

Spacciano droga. E riciclano i soldi nel commercio. Lo sanno in tanti. Di chi si tratta. Sono volti noti, non solo alle forze dell'ordine. Sono una presenza quotidiana, davanti ai negozi del centro. Alcune indagini erano già state avviate. Per alcuni atti incendiari, per un'auto distrutta. Dopo una spedizione punitiva. Ora è ufficiale. C'è un'altra indagine, condotta della procura della Repubblica di Salerno. Un'inchiesta su due famiglie ebolitane. Due nuclei che controllano il mercato della droga, in città e nella piana del Sele. Due famiglie che riciclano soldi, con la complicità di alcuni ragazzi incensurati. I due prestanome. Si tratta di giovani trentenni. Senza arte, nè parte. Senza lavoro e senza reddito. Ma che si ritrovano titolari di negozi accorsati. Con fitti da capogiro. Con spese mensili da pagare. Con il lusso di avere anche dei dipendenti, assunti regolarmente, con tanto di commercialista ad attestarlo. Vetrine illuminate a giorno. Merce imbellettata e di alta qualità. Marcano il territorio. Mostrano la loro forza commerciale. La loro spavalderia imprenditoriale. La loro scioltezza nei rifornimenti e negli investimenti.
FONTE: La Città - Francesco Faenza
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