

L’affidamento della gara da quasi due milioni di euro per “passare al setaccio” il surplus di tamponi per la ricerca del coronavirus effettuati nel Salernitano a un laboratorio privato del capoluogo era legittimo nonostante la società che aveva si era aggiudicata il bando fosse stata inglobata da un’altra entità. È quanto deciso dai giudici del Tar di Salerno che ha accolto il ricorso presentato dalla “Laboratori Italiani Riuniti”, il nuovo soggetto economico che aveva incorporato la “Servizi Sanitari”, società risultata vincitrice del bando assegnato a novembre dall’allora facente funzioni Vincenzo D’Amato. Con l’istanza presentata contro la Soresa e l’azienda sanitaria salernitana è stato chiesto l’annullamento della delibera dello scorso 20 novembre con cui l’Asl aveva dichiarato l’inefficacia dell’affidamento del servizio - valido per due mesi - per l’analisi dei tamponi proprio per questo “passaggio di società” che, dunque, aveva cancellato un affidamento da 1 milione e 746mila euro.
FONTE: La Città
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.