

«La progettualità organizzativa e culturale che ha caratterizzato in questi anni tutto il distretto, ha risentito delle prescrizioni limitative imposte dal Covid. Ma, la consapevolezza delle dimensioni e della drammaticità della crisi, la condivisione delle difficoltà, soprattutto la volontà e capacità di rispondere con misure organizzative adeguate, rispettose dei principi del giusto processo hanno consentito a magistrati, avvocati e personale amministrativo di lavorare in sinergia, cercando gli uni di comprendere i problemi degli altri». Così il presidente della Corte d'Appello di Salerno, Iside Russo, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario questo anno chiusa al pubblico, ma trasmessa in diretta su radio Radicale.
Oltre alla sospensione delle udienze a causa della pandemia, bisogna considerare che per la Corte d'Appello «c'è stata la sospensione, per oltre un mese, delle udienze per il trasloco alla cittadella giudiziaria e la Corte è stata in grado di ottenere risultati apprezzabili», ha sottolineato Russo.
Il presidente della Corte d'Appello ha anche sviscerato i numeri dell'anno appena chiuso: «La prima sezione civile a fronte di sopravvenienze pari a circa 500, ne ha definite il doppio, con un indice di ricambio positivo tra sopravvenienze e definizioni. Per la seconda sezione civile, l'indice di ricambio costantemente positivo e in salita da un paio d'anni fino ad arrivare, in questo periodo caratterizzato dalla pandemia, all'1,60 attuale. Il dato che meglio fotografa la sezione lavoro è il numero di pendenze ultra-biennali: al 30 settembre 2020, 21 cause. L'andamento del settore penale ha risentito della rigida disciplina imposta dal lockdown e della stasi completa che si è avuta nel periodo marzo-maggio quando nessuna istanza di trattazione dei processi è pervenuta in corte d'Assise e poche istanze presentate alla sezione penale ciononostante, sono stati definiti più di 350 processi eliminando l'arretrato e definendo processi iscritti anche nel 2018, evitando ricorsi allo Stato per la legge Pinto. Non vi sono state scarcerazioni per decorrenza dei termini di custodia cautelare».
«La procura di Salerno - ha aggiunto Russo - all'indomani dell'entrata in vigore della normativa emergenziale, ha dovuto fronteggiare improvvisamente la necessità di tradurre in pratica il disposto normativo che consentiva la partecipazione del pm da remoto alle udienze con detenuti, soprattutto le udienze di convalida del fermo dinanzi al gip e le udienze per celebrare il processo con rito direttissimo».
Dai dati trimestrali del tribunale di Nocera Inferiore «emerge che nel primo semestre del 2020 le definizioni sono aumentate rispetto alle definizioni del secondo semestre del 2019 in varie procedure, mentre la procura nocerina ha segnalato come l'impossibilità di accedere da casa agli applicativi più importanti per la gestione del procedimento penale abbia rappresentato un fattore di grave rallentamento dell'attivita', soprattutto per il personale amministrativo che di fatto doveva limitarsi esclusivamente al controllo della posta elettronica».
Il presidente del tribunale di Vallo della Lucania fa presente che gli effetti sulla produttività del tribunale «sono stati abbastanza rilevanti, mentre i dati della procura evidenziano una considerevole produttività dell'ufficio che ha provveduto a definire tutte le sopravvenienze», ha concluso Russo.
FONTE: La Città
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