

L’Agenzia del Demanio “fa muro” alle sirene per l’acquisto di una parte dell’ex tribunale di corso Vittorio Emanuele mentre il caso è pronto a finire in Consiglio comunale. E, intanto, si riaccendono i riflettori anche su un altro “contenitore vuoto” dello Stato, quella Torre Angellara per cui negli scorsi anni era stato avviato un progetto per l’utilizzo e la riqualificazione che, al momento, non ha ancora spiccato il volo.
No alla svendita dell’ex tribunale. La discussione sulla vecchia sede del Palazzo di Giustizia, rimasto praticamente vuoto dopo il trasferimento degli uffici giudiziari nella nuova Cittadella di via Dalmazia, prosegue. In tanti, infatti, hanno preso contatti con l’Agenzia del Demanio per avere lumi sulla questione dopo i nuovi sviluppi. Gli ultimi in ordine di tempo sono i rappresentanti del gruppo civico “Ali per la Città” che, già negli scorsi giorni, avevano evidenziato il possibile superamento dei vincoli storico-artistici posti dalla Soprintendenza sul complesso immobiliare. L'associazione ha ricevuto rassicurazioni dall’Ente che gestisce i beni dello Stato che il complesso immobiliare non sarà svenduto: «Desideriamo ringraziare l’Agenzia del Demanio per le rassicurazioni sulla temuta dismissione dell’ex tribunale e per averne previsto l’utilizzo in favore di uffici pubblici, altrove allocati, per contenere i costi», spiegano i referenti di “Ali per la Città” che, dunque, hanno avuto conferma sul trasferimento di alcuni uffici pubblici le cui sedi ora sono in strutture private per cui viene pagato un canone di locazione.
L’ipotesi Biblioteca provinciale. L’associazione aveva proposto il trasferimento all’ex tribunale del Tar di Salerno e della Procura minorile, ora siti nell'ex convento di Santa Maria della Mercade in largo San Tommaso. La richiesta non viene cancellata. Anzi. Si rafforza con un’altra proposta che riapre un fronte “caldo” degli scorsi mesi: la struttura di largo San Tommaso, infatti, per “Ali per la Città” potrebbe ospitare la Biblioteca provinciale. Una questione annosa, quella di una delle strutture più antiche della Campania, ora posizionata nel plesso di via Valerio Laspro dove, nei mesi precedenti all’esplosione dell’emergenza sanitaria per il Covid, era emersa l’inadeguatezza dei locali, avviando un iter che prevedeva il trasferimento della Biblioteca provinciale nel cuore del centro storico, a Palazzo D’Avossa. I tecnici della Provincia avevano effettuato anche alcuni sopralluoghi nella struttura ma, anche a causa del Covid, il processo è andato via via rallentando.
Luci su Torre Angellara. C’è anche un altro “contenitore vuoto” di Salerno riportato sotto i riflettori da “Ali per la Città”. L’associazione, infatti, ha chiesto lumi all'Agenzia del Demanio su Torre Angellara, il bastione della zona orientale a pochi passi dal mare costruito dagli Aragonesi che nel marzo del 2018 fu affidato - con un progetto sostenuto da Mibact e Mit per nove anni a una cooperativa formata da giovani under 40 che dovevano avviare il recupero della struttura con la creazione di un punto informativo per la valorizzazione del territorio del Cilento e della Dieta Mediterranea: «Da allora nulla appare sia stato fatto per il recupero della struttura e non si hanno notizie della stessa cooperativa, oltre alla sua denominazione riportata nel dettaglio della gara », evidenziano i rappresentanti del gruppo civico. «L’attuale situazione della Torre non appare accettabile e danneggia pesantemente l’immagine della città che non offre, purtroppo, molti luoghi agibili per le attività culturali e turistiche». “Ali per la Città”, adesso, chiede all’Agenzia del Demanio il destino di quell’iniziativa e «laddove fosse accertata l’impossibilità di quella proposta» chiede che «sia messa a disposizione del Comune. In tal senso rappresentiamo di avere in corso di predisposizione una proposta per trasformarla in una “torre di difesa ambientale” con l’insediamento di un centro-scuola per i giovani per valutare i parametri ambientali».
Il caso in Consiglio. Ma è il futuro dell’ex tribunale a tenere banco. Ora, infatti, il caso può finire anche in Consiglio comunale dopo la richiesta del presidente della Commissione Trasparenza, Antonio Cammarota . Il rappresentante dell’opposizione, infatti, ha chiesto una discussione in Assise sulla questione. «La sciagurata ipotesi di privatizzare l’edificio dell’ex tribunale di Salerno ha avuto il merito di sollevare il dibattito sulla destinazione della monumentale struttura, simbolo di giustizia, ma anche riferimento pubblico della bellezza architettonica, storica e culturale della città», scrive Cammarota in una lettera inviata al sindaco Vincenzo Napoli . «Il vecchio tribunale potrebbe diventare un secondo Palazzo di Città di rappresentanza e di testimonianza di Salerno, partendo dalla funzione che lo ha caratterizzato, la giustizia, per poi aprirsi ai riferimenti storici, culturali e sociali della nostra città. È opportuno - prosegue il presidente della Commissione Trasparenza - che si discuta in Consiglio Comunale della destinazione del palazzo più importante della città».
FONTE: La Città - Alessandro Mosca
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