

Only the brave. Un detto che si addice benissimo alla nuova avventura sportiva e di vita di Matilde Risso. La giovane pallanuotista recchelina ha sfidato il destino in pieno Covid e colto al volo l'occasione di svoltare il proprio percorso di crescita e maturazione in vasca con un'esperienza non da tutti. La scorsa estate, infatti, l'estremo difensore dopo l'interruzione definitiva del campionato di A2 ha deciso di spiccare il volo per la Romania, andando a difendere i pali del Rapid Bucarest e al contempo prendendosi anche l'onere e l'onore di allenare un gruppo del settore giovanile. Ma riavvolgiamo il nastro: "Il mio incontro con la Pallanuoto avviene nel 2005 alla Piscina Giuva Baldini di Camogli. Facevo nuoto, ma la corsia non era cosa per me e così decisi di cambiare disciplina acquatica e da lì non ho più smesso - spiega Matilde ai nostri microfoni - Per 3 anni ho provato a giocare fuori dai pali come difensore ma facevo fatica e così decisi di andare in porta. I primi anni sono stati difficilissimi perché il ruolo del portiere non è semplice, ma con il duro lavoro e l’impegno piano piano i miglioramenti sono arrivati e con loro anche qualche piccola soddisfazione. Ho troppi ricordi legati alla Pallanuoto e ognuno di esso è differente ma mi ha lasciato qualcosa di importante in eredità. Dall’esordio in A1 a 15 anni con Rapallo, allo Scudetto assoluto, all’Europeo e al Mondiale giocati con le giovanili del Setterosa ma anche la promozione in A1 con l’Imperia, i vari gironi di Champions. Sicuramente una delle cose più belle che mi rimane guardandomi indietro sono le amicizie che questo sport mi ha portato e che ancora oggi sono parte fondamentale della mia vita oltre che la stima e l’affetto di alcune persone che ho incontrato nella mia carriera. Non mi piace vivere di se e di ma, tutto quello che ho fatto l’ho fatto perché in quel momento mi sembrava giusto e doveva andare così".
Tornando alla stretta attualità: "Mai avrei pensato con una pandemia in corso di finire a giocare all’estero ma quando mi si è presentata l’occasione a luglio, non ho potuto dire di no. L’esperienza fuori Italia mi ha sempre affascinato ma un po’ per comodità e un po’ per paura non l’ho mai presa sul serio - aggiunge Risso - Avevo già provato ad andare in Olanda e in Inghilterra ma non mi sentivo mai realmente pronta. Il periodo di lockdown, mi ha fatto riflettere molto e mi ha fatto capire che per me stessa sia a livello atletico che personale era arrivato il momento di fare un cambiamento importante e così eccomi qua, trasferita in Romania da 6 mesi e ad oggi posso dire che non potevo fare scelta migliore. In più qui ho la fortuna di allenare, cosa per me importantissima, mi piace poter aiutare i giovani a crescere cercando di aiutarli con la mia esperienza".
L'ultima esperienza italiana è targata Flegreo, ora con buona parte di quel gruppo trasferitosi in blocco al neonato Napoli Nuoto: "L’esperienza dello scorso anno al Flegreo è stata breve ma intensa. Purtroppo il Covid ha interrotto il nostro campionato dopo solo 4 partite senza lasciarci la possibilità di dimostrare il nostro valore. Porterò le persone incontrate a Napoli per sempre nel mio cuore, mi hanno aiutata in un momento non facile facendomi sentire come a casa dal primo giorno. Con le ragazze ci sentiamo ancora spesso, mi mancano e spero quando sarà possibile di poterle andare a trovare. Lo stop dello scorso anno è stato personalmente molto pesante. Mi sono allenata a casa con esercizi a secco ma non è stata la stessa cosa. Quando la situazione è migliorata sono andata un po’ a nuotare, ma mi mancavano proprio gli allenamenti insieme, il gruppo, il guardarsi prima di entrare in acqua come a dire cosa ci tocca oggi? Le sfide portiere-attaccanti. E' stato pesante soprattutto per me che adoro allenarmi tanto e stare in compagnia, però è stato giusto".
Un passaggio radicale, con ovvie differenze ma anche qualche punto di contatto con la realtà italiana: "In Romania il campionato femminile è composto da sole 3 squadre, quello maschile da più ma in entrambi i casi si adotta come nel campionato italiano il sistema della “bolla” che secondo me funziona con i dovuti tamponi e tutto il resto. Giochiamo una volta al mese per una settimana andata e ritorno accumulando punti, alla fine del campionato, a maggio, chi è primo vince il titolo di campione di Romania. Sono contenta di poter giocare con continuità in un momento come questo, all’inizio ho fatto un po’ fatica a riprendere il ritmo di dover giocare per 7 giorni di fila, visto che in Italia si gioca una partita a settimana". Un movimento in crescita: "I ragazzi della nazionale romena hanno iniziato domenica il pre-olimpico a Rotterdam, hanno già affrontato perdendo la Croazia e pareggiando ieri con la Russia. Penso che in Romania la Pallanuoto sia in crescita, gli spazi e le piscine non mancano e vedo negli Junior tanti ragazzi e ragazze promettenti e con tanta voglia di fare".
Una passione smisurata da abbinare nel modo giusto agli impegni del quotidiano: "Per giocare, lavorare e studiare, bisogna mettere in pratica proprio quello che la Pallanuoto ed altri sport insegnano: l’impegno e il sapersi organizzare. A me piace molto essere impegnata e aver tante cose da fare, ma cerco di perdere meno tempo possibile anche se poi ovvio uno ha bisogno di ritagliarsi del tempo per se stesso e di rilassarsi. Dico sempre da quando sono qua a Bucarest che mi ci vorrebbero giornate da 48h, università online (è, infatti, iscritta alla facoltà di Beni Culturali presso l'Università Telematica Internazionale UniNettuno, ndr), doppi allenamenti, allenamenti dei ragazzi ma una cosa è certa: se uno ci tiene a fare qualcosa con la giusta organizzazione e motivazione riesce a farla, consapevole però che ognuno ha i propri tempi".
In conclusione: "Un vero e proprio sogno nel cassetto non c’è. Alla me del futuro auguro di poter fare sempre quello che ama con il sorriso, senza perdere mai quella voglia di migliorarsi, di voler sempre di più, di non fermarsi mai, che da sempre mi contraddistingue".
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