

Si è spesso detto che è soprattutto dai momenti più difficili che bisogna trarre la forza per reinventarsi e lanciare nuove sfide. Lo sa bene Francesca Colucci, giovane talento barese degli sport acquatici, pronta ad unire studio e passioni e a scommettere su se stessa. Una nuova avventura alle porte con la speranza che il Covid consenta anche alla sua categoria di tornare presto in vasca. Una storia di sacrifici, amore e dedizione che merita di essere raccontata dall'inizio, rivissuta attraverso le parole della stessa protagonista.
AMORI A PRIMA VISTA
"Sono stata un sincronetta a livello agonistico per 10 lunghi anni, l’acqua è sempre stata parte di me, forse perché sono nata a Bari, una città in cui il mare fa da cornice. Il Syncro era lo sport della mia vita, quando danzavo in acqua mi sentivo forte e libera di esprimere le mie emozioni mentre la musica accompagnava i miei movimenti - esordisce Francesca - Spesso inventavo le coreografie per me stessa e per la mia squadra perché credevo davvero nella magia che questo sport poteva regalare a chi guardava. Nel 2015 mi sono fidanzata con Emanuele, lui giocava a Pallanuoto e quindi in un certo senso per amore, questa disciplina era entrata nella mia quotidianità. Ho comunque continuato a fare Syncro ma poi nel 2018 è arrivato il momento di scegliere l’Università, il mio futuro era Milano, città in cui mio fratello prima di me si era trasferito. A questo punto dovevo decidere se lasciare lo sport della mia vita, perché nella città lombarda non ci sono società che lo praticano a livello agonistico, oppure rimanere in acqua cimentandomi in qualcosa di nuovo. Così durante l’estate riuscii a contattare la Canottieri Milano affermando di NON saper giocare a Pallanuoto. Loro mi accolsero a braccia aperte, anche se devo ammetterlo, ero impaurita dal giudizio che le mie compagne attuali potessero avere di me, perché si sa, “sincronette e pallanuotiste non vanno mai d’accordo”. I primi giorni furono duri ma un ruolo mi fu assegnato. Mi posizionarono al centro perché avrei potuto sfruttare la forza degli arti inferiori che avevo ben costruito negli anni precedenti. E così fu. Da quei giorni fu un continuo avanzamento dovuto al fatto che ho sempre amato le grandi sfide e il duro lavoro. Nei mesi seguenti riuscii ad ambientarmi bene grazie anche alle mie fantastiche compagne di squadra. Ad oggi posso affermare che il Syncro era lo sport della mia vita e per sempre sarò una sincronetta, ma nulla può ripagare l’emozione che provo quando incrocio gli sguardi delle mie compagne prima del fischio d’inizio di una partita per trasmetterci a vicenda la forza di combattere come una vera squadra. La Canottieri Milano è ormai la mia seconda famiglia, partendo dalla coach Rupy che sin da subito mi ha spinta a fare ogni giorno di più credendo in me, fino ad arrivare alla mia squadra alla quale sono molto legata. Da quando sono in qui ho visto dal mio piccolo una grande evoluzione data anche dall’unione che c’è tra di noi. Purtroppo il nostro obiettivo della scorsa stagione è stato contrastato da qualcosa di molto più grande di noi, ma il sogno della promozione è ancora vivo in ognuna e daremo il meglio per raggiungerlo".
DAL COVID AL SOGNO IN...COSTUME
"Quando a febbraio 2020 è scoppiata la pandemia non eravamo entrate a pieno nella visione di ciò che stesse per accadere, il campionato da poco iniziato stava anche volgendo nel verso giusto. Alle prime partite annullate abbiamo iniziato a sentire il peso sulle nostre spalle, ma mai avremmo immaginato tutto questo… Alla chiusura di piscine e università io ho scelto di scendere a Bari dalla mia famiglia ed è cosi che sono iniziate le mie sedute di allenamento a secco prolungatesi fino all’estate. Non è stato facile lasciare all’improvviso un luogo in cui sei abituato ad andare ogni giorno dall’età di 4 anni ma ci siamo adattate fiduciose nell’anno nuovo. Purtroppo ad oggi non sappiamo come si evolveranno le cose in quanto non ci è stato ancora comunicato nulla riguardo un possibile campionato di Serie B femminile, ma noi ci speriamo ancora. In ogni caso non vedo l’ora di tornare in vasca al più presto e sentire di nuovo l’emozione di una partita insieme alla mia squadra". Ed in questi mesi la consapevolezza di poter dare il là ad una nuova avventura imprenditoriale chiamata Sciriè: "Sciriè è una nuova grande avventura che vede me come protagonista. Tutto nasce dai miei studi, alla fine di quest'anno conseguirò la laurea in Graphic Design & Art Direction presso la NABA di Milano, una delle più importanti accademie di design d’Italia. La NABA mi ha dato la tecnica per affrontare autonomamente ogni passaggio di questo progetto, ma la passione la porto dentro sin da piccola, infatti nei 10 anni da sincronetta molto spesso disegnavo i costumi da gara per me e per le mie compagne e li portavo con mia madre in sartoria per farli realizzare. Ecco che durante il primo lockdown ho pensato: "Perché non provo ad unire passione e studi in qualcosa che possa essere solo e unicamente mio?" Come un gioco ho iniziato a disegnare qualche modello, ma pian piano la cosa si è sempre più evoluta diventando reale. Dopo giorni di lavoro abbiamo definito i disegni, le grafiche e i tessuti da utilizzare al fine di realizzare la mia prima collezione di costumi da mare uomo e donna, rigorosamente Made in Puglia. Il nome Sciriè deriva da un pesce coloratissimo che abita i mari della mia terra, infatti è proprio la Puglia il fulcro del progetto. Dopo lunghe ricerche abbiamo individuato un laboratorio vicino Bari disposto a prendere in carico la produzione ed è così che oggi vedo concretizzarsi un sogno". Tornando al mix studio, passione, lavoro: "Ammetto che tra le lezioni, gli esami, lo sport e il nuovo progetto non sia assolutamente facile conciliare il tutto, ma in realtà il mio segreto è sempre stato quello di non mollare neanche d’avanti alle difficoltà - aggiunge Francesca - Questi sono i valori che lo sport in primis mi ha insegnato. In oltre credo che soprattutto in un momento come questo, che ci vede obbligati a restare in casa, dobbiamo sfruttare al meglio ogni minuto senza lamentarci di come sarebbe potuto essere. Non importa se non ho il tempo di guardare Netflix, per me ciò che conta è arrivare alla sera e pensare di avercela messa tutta, programmando già ciò che devo fare il giorno seguente".
TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO
"I ricordi sportivi che ho nel mio cuore sono tanti ma se dovessi sceglierne 2 direi: le qualificazioni nel 2015 ai campionati italiani estivi di Nuoto Sincronizzato in cui l’intera squadra era riuscita a rientrare e la vittoria con la Canottieri Milano nel 2019 contro Imperia fino ad allora imbattuta - conclude la Colucci - Sogno nel cassetto? I sogni sono tanti, ma non voglio sprecare questa opportunità esprimendo delle volontà “materiali”, per questo dirò il più immateriale dei sogni, nel quale però credo fermamente. Il mio sogno è riuscire a valorizzare il Sud, ovviamente la splendida Puglia prima di tutto, perché è il luogo in cui sono nata e cresciuta, e non accetto che questo non possa essere il luogo in cui vivere per il resto della mia vita. Se oggi giù non ci sono le accademie di design o la Bocconi allora vorrà dire che saremo noi, gli stessi coraggiosi che hanno fatto le valigie salendo al nord per sopperire alle mancanze delle nostre città, a scendere di nuovo portando i mezzi necessari e le conoscenze per far crescere la terra da cui proveniamo".
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