

Ancora un rinvio per l’apertura dell’asilo nido di via Turco. Questa volta da risolvere ci sono problemi di infiltrazioni d’acqua. E sono venuti alla luce dopo che il Comune aveva terminato i lavori di ristrutturazione necessari prima di affidare la gestione della scuola. Lavori che sono costati 36mila euro. Ad effettuarli la Pignataro Costruzioni Generali srl. La ditta di Salerno che aveva presentato un’offerta con il ribasso del 19,9% aggiudicandosi la mini gara nel mese di maggio. Appare una vera odissea quella della struttura di via Turco. Ora le infiltrazioni d’acqua che appaiono determinate da problemi strutturali dell’edificio, soprattutto intorno alle finestre che erano prive di “rompi goccia”.
La pioggia battente degli ultimi due mesi invece di essere allontanata ha avuto modo di penetrare nei muri dell’edificio. Non è chiaro se il problema sia dovuto solo a questa mancanza oppure vi siano anche altre “grane” più difficili da risolvere. Spetterà ad una perizia tecnica accertare la causa ed il modo di risolvere l’ennesimo intralcio. Probabilmente ha inciso anche il lunghissimo periodo di chiusura. I locali vuoti e privi di riscaldamento hanno accumulato umidità per anni fino a quando non è apparsa evidente anche all’esterno. I lavori sono terminati a metà estate ed il contratto di affidamento all’Ati guidata dalla cooperativa Fiumaidea, che aveva vinto la gara bandita nel lontano 2017 ma terminata con una aggiudica definitiva solo ad agosto 2019, è stato firmato il 10 agosto 2020.
Nella lunga vicenda ha indubbiamente costituito altra causa di enormi ritardi anche la pandemia. La struttura fu inaugurata in pompa magna dall’Amministrazione Santomauro e avrebbe dovuto fornire un servizio di enorme importanza in un quartiere definito a rischio per la presenza di molte abitazioni popolari e pochissimi servizi. Ma per ben due anni il micronido era rimasto chiuso dopo lo scioglimento del contratto con la precedente gestione. Poi, finalmente, la gara che si è protratta per quasi due anni.
Quando è sopravvenuta finalmente l’aggiudica definitiva ci si è resi conto che l’edificio accusava i danni del tempo e dell’abbandono. All’interno, poi, un furto aveva fatto sparire tutta l’attrezzatura, che era nuova e all’avanguardia, lasciando l’asilo come un guscio vuoto. Di qui la necessità di ristrutturarlo prima che l’Ati potesse rilevarne la gestione. Il bando di gara, infatti, prevedeva una struttura pienamente funzionale ed attrezzata. Ma il micronido non lo era più. Di qui una sorta di braccio di ferro con il Comune risoltosi solo quando i lavori erano stati finalmente appaltati. Ed ora l’ennesimo problema che si spera di risolvere rapidamente. La data di apertura è prevista per metà febbraio. L’Ati, dal canto suo, è pronta anche per l’accreditamento al Piano di zona. Si farà in tempo?
FONTE: La Città - Stefania Battista
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