

Un 47enne muore dopo la corsa in ospedale, i familiari aggrediscono gli operatori scafatesi accorsi sul posto: minacce, spintoni, e calci e pugni all’ambulanza. Gli operatori del 118 dell’ospedale di Scafati, guidati dal medico Girolamo Mazzeo, sono stati allertati dalla centrale operativa per un intervento in codice rosso ad Angri, in via Adriana. Arrivati sul posto, i sanitari hanno subito capito la gravità della situazione. L’uomo, infatti, aveva avuto un grave arresto cardiaco. Immediatamente è stato applicato il protocollo Asl, prima della corsa all’ospedale di Sarno.
Durante il tragitto, i medici hanno continuato ad effettuare le manovre, all’interno dell’ambulanza, visto l’aggravarsi delle condizioni dell’uomo che, di lì a poco, è deceduto. Dopo l’arrivo presso il “Martiri del Villa Malta”, gli operatori sanitari di Scafati, si sono accorti che, nella “corsa contro il tempo” per provare a salvargli la vita, avevano lasciato una bombola di ossigeno presso la sua abitazione, ad Angri. Hanno deciso di ritornarvi per riprendere tutta la strumentazione. È a quel punto che sarebbe avvenuta l’aggressione. Il team guidato da Mazzeo, infatti, sarebbe stato assalito da alcuni familiari della vittima che, come raccontato poi ai carabinieri, lì accusavano di aver commesso un errore portando il parente in ospedale perché «era già morto e non si sarebbe dovuto muovere da casa». (La Città)
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