risorse e di importanti deleghe gestionali relative alle assunzioni di nuovo personale – a dicembre ho quindi donato una somma all’Asl per il noleggio dell’auto, utilizzando i fondi che noi portavoce del Movimento 5 Stelle, in aggiunta alle già note restituzioni di parte dello stipendio, destiniamo a sostegno di iniziative sul territorio. Purtroppo, la battaglia contro il virus non è finita e ciascuno di noi deve fare la propria parte per vincerla al più presto». «Ringrazio di cuore l’onorevole Anna Bilotti per la grande sensibilità mostrata anche in questa circostanza – ha detto il dottor Melillo – In questo caso, è la politica che viene in soccorso alla sanità. Sottolineo anche la grande collaborazione e sinergia esistente tra gli operatori sanitari del Distretto 68 e gli amministratori comunali del Picentini per venire incontro alle esigenze della comunità e superare, tutti insieme, l’emergenza».
IL QUESTIONARIO
“Salerno, come va?” L’amministrazione comunale promuove un questionario per i cittadini. La giunta comunale ha, infatti, approvato la proposta dell’assessore Antonia Willbuger e il relativo questionario che sarà sottoposto ai salernitani. Una idea che nasce a Reggio Emila, dove la locale amministrazione ha elaborato una indagine, quale prima tappa di un percorso di ascolto dei cittadini sul tema dell’emergenza sanitaria. Da questo progetto sarebbe nata poi una collaborazione con altri enti e con il comune di Salerno. Il questionario avrà lo scopo di comprendere quali siano per i cittadini le priorità per favorire il benessere della comunità ed uscire il prima possibile dall’emergenza e quali sono le loro principali preoccupazioni, per sé stessi e le persone care, sia dal punto di vista emotivo, sia comportamentale. (Andrea Pellegrino)
PARLA IMMA
«La liberalizzazione del pedaggio per cinque ore al giorno nella tratta autostradale Salerno-Cava non risolve il problema dell’incolonnamento dei mezzi in entrata e in uscita dalla A3». È quanto afferma Imma Vietri, dirigente di Fratelli d’Italia. Il provvedimento che consente la percorrenza gratuita dalle 7.00 alle 10.00 e dalle 16.00 alle 18.00 è stato adottato dal gestore della tratta autostradale in seguito alla richiesta del Comune di Salerno per fronteggiare l’emergenza che si è creata con la chiusura al traffico di via Croce per uno smottamento. «Le code dei mezzi che si registrano sia a Salerno che a Cava de’ Tirreni sono la riprova del fatto che lasciare aperte le sbarre solo in un limitato arco temporale non risolve il problema, anche perché lo svincolo di Cava è situato in un’area già normalmente congestionata. Tutto questo non ha conseguenze solo sui tempi di percorrenza, ma anche sulle emissioni in atmosfera dovute ai gas di scarico. Ma, soprattutto, la fila di auto crea intralcio al passaggio dei mezzi di soccorso, come purtroppo è già accaduto in questi giorni. Senza contare che, durante le restanti fasce orarie, alcuni automobilisti imboccano la corsia Telepass senza avere il dispositivo e questo finisce per creare ulteriori rallentamenti. Sarebbe opportuno, come misura minima di prevenzione, estendere lo stop all’esazione del pedaggio all’intera fascia oraria diurna per limitare l’impatto che la chiusura della Statale 18 sta avendo sul traffico da e per Salerno». La dirigente di FdI torna sulla necessità di individuare soluzioni a lungo termine, già evidenziata nelle ore immediatamente successive alla frana in via Croce. «Il provvedimento del gestore della A3 è, al momento, valido fino al 26 febbraio. Per quella data, a quanto pare, non sarà possibile neppure la riapertura di via Croce a senso unico alternato, cosa che avrebbe comunque delle conseguenze sui tempi di percorrenza e costringerebbe i pendolari ad utilizzare ancora l’autostrada. Ma se su questo c’è bisogno di una valutazione rapida, non meno urgente è la definizione di un piano per la messa in sicurezza dell’intero tratto della Statale 18 che costeggia la parete rocciosa. Si deve individuare una soluzione tecnica che eviti, per il futuro, i problemi che si sono registrati già per ben tre volte negli ultimi sette anni».
FRANE E PEDAGGIO
Il pedaggio gratis a fasce orarie alternate in autostrada ha aggravato la situazione traffico a Cava de’ Tirreni. Ingorghi al casello, ambulanze bloccate e automobilisti incolonnati per ore, nonostante le sbarre aperte, hanno alimentato nuove e più accese polemiche nel primo giorno delle nuove disposizioni adottate da Autostrade Meridionali per venire incontro alle esigenze di quanti cavesi si dirigono quotidianamente a Salerno per lavoro. Infatti, a differenza di quanto comunicato dalla stessa società Autostrade – che sul sito istituzionale fa riferimento a una “liberalizzazione del pedaggio in entrambe le direzioni di marcia dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 18” – ieri mattina, stando a quanto testimoniato dagli sfortunati autisti bloccati nel traffico, il passaggio era gratuito solo per chi si immetteva da Cava verso Salerno; a pagamento, invece per chi usciva dall’autostrada. Situazione opposta, invece, nel pomeriggio con ingresso in autostrada da Cava a pagamento e uscita, invece, gratuita. Una confusione che ha contribuito ad acuire i disagi registratisi proprio negli orari in cui il mancato pagamento del pedaggio avrebbe dovuto agevolare il deflusso delle autovetture da e verso Salerno. Non sono mancati, poi, i momenti di tensione con un’ambulanza della Croce Bianca che – proveniente dal capoluogo e raggiunti i caselli di Cava – è rimasta bloccata per circa 20 minuti tra le auto in coda. Malumori segnalati anche per alcuni diverbi con gli operatori nei gabbiotti del casello, finiti nel mirino degli automobilisti a loro volta infastiditi dal traffico. Da qui alle numerose lamentele che hanno trovato terreno fertile soprattutto sui social, dove già nei giorni scorsi si erano susseguite le polemiche. (La Città)
È corsa contro il tempo per iniziare i lavori per la messa in sicurezza dell’area di frana di via Croce, tra Salerno e Vietri. Domenica pomeriggio, si è tenuta una riunione tra il Comune di Salerno, la Protezione Civile, la Provincia ed altri enti per esaminare le relazioni tecniche redatte da esperti con i rilievi eseguiti da rocciatori. La frana che mercoledì scorso ha visto staccarsi numerosi massi da uno sperone nei pressi dell’area di servizio della Mac sull’ex Statale 18 avrebbe un’estensione ormai abbastanza chiara. Dal confronto tra i tecnici è emerso che la superficie interessata dalla messa in sicurezza è di circa 1.600 metri quadrati, 400 in più della prima stima. Si tratta di una costone in cui diversi massi sono ancora instabili con pericolo di crollo e vanno rimossi mentre altri devono essere chiodati. Aumentando l’area di intervento, lievitano anche i costi dell’opera, passando da un primo calcolo di 200-250mila euro agli attuali 450 -500mila euro. (La Città)
POST SISMA
Ieri pomeriggio i Deputati del MoVimento 5 Stelle Villani e Maraia hanno incontrato il sindaco di Angri Cosimo Ferraioli e il sindaco di Roccapiemonte Carmine Pagano, per segnalare una grande opportunità per i due Comuni: lo sblocco dei fondi destinati al finanziamento delle opere di ricostruzione post sisma dell’Irpinia e del Salernitano (L.219/81) grazie all’emendamento Maraia-Villani del M5S nella Legge di Bilancio 2021. Nel caso specifico, sono destinati 1.125.986,35 euro per il Comune di Angri e 2.096.194,04 euro per il Comune di Roccapiemonte! “Abbiamo segnalato ai due sindaci la disponibilità di poter disporre dei residui fondi relativi alla legge 219/81. Grazie all’emendamento M5S da noi presentato, queste risorse vanno ad assicurare la definitiva e completa ultimazione dell’opera di ricostruzione nei Comuni della Campania colpiti dagli eventi sismici del 1980 e del 1981” – spiega Maraia – “La novità è che sono attribuite ai singoli Comuni, bypassando la Regione Campania, le competenze di spesa, programmazione e controllo delle somme residue da liquidare e già assegnate. L’emendamento approvato, oltre la 219/81 cita altre somme residue da liquidare e già assegnate. In particolare, 43.787.690,62 euro dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti n. 13333/1 del 30 dicembre 2008; 12.951.040,54 euro dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. 3724 del 26 marzo 2010; 16.524.443,20 euro dalla Delibera CIPE n. 45 del 23 marzo 2012. Inoltre tutte le risorse ancora disponibili sulle contabilità speciali dei comuni, aperte e risultanti dal Report della Contabilità speciale di Banca d’Italia al 31 dicembre 2018, vengono assegnate alle amministrazioni comunali per il completamento degli interventi di ricostruzione. Pertanto, dovranno essere gli stessi Enti comunali ad occuparsi della programmazione e del controllo delle somme residue relative alla Legge 219 del 1981”. “Abbiamo riscontrato grande interesse e disponibilità da parte degli amministratori. Il Comune di Angri, in verità, aveva già impegnato tali somme e ha già concluso le revoche di alcuni decreti di coloro che non hanno effettuato gli interventi di risanamento ed ha destinato parte dei fondi della 219/81(250 mila euro) per gli interventi di riqualificazione edilizia delle scuola, dimostrando un’attività positiva in tal senso. L’Ente nel corso dei prossimi mesi si interfaccerà direttamente con noi e con il Ministero per ogni chiarimento tecnico che potrebbe emergere in corso d’opera” spiega Villani “A Roccampiemonte la situazione è in uno stadio meno avanzato: le istituzioni locali hanno chiesto chiarimenti in merito ad alcune procedure da adottare e non appena sarà pronto il censimento delle opere ancora da completare, ci rincontreremo per chiarire degli aspetti più tecnici” – continua Villani – “Entrambi i sindaci si sono dimostrati molto disponibili e si sono subito attivati mediante la collaborazione dei responsabili tecnici degli Enti per avviare l’iter per ottenere i residui delle somme stanziate con la Legge di Bilancio 2021. Purtroppo l’opera di ricostruzione e sviluppo delle zone delle Regioni Basilicata e Campania distrutte dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981, sconta ancora innumerevoli problematiche di natura politica ed amministrativa, ritardi che hanno pesantemente condizionato il risanamento e lo sviluppo dei territori colpiti. Collaborando con gli Enti locali si ha la possibilità di sfruttare questi fondi per il bene della collettività. Non perdiamo questa occasione!”.
PROGETTO TERNA
“Dobbiamo tenere alta l’attenzione su ogni singolo aspetto del progetto Terna, teso a realizzare una rete di produzione di energia elettrica attraverso l’utilizzo di fonti alternative. Una direzione che, come Movimento 5 Stelle, auspichiamo da anni, così da giungere a un superamento definitivo del combustibile fossile. Alla luce di numerose sollecitazioni delle comunità di Battipaglia ed Eboli, dove dovrebbe sorgere la stazione di conversione, ho ritenuto opportuno chiedere la convocazione della commissione Ambiente del Consiglio Regionale per chiarire con l’azienda e le parti coinvolte tutti i dettagli del progetto”. È quanto annuncia il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano. “L’iter di discussione e approfondimento non si è ancora concluso, il confronto aperto con Terna è finalizzato a che l’opera impatti il meno possibile sui territori della Piana del Sele. Vogliamo garanzie che l’elettrodotto sia interrato senza alcun impatto paesaggistico e che il suo percorso segua quello delle arterie provinciali e non tocchi proprietà agricole, che non ci sia consumo del suolo agricolo e che ci sia un monitoraggio costante dei campi magnetici. Ritengo necessario – conclude Cammarano – rendere partecipi i cittadini dei dettagli di un’opera preziosa per la diffusione e condivisione delle energie rinnovabili nel bacino del Mediterraneo”.
Il BOSS
Il boss 84enne Giovanni Marandino è ricoverato a Poggioreale dove è stato trasferito nella giornata di martedì. L’uomo versa in precarie condizioni di salute dovute a demenza senile avanzata, fanno sapere i suoi legali. Nonostante i suoi 84 anni, il giudice per le indagini preliminari Alfonso Scermino era stato inflessibile accogliendo la richiesta di custodia cautelare in carcere per “Ninuccio”, ex boss della Nco, presentata dal sostituto procuratore Francesca Fittipaldi della Procura di Salerno, per il serio pericolo di reiterazione del reato. Che non stesse bene lo avevano capito anche i finanzieri del Gico, quando nel corso delle indagini si sono resi conto che a sostituirlo, nell’illecita attività di usura e nelle riscossioni di assegni e interessi, era il figlio Emanuell Marandino, 39 anni, ristretto ai domiciliari. In tutto sei, invece, gli indagati a piede libero: oltre ai Marandino, coinvolti seppur in maniera più defilata anche la moglie e madre Ada Di Agostino, Paolo Aprano, Ciro Acciaio, Giovanni Scorziello, Nicola e Marianna Polito. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero avuto, a vario titolo, ruoli di finanziatori, intermediari con i clienti o di riciclaggio dei proventi dell’usura. Sei, nello specifico, gli episodi contestati, negli anni 2016, 2017 e 2019. Ad incastrare i Marandino anche un video, girato con il cellulare da uno degli imprenditori vessati mentre, impaurito, si recava presso l’abitazione dove l’ex cassiere di Raffaele Cutolo, pluripregiudicato, era tra l’altro sottoposto ad obbligo di dimora per precedenti indagini: si tratta dalla sua dimora a Ponte Barizzo, divenuta, per gli inquirenti, un vero e proprio ‘centro finanziario illegale’ dove si prestavano illecitamente soldi al tasso d’interesse del 20% al mese, ovvero 200 euro per ogni mille. In un solo anno, le fiamme gialle hanno riscostruito un giro di circa 100mila euro, per complessivi 90mila incassati a titolo d’interessi maturati. Tra le vittime numerosi commercianti e piccoli imprenditori locali, alle prese con problemi economici anche a fronte delle conseguenze della pandemia da Covid-19, molti dei quali, intimoriti dalla fama criminale di Giovanni Marandino, si sono mostrati restii a svelare la natura dei prestiti ricevuti, negando di subire tassi d’interesse fuorilegge. Emblematico il caso di un imprenditore, il quale, incapace di ripagare il debito alla scadenza, finse di scomparire con tanto di denuncia dei familiari ai carabinieri, fuggendo ad Imola dove poi affermò di essersi recato per motivi di lavoro. “temuto camorrista, elemento di spicco della criminalità organizzata dell’ebolitano per decenni – scrive il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare – Giovanni Marrandino, nonostante la sua età avanzata, continuava a delinquere. E lo faceva gestendo un giro di prestiti a sfondo usurario rispetto al quale non manifestava alcuna resipiscenza. Marandino era il domus del suo traffico. Era lui a dettare le condizioni dei prestiti, a convocare i debitori, a intimare il rispetto delle scadenze, a ricevere e movimentare i titoli di credito ricevuti in garanzia. Tutti i correi si muovevano in regime di subalternità rispetto alla sua figura carismatica di boss. (Cronache)
RICORSO RESPINTO
La Cassazione ha respinto il ricorso di Harmandeep Singh, l’indiano che uccise il suo connazionale in una azienda bufalina nel 2018. Secondo la Suprema Corte non vi sarebbe stata alcuna illogicità nella sentenza della Corte di Appello di Salerno che già considerò le attenuanti ed escluse la crudeltà riducendo la pena a sedici anni invece dei trenta comminati in primo grado. Harmandeep Singh, oggi 30enne, uccise un suo connazionale con ben dieci coltellate nella notte tra il 12 ed il 13 settembre del 2018. Lakhvir Singh, all’epoca 28enne, venne trovato assassinato in camera da letto. Entrambi lavoravano in un’azienda bufalina in località Campolongo di Eboli. (La Città)
SENTENZA DA RISCRIVERE
La sentenza sul patto corruttivo per il rientro dei famosi 20 milioni di euro dalla Svizzera, di cui è stato accusato anche monsignor Nunzio Scarano , indicato dalla procura di Roma quale regista dell’operazione che doveva portare a compimento l’ex 007 Giovanni Zito , deve essere riscritta sulla scorta delle prescrizioni emesse dalla sesta sezione della corte di Cassazione, presidente Renato Giuseppe Bricchetti, che ha annullato con rinvio il capo di imputazione relativo al reato di corruzione per il quale sono imputati, Giovanni Carenzio e il sottufficiale dell’Arma, Zito. Scarano, per quest’accusa, era stato assolto in primo grado dal tribunale di Roma, ma la Corte di Appello, lo ha ritenuto colpevole, nel 2019, di corruzione e calunnia per aver denunciato falsamente lo smarrimento di un assegno bancario dell’importo di 200mila euro. Per i giudici della Corte di Appello capitolina che accolsero il ricorso del procuratore generale, Zito, quale pubblico ufficiale, in quanto agente distaccato all’Aisa (Agenzia informazioni e sicurezza interna) all’epoca dei fatti, sulla base di un accordo corruttivo con Scarano e Carenzio, si accordava per compiere atti contrari ai doveri di ufficio, mettendosi a disposizione per l'illecito trasporto in Italia dalla Svizzera di 20 milioni di euro in contanti. A tale scopo occupava del trasporto aereo privato con un vettore che lui conosceva per ragioni di ufficio e assicurava la vigilanza armata di un suo commilitone, resosi disponibile ritenendo trattarsi di lecita attività istituzionale perché Zito gli aveva riferito di dover «fare una cosa di lavoro». (La Città)
CONDANNA BIS
Avrebbe minacciato un ristoratore che non pagava il fitto di un locale confiscato: condanna bis per l’imprenditore della cittadina capofila della Piana Sele Antonio Campione e per la moglie Maria Coppola. I giudici della Corte di appello di Salerno hanno confermato la sentenza inflitta in primo grado, a 4 anni e 2 mesi per Campione e 2 anni ed 8 mesi per Coppola. Alcuni locali situati in via Gramsci a Battipaglia e di proprietà di Maria Coppola, furono sottoposti a confisca previo sequestro dal Tribunale di Salerno. A seguito della confisca Antonio Campione, ritenuto dai giudici l’effettivo proprietario dei locali, convocò il gestore del ristorante di via Gramsci, chiedendogli 4mila euro mensili , per il locale in fitto dal 2003 a 1870 euro mensili. Difronte al diniego del ristoratore, che già pagava un canone di 1890 pattuito direttamente con il custode giudiziario e che quindi non avrebbe potuto corrispondere altri 2mila euro in “nero”, Campione si sarebbe rivolto all’affittuario con tono minaccioso affermando che il custode giudiziario non «contava nulla e non era nessuno. I soldi li dovrai dare a me». Successivamente incontrando il ristoratore per strada Campione ribadì: «Mi devi dare la differenza del fitto, altrimenti o con le buone o con le cattive ti metto in condizioni di andartene e lo sai che ho la possibilità e le conoscenze per farlo». Il ristoratore intimorito dalle minacce, decise di cedere la gestione del ristorante al proprio figlio Vincenzo, ma le richieste del pagamento del fitto in nero non si arrestarono. «I soldi li voleva e basta, altrimenti lo avrebbe costretto a chiudere l’attività e gli avrebbe mandato i controlli di vigili urbani e dipendenti comunali». Dopo la condanna di primo grado è arrivata la conferma della sentenza. (Cronache)
LE INDAGINI
Gestione dell’impianto di compostaggio di Eboli, avviso di conclusione indagini per sei persone. L’atto è stato notificato all’allora sindaco Massimo Cariello, all’’ex dirigente comunale Rosario La Corte, oggi in pensione, e gli imprenditori Gianni Gallozzi ed Angelo De Gregorio, rispettivamente rappresentante con procura speciale e delegato ambientale della società “Ladurner srl” di Bolzano, affidataria della gestione dei rifiuti nell’impianto, a Simone Paoli procuratore speciale della società “Ladurner srl”, Andrea Silvestri legale rappresentante e amministratore unico della società “Ladurner srl”. L’impianto di compostaggio in questione era stato anche posto sotto sequestro da parte della Magistratura. L’inchiesta è affidata al sostituto procuratore Maria Carmela Polito. Diverse le contestazioni mosse a carico dei destinatari dell’avviso di conclusione indagine. A causa dell’irregolare gestione del sito erano state riscontrate emissioni odorigene nauseabonde e moleste. La triturazione dei rifiuti biodegradabili avveniva veniva effettuata sul piazzale esterno per poi essere spostati sotto la tettoia. Il magistrato sottolinea anche che le griglie di raccolta delle acque piovane presenti nell’area e le caditoie per la raccolta del percolato ubicate nella cunetta prospiciente la tettoia di stoccaggio dei rifiuti erano ostruite da materiali con conseguente ristagno del percolato. Inoltre, sempre dai sopralluoghi effettuati fu accertato che le aree di deposito destinate a contenere i rifiuti classificati con Cet 20 02 01 e Cer 13 12 12 erano colme e al limite della loro capacità. I rifiuti erano trasbordanti e invadevano l’area dove era depositato il compost. Ancora, i rifiuti Cet 19 12 12 provenienti dall’impianto di vagliatura erano depositati in area non coperta, , non erano confinati ed erano esposti agli agenti atmosferici. Presso l’impianto vi era una quantità di rifiuti notevolmente maggiori rispetto a quelli autorizzati . Infine il magistrato titolare dell’inchiesta sottolinea che durante le operazioni di movimentazione dei rifiuti tra le varie strutture dell’impianto viene effettuata sistematicamente la prolungata e permanente apertura dei portelloni del capannone di prima maturazione e della tettoia di seconda maturazione, in violazione della prescrizione contenuta nel provvedimento numero 2020.0554327 dek 23/11/2020 della Regione Campania che tra l’altro prescrive proprio di “mantenere sempre chiuse le aperture del capannone centrale eccezione del tempo necessario per lo spostamento di materiale all’esterno di esso. Gli indagati ora hanno a disposizione venti giorni di tempo per essere sentiti dal magistrato o per presentare memorie difensive, successivamenre il sostituto procuratore inoltrerà al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno la richiesta di rinvio a giudizio. (Cronache)
L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
“Oggi ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, allo scopo di chiarire alcuni aspetti legati alla realizzazione dalla nuova tratta dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, che hanno destato molte preoccupazioni nelle comunità locali”, così in una nota l’Onorevole Piero De Luca. “Alla luce dell’ipotesi progettuale presentata in Parlamento dai vertici di RFI, risulta che la stazione centrale della città di Salerno nonché una parte consistente del territorio della Campania, in particolare della provincia di Salerno, sarebbero prive di fermate, restando di fatto escluse dal progetto di direttrice ferroviaria. Una simile ipotesi progettuale priverebbe inopinatamente intere aree della Regione Campania di interventi di potenziamento tecnologico e di conseguenti opportunità di sviluppo economico-sociale, legate a tutti gli interventi ad esso connessi”, continua De Luca. “È un’opera che il Sud attende da anni e che sarà possibile realizzare anche grazie alle risorse provenienti dall’Europa. Pertanto, considerata l’importanza decisiva dell’infrastruttura, ho chiesto al Ministro se non ritenga necessario convocare con la massima urgenza un tavolo di confronto tra il Commissario straordinario dell’opera, la Regione Campania e le amministrazioni locali interessate”, aggiunge il Deputato. “Siamo tutti dalla stessa parte. Per questo, è assolutamente necessario lavorare con senso di responsabilità e spirito costruttivo per cogliere appieno questa occasione irripetibile di modernizzazione e rilancio del Mezzogiorno”, conclude il Deputato Dem. “Una certezza c’è: dall’Alta Velocità di Rete con la “Massima velocizzazione della Ferrovia Tirrenica Meridionale Salerno – Reggio Calabria”, un notevole passo avanti, almeno su carta, è stato fatto. Ecco le schede che l’AD di RFI, Vera Fiorani, anche nella sua funzione di Commissario Straordinario per la realizzazione dell’AV SA-RC, ha presentato alle Commissioni Ambiente e Trasporti alla Camera dei Deputati”. Si legge nel post su Facebook di Associazione Ferrovie in Calabria: “Se le nostre proteste ed i nostri proficui confronti con gli esponenti politici del territorio, per lo meno quelli che si sono interessati della questione, abbiano sortito un certo effetto, non lo sappiamo ancora. Certo è che, se un polverone non fosse stato sollevato nelle scorse settimane (anche se avevamo iniziato a nutrire dubbi già a settembre dello scorso anno), forse oggi non saremmo a questo punto”.
A grandi linee, visto che faremo parlare meglio le schede, la nuova linea AV SA-RC, in previsione si innesterebbe direttamente sulla Linea a Monte del Vesuvio in direzione Napoli, bypassando l’attuale stazione di Salerno. Per servire l’importante città campana, nascerebbe una nuova stazione AV, nei pressi di Fisciano o Baronissi, alla stregua di Napoli Afragola, integrata con la linea di interesse Regionale Salerno – Mercato S.Severino per garantire continuità con la stazione di Salerno “storica”. Anche Battipaglia verrebbe bypassata, ma sarebbe sede di interconnessione con la Ferrovia Tirrenica Meridionale storica. Da Battipaglia, la nuova linea AV, come un po’ avevamo prefigurato qualche giorno fa, seguirebbe parte del tracciato della ferrovia Battipaglia – Potenza – Metaponto, per poi divergere da quest’ultima, tra Eboli e Sicignano degli Alburni, proseguendo verso il Vallo di Diano e quindi Lagonegro (a grandi linee parallelamente all’Autostrada A2 Salerno – Reggio Calabria). Da Lagonegro, sembrerebbero esistere due ipotesi: la più accreditata è il passaggio di nuovo sul Tirreno, all’altezza di Praja, dove sorgerebbe una nuova stazione AV di interscambio con l’attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale. Esiste anche una seconda possibilità, ovvero il tunnel del Pollino, con collegamento diretto fino a Tarsia. Anche nel caso di passaggio da Praja, comunque, la linea AV rientrerebbe tramite tunnel nella Catena Costiera, verso la Piana di Sibari con ricongiungimento a Tarsia (da notare comunque un “ramo” ipotizzato anche verso Sapri). Da Tarsia la nuova linea continuerebbe a seguire l’Autostrada A2 praticamente fino a Reggio Calabria, passando per Cosenza, Lamezia Terme (probabilmente aeroporto), Gioia Tauro, Villa San Giovanni. In ogni caso, i lotti indicati come prioritari, sono 3:
– Salerno – Battipaglia (nella forma sopradescritta);
– Battipaglia – Lagonegro – Praja-Ajeta-Tortora (con stazione di interscambio AV a Praja);
– Raddoppio Galleria Santomarco.
Di questi tre lotti, con il Recovery Plan risulta finanziato solo il raddoppio della Galleria Santomarco che, in ogni caso, non è prettamente definibile parte di una nuova linea AV, ma semmai necessario a migliorare i collegamenti ferroviari tra la linea Jonica in corso di elettrificazione, Cosenza e la Ferrovia Tirrenica Meridionale “storica”, a Paola, sulla quale poi proseguire fino a Praja per instradarsi sulla “mini-AV” Praja – Salerno. Mini – AV che, da stime di RFI, permetterebbe una riduzione dei tempi di percorrenza tra Roma e Reggio Calabria di circa 45 minuti, che diventerebbero 57 in caso di un servizio (molto improbabile) totalmente no-stop. Abbiamo inserito anche le schede riguardanti la velocizzazione della linea Metaponto – Potenza – Battipaglia e del completamento della “eterna incompiuta” linea ferroviaria Ferrandina – Matera “La Martella”, che a differenza del progetto originario, prevede (per fortuna) anche una bretella che permette un instradamento diretto in direzione Battipaglia-Salerno oltre a quella in direzione Metaponto, per i treni da/per Matera. Per il momento, ci asteniamo da osservazioni specifiche e nostre opinioni su tutta la vicenda, al fine di non confondere i nostri lettori, che auspichiamo possano analizzare e comprendere a fondo le schede qui riportate. Questo aiuterà nei prossimi giorni a meglio comprendere ciò che esporremo in un comunicato congiunto con il Comitato Per La Provincia Della Magna Graecia, e tutti coloro che vorranno condividere la (ancora molto lunga) battaglia per la nostra terra. Quella che potrebbe portare, realmente, alla vera unificazione d’Italia a livello infrastrutturale, dopo oltre 150 anni”.
SCAFATI, LA STORIA
Lungo la strada delle mille buche e degli infiniti allagamenti non si contano più le targhe smarrite dalle automobili in transito. Qui, nella parte più rurale di Scafati, dove il Rio Sguazzatoio è croce e delizia, i disagi per chi attraversa quotidianamente l’arteria sono una costante con cui fare sempre i conti. Così, quasi per gioco e un po’ per servizio civico, è iniziato l’impegno tutto particolare dello scafatese Vincenzo Mariamburgo Coppola: conservare le targhe d’auto smarrite in zona su una cancellata. E così, da qualche anno, in via Orta Longa c’è una sorta di Spoon River o muro del pianto delle placche d’immatricolazione. Chiamatelo come volete, ma in pratica è questo. Qui, dove il canale esonda alle prime piogge, è naturale perdere qualcosa visto che pure l’asfalto è sconnesso in più punti. Alla curva che precede il ponte, infatti, si può ammirare l’inferriata dedicata all’esposizione di tali targhe allestita da Coppola, un contadino della zona, e dalla sua famiglia. Per raggiungere “l’attrazione”, però, si deve attraversare un percorso tanto semplice quanto difficile. La casa dell’uomo è infatti nel bel mezzo di un lago, che sulla Provinciale si crea pure se non piove da diversi giorni a causa delle mancanze di una rete fognaria in zona. Così, davanti a un grande cancello giallo, sono raccolte tutte le targhe smarrite dai legittimi proprietari: «Il vento degli ultimi giorni ne ha fatte cadere tante - ha detto il contadino -. Ne abbiamo avuto di diverse tipi nei diversi anni che abbiamo raccolto queste targhe, provenienti non solo dai Paesi europei, ma quasi da tutto il mondo. Sono anni che faccio questo tipo di lavoro e non riesco manco a quantificare il tempo, ma molte di queste non sono mai state ritirate, nonostante stiano qui». E se qualcuno reclama una targa persa? Tranquilli, il servizio è gratis. «Le persone che vengono a chiedere la targa ci dicono prima il loro numero e poi speriamo di trovarla. Molte volte la ricerca ha esito positivo ». Una storia di impegno civico, puro, che registra anche le condizioni critiche in cui si trovano i residenti. La strada che collega Scafati ad Angri, infatti, è perennemente allagata da un mese con delle difficoltà evidenti che investono il vicino Rio Sguazzatoio da più di un decennio. Quella del signor Coppola è una storia molto simile a tante altre qui in zona: sono contadini legati alle terre vicine, da diverso tempo impraticabili e con danni economici di certo non facilmente trascurabili. Ma davanti ad uno scenario così tetro, il contadino scafatese risponde con un’azione dettata dal tipico pragmatismo di chi lavora la terra. «Perché tengo le targhe? Ognuna di loro costa 200 euro. È brutto perdere così tanti soldi. Vede queste placche? Qui ci sono più di 2mila euro buttati. È un dispiacere». (La Città - Alfonso Romano)
QUI SCAFATI
L'isola ecologica della società partecipata del Comune di Scafati è da oltre due settimane alimentata da un generatore di corrente elettrica, senza un allaccio ad un contatore e comportando costi extra per l’Ente. Succede in via Domenico Catalano, dove la sede dell'isola ecologica dell'Acse è stato luogo, lo scorso 22 gennaio, del ritiro del relativo contatore da parte della società che gestisce il servizio. Un fatto che al tempo l'amministratore unico della società partecipata del Comune, Giovanni Marra, commentò come un semplice problema tecnico a cui si stavano sin da subito attivando tutte le azioni in campo finalizzate alla soluzione del problema. Dopo diverse settimane, però, si può ritrovare ancora in prossimità dell'area ex Copmes l'isola ecologica che riesce a soddisfare la domanda energetica dei lavori con un generatore di corrente pagato straordinariamente dall'azienda, con una lievitazione inevitabile del costo della materia energia. (La Città)
QUI ATRANI
Il Comune si appresta a versare 28mila euro all’avvocato che lo ha difeso nel contenzioso con il Conservatorio di S. Rosalia di Atrani. Una vicenda che risale al 2001, quando il Conservatorio stesso aveva citato in giudizio l’Ente presso il Tribunale di Salerno per il rilascio di un complesso immobiliare di sei appartamenti, detenuti dal Comune dal 1986, con annessa richiesta di risarcimento. La giunta impegnava una somma di 2 milioni conferendo l’incarico al legale Luigi Anastasio, insieme al professor Andrea Di Lieto. Nel 2002 il Conservatorio attivava un nuovo procedimento giudiziario per chiedere il sequestro di tutti gli immobili, successivamente approvato dal Tribunale di Salerno, sezione di Amalfi, con il Comune che proponeva reclamo. I giudici della seconda sezione civile del Tribunale di Salerno, rilevando l’illegittimità del provvedimento, accoglievano integralmente il ricorso. (La Città)
QUI SARNO
I centristi scelgono la fusione, nasce il gruppo consiliare “L’Italia è popolare con Canfora”. I due gruppi consiliari, dunque, si uniscono in un' unica formazione politica rimodulando la composizione della maggioranza del sindaco Giuseppe Canfora. Adesso, gli ex centristi ed attuali alleati del centrosinistra, avranno la compagine consiliare più nutrita di Palazzo San Francesco. La decisione ufficiale, dopo delle indiscrezioni trapelate già nei mesi scorsi, è arrivata durante l’ultima seduta dell’assise cittadina che si è tenuta giovedì scorso. Al nuovo gruppo hanno aderito i cinque consiglieri di maggioranza Antonio D’Angelo, Raffaele Esposito, Giuseppe Esposito, Michele Ruggiero ed Ida Mareschi, con quest’ultima nominata capogruppo. Il gruppo vanta anche due assessori in giunta: il delegato al commercio e al bilancio, Francesco Squillante, e l’assessore al Turismo, Stefania Pappacena. Esposito, invece, è il capo dell’assise eletto tra le file del gruppo “Canfora sindaco”. (La Città)
RESTYLING
«Rendere fruibile il parco con un intervento urgente di messa in sicurezza», è uno dei passaggi dell’ultima determina in merito al parco Canzolino di Nocera Inferiore. L’amministrazione comunale procede con le attività di riqualificazione dell’area verde di Villanova, avviando la procedura per l’affidamento dei lavori. Un’operazione di pubblica utilità «per restituire un polmone verde e un luogo per lo sport alla cittadinanza». Il costo complessivo dell’intervento è pari a 200mila euro, tutto finanziato mediante un mutuo con la Cassa depositi e prestiti. La gara sarà effettuata con procedura negoziata, senza pubblicazione di un bando, attraverso la centrale unica di committenza che vede insieme i Comuni di Nocera Inferiore, Angri, Mercato San Severino e Castel San Giorgio. Il criterio di aggiudicazione è il prezzo più basso, «determinato - si legge nella delibera firmata dal dirigente del settore Lavori pubblici, Gerardo Califano - mediante unico ribasso sull’elenco prezzi posto a base di gara». (La Città)
CENTRO SOCIALE
Il centro sociale di Orignano è ufficialmente intitolato a Marco Aliberti. Si è concretizzata ieri mattina, con una cerimonia pubblica, l’iniziativa messa in campo dal sindaco Valiante, dall’amministrazione comunale di Baronissi, insieme alla famiglia del giovane ingegnere scomparso in un incidente stradale nel 2019. Marco aveva solo 26 anni quando uno schianto in scooter in via Aldo Moro gli era costato la vita. Una perdita dolorosa, che aveva lasciato sotto shock l’intera comunità di Baronissi, pronta però a stringersi intorno alla famiglia, in una testimonianza d’affetto sfociata nella proposta di dedicare un luogo pubblico al ragazzo. La scelta è ricaduta su un simbolo di Orignano, la frazione in cui Marco viveva con la sua famiglia, benvoluta da tutti: il centro sociale, che da poco ha ripreso la propria attività ed è attualmente gestito dall’associazione “Per niente facili” guidata da Stanislao Ferrigno, ora porta il nome dell’ingegner Aliberti, come recita la dedica che accompagna il ritratto sorridente di Marco, all’ingresso della struttura. (La Città)
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