

Dalle prime ore di questa mattina, la Squadra Mobile di Salerno e la Divisione Anticrimine della Questura di Salerno, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo e del Servizio Centrale Anticrimine, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Salerno, sta conducendo una vasta operazione di contrasto alle infiltrazioni criminali nel settore del trasporto infermi e delle onoranze funebri; in particolare la Squadra Mobile di Salerno, sta eseguendo una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Salerno nei confronti di un imprenditore di Capaccio Paestum e di ulteriori 10 soggetti, responsabili, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d’ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestualmente, la Divisione Anticrimine sta eseguendo un provvedimento di sequestro di prevenzione emesso, dal Tribunale di Salerno – sezione misure di prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Salerno, concernente beni di associazioni di soccorso pubblico e ulteriori assetti societari per un valore di circa 16 milioni di euro.
L’indagine era partita dopo i caroselli con le ambulanze la sera della vittoria di Franco Alfieri a Capaccio Paestum e si è conclusa questa mattina con l’arresto di undici persone, tra cui l’imprenditore Roberto Squecco, titolare di aziende di soccorso e di pompe funebri. Il 9 giugno del 2019 la denuncia per l’utilizzo improprio dei mezzi di soccorso del 118 per festeggiare la vittoria elettorale di Alfieri, sindaco di Capaccio Paestum.
Da allora gli approfondimenti della Squadra mobile di Salerno, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia della Procura salernitana, hanno portato alla luce numerose anomalie nella gestione delle attività riconducibili a Squecco, già condannato, con sentenza definitiva per tentata estorsione in danno di un imprenditore operante proprio nel settore delle onoranze funebri, reato commesso al fine di agevolare il clan camorristico Maradino e già destinatario di diversi provvedimenti di sequestro dall’ottobre del 2019. In particolare, sequestri preventivi di alcune società ed associazioni, operanti nel settore del trasporto e soccorso infermi in convenzione con l’Asl di Salerno e delle onoranze funebri nonché dei beni strumentali delle stesse; venivano altresì sottoposti a sequestro conti correnti e rapporti bancari sui quali erano stati rintracciati movimenti di ingenti somme di danaro pari a circa 500.000,00 euro.
Nel corso dell’ultima operazione, invece, è stato eseguito un sequestro di beni e assetti societari, per un valore di circa 16 milioni di euro. Il Tribunale ha disposto, nello specifico, il sequestro di una societa’ con sede in Italia, 2 associazioni di soccorso, 26 automezzi, 7 conti correnti bancari, 12 terreni siti in Capaccio – Paestum, 1 terreno sito a Zimbor – Romania, per un valore complessivo stimato di circa 16 milioni euro. Con riferimento, in particolare, al bene immobile situato in territorio estero, e’ stata attivata, per la prima volta nel nostro Paese, la procedura introdotta dal nuovo Regolamento 2018/1805 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 novembre 2018, per il riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca. Gli undici indagati, sono ritenuti responsabili a vario titolo di intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilita’ di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d’ufficio e falso, turbata liberta’ degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
LE REAZIONI
”Esprimo le mie congratulazioni per l’operazione di Salerno che ha portato agli arresti di 11 persone responsabili a vario titolo di intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d’ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Ringrazio il Procuratore di Salerno Borrelli, il Questore Maurizio Ficarra, la squadra mobile di Salerno, lo Sco diretto da Fausto Lamparelli e lo Sca diretto da Giuseppe Linares”. Lo dichiara Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia. ”Un’operazione che mette in luce la cronicità dell’attività criminale che lucrava anche sul trasporto degli infermi – aggiunge – Più volte ho ripetuto che le mafie non hanno nessun onore, e questo tipo di operazioni mostra il volto più brutale delle stesse attività criminali. Profittare del dolore, ecco, di questo è capace la criminalità organizzata, questo fanno le mafie. Mi auguro che la cittadinanza abbia sempre un moto di rigetto denunciando e avversando questo cancro della società civile”.
«Riguardo all’operazione di contrasto alle infiltrazioni criminali nel settore del trasporto infermi e delle onoranze funebri, sono già iniziati attacchi pretestuosi verso di me, il Comune di Capaccio Paestum e la mia amministrazione – dichiara il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri – Voglio sottolineare che si tratta di fatti del tutto estranei all’attività amministrativa portata avanti dal nostro Ente, di vicende che nulla hanno a che fare con il lavoro quotidianamente svolto dall’amministrazione che guido. Alla consigliera Stefania Nobili auguro di chiarire presto la sua posizione nell’interesse suo e della Comunità».
“Nuovi e ancor più inquietanti fatti di cronaca giudiziaria coinvolgono il Comune di Capaccio Paestum a tal punto che chiediamo alla Commissione Antimafia, che già si è occupata di alcune vicende, di sollecitare il ministro dell’Interno affinché venga nominata una commissione d’accesso per prendere in considerazione l’ipotesi dello scioglimento dell’amministrazione comunale”. A chiederlo, senza se e senza ma, è Dario Vassallo, Presidente della Fondazione Angelo Vassallo. “Sono stato ascoltato il 15 ottobre 2019 dalla Commissione Antimafia su alcune e particolari vicende che coinvolgono gli attuali amministratori del Comune – spiega Vassallo – ho esposto e documentato le azione delittuose messe in campo da alcuni personaggi che siedono attualmente al Municipio”. “All’azione di legalità e trasparenza – cito solo il caso delle ‘strade fantasma’ – aggiunge – si è scatenata puntuale una campagna diffamatoria e pericolosa”. “Qualcuno ha additato il sottoscritto, il fratello del Sindaco Pescatore, come il ‘nemico del Cilento’ – denuncia Vassallo – veri e propri avvertimenti in uno stile marcatamente mafioso”. “Nulla ci farà indietreggiare, demordere – sottolinea il Presidente della Fondazione Angelo Vassallo – abbiamo già pagato un prezzo altissimo, l’uccisione di un sindaco, un omicidio politico-camorrista che a distanza di anni, è avvolto nella nebbia del mistero”. “Non abbiamo paura e non temiamo nessuno – conclude Vassallo – camorristi, ignavi e collusi sappiamo come agiscono e per questo chiediamo l’accensione di un faro sull’amministrazione comunale con la nomina di una Commissione d’accesso agli atti che porti allo scioglimento di questa amministrazione”.
“Il carosello di ambulanze ha determinato un’attenzione enorme di varie forze dell’ordine la procura ricevette diverse informative in merito a quell’episodio che determinò molestie e disturbo alla cittadinanza perché avvenne in ora notturna, l’impiego di mezzi di soccorso sviati dalla loro naturale destinazione e utilizzati per seguire un camion con cartellonistica a vela, riportante l’effige del neoeletto sindaco. Questo si aggiunge a una serie di denunce e segnalazioni, non da ultima quella del presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, che segnalò che probabilmente si trattava di un segnale di giubilo in codice mafioso che ha necessariamente imposto un’attenzione maggiore”. Così Francesca Fittipaldi, pm titolare dell’inchiesta che questa mattina ha portato in manette l’imprenditore Squecco di Capaccio Paestum.
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