

Arrivò in ospedale il giorno di San Silvestro del 2019 dopo essere stata investita. Antonietta Scannapieco , una sessantenne di Salerno, fu visitata, sottoposta ad alcuni esami di routine e poi dimessa. Dopo quarantott’ore dovette tornare d’urgenza al “Ruggi”: aveva un’emorragia celebrale in corso. Dieci giorni dopo, la mattina del 10 gennaio, sopraggiunse la morte. La Procura aprì un’inchiesta, iscrivendo nel registro degli indagati ben dodici persone tra medici e operatori sanitari del azienda ospedaliera di via San Leonardo. Ad un anno dal decesso il pm ha deciso di archiviare il tutto, non avendo riscontrato il nesso casuale tra l’incidente e la morte della paziente. Il marito e la sorella – assistiti dall’avvocato Giuseppe Russo – si sono opposti e a marzo il presunto caso di negligenza medica sarà discusso nella camera di consiglio dinanzi al gip Alfonso Scermino .
Il calvario della vittima iniziò l’ultimo giorno dell’anno quando, trovandosi ad attraversare la strada in via Irno, davanti ad un noto locale del posto, fu investita da un’automobile. Il conducente non riuscì ad evitare l’impatto, ferendo la donna che fini sull’asfalto. Subito scattò il protocollo del soccorso. Intervenne il 118. La donna investita fu portata al “Ruggi” e sottoposta agi esami previsti e alla successiva diagnosi del personale medico. Nulla – a quanto pare – emerse nelle ore successive all’incidente. Le condizioni di salute della salernitana apparvero buone. Tanto che non fu necessario alcun ricovero. Fu anche dimessa e poté far ritorno a casa.
Trascorse così il giorno di Capodanno con i familiari, ma la donna cominciò ad avvertire dolori. Considerato anche l’incidente subito, fu portata al pronto soccorso per un approfondimento diagnostico. Stavolta, non fu dimessa. Anzi, la ricoverarono perché c’era l’emorragia in atto. Diagnosi che sarà la causa del decesso avvenuto dopo una settimana di ricovero. Su tale circostanza e sulle cure prestate alla vittima, i familiari non hanno mai avuto il pieno convincimento dell’operato del personale medico. Tanto da indurli a presentare una formale denunce alle autorità, paventando l’ipotesi di negligenza medica.
È durata circa un anno l’attività d’indagine degli inquirenti. Diversi gli elementi a disposizione dell’ufficio inquirente. A partire dall’autopsia sul cadavere dalla donna investita in via Irno. Oltre alla documentazione sanitaria, comprese le due cartelle cliniche. Nel registro degli indagati sono finiti quanti l’hanno avuta in cura nelle due volte che Antonietta Scannapieco è stata in ospedale. I dodici indagati sono difesi dagli avvocati Teresa Sorrentino , Silverio Sica , Arianna Santacroce , Domenicantonio D’Alessandro e Roberto Lanzi . L’ipotesi di accusa è concorso in omicidio per responsabilità da colpa medica. L’archiviazione ora passa per la decisione del gip che, vagliate le posizioni di ogni singola parte – medici, infermieri e parti civili – pronuncerà la sentenza. A marzo.
FONTE: La Città
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