

Coronavirus, 1.263 positivi in Campania nelle ultime 24 ore. Sono 14.714 i tamponi analizzati, con un tasso di positività dell'8.58%, stabilizzandosi sui livelli dell'inizio della settimana dopo l'impennata di ieri. Intanto il Governo lavora al nuovo DPCM: sarà abbassata la soglia dell'indice Rt per la determinazione dei "colori" e stop allo spostamento tra regioni con zona rossa se ci sono 250 infetti ogni 100mila abitanti.
NEL SALERNITANO
Anziani muoiono a Pontecagnano, Baronissi e S. Severino. Lutto anche a Pellezzano. Positivo il vice sindaco di Perdifumo Malandrino: «Sono risultata contagiata al test rapido, ora aspetto il molecolare», ha dichiarato anche se nelle ore successive è emersa una falsa positività. Allerta anche a Vibonati.
Lavoratori “falsi positivi” al Covid Hospital “da Procida” di Salerno: otto dipendenti del presidio sanitario di via Calenda sono risultati infetti a un primo controllo e negativi al secondo. Scongiurato - al momento - il pericolo di un focolaio, resta il giallo su come sia stato generato l’errore. Le ipotesi prese al vaglio sono più di una ma quella più accreditata attribuisce la causa a una possibile alterazione dei parametri di analisi del sistema di rilevazione del macchinario che elabora i test. Gli accertamenti finali hanno fatto comunque emergere una positività fra gli operatori sanitari del “da Procida”: l’attenzione, dunque, resta alta e sarà monitorata con attenzione affinché la situazione non sfugga di mano. Intanto partono le vaccinazioni a Sarno mentre è attivo lo screening sui lavoratori dell'Unisa.
I dati del contagio continuano ad aumentare e in provincia di Salerno adesso a far paura sono i numeri che arrivano dalla Costiera Amalfitana. La Divina, infatti, sta rivivendo un incubo. A influire in particolare sono gli accertamenti relativi a Praiano: nel piccolo borgo di 2mila anime, infatti, sono stati scoperti ben 23 test infetti. In pratica l’uno per cento della popolazione. Deceduto a Tramonti il titolare di una nota pizzeria.
Cluster al “Maria Santissima Addolorata” di Eboli, quattro persone hanno il Covid Un degente bloccato dal tampone soltanto alcuni giorni dopo il suo accesso. Tra i nuovi casi rilevati nel nosocomio di Roccadaspide ci sono, invece, tre medici, infermieri e ausiliari: gli infetti salgono a 37.
IL CASO OSS
Ottanta euro a notte per ospitare quattro operatori sanitari inviati dalla Protezione civile in una delle “trincee del Covid” della provincia di Salerno. Adesso tocca all’Asl pagare il conto dell’albergo in attesa di essere poi rimborsata. L’emergenza provocata dall’epidemia esplosa la scorsa primavera sta costringendo il mondo intero a delle spese inattese. Soprattutto per quanto riguarda la sanità e tutto il mondo che ruota attorno a un settore vastissimo e che ora sembra essersi ancora più allargato per provare a combattere il “mostro invisibile”.
L’Azienda sanitaria di via Nizza guidata dal manager Mario Iervolino, in “tempi di pace”, non avrebbe mai spiccato una determina per effettuare il pagamento di 10mila euro a una struttura ricettiva di Agropoli. Adesso, però, è stata “costretta” a farlo. Perché, in tempi d’emergenza, bisogna garantire il vitto e l’alloggio a uomini e donne giunti nel nostro territorio per sconfiggere il coronavirus. E che, naturalmente, essendo lontani da casa hanno bisogno di un luogo “sicuro” in cui trascorrere le ore lontani dalle corsie degli ospedali. Come il “Civile” d’Agropoli: dopo la maxi-ristrutturazione della scorsa primavera, in autunno il Covid Hospital individuato per la provincia Sud dalla regione Campania è diventato pienamente operativo. E a dar manforte al personale “assoldato” dall’Asl. Nel presidio cilentano, ormai da due mesi, sono giunti quattro operatori sanitari, infermieri in particolare, inviati dalla Protezione civile nell’ambito dei bandi nazionali emanati negli scorsi mesi: due sono entrati in servizio già il 26 ottobre, gli altri il 2 novembre. Non sono della zona e, come accaduto anche in altre circostanze, l’Azienda si è mossa per trovare loro un “riparo”: «Per assicurare la sistemazione logistica, il vitto e l’alloggio al personale in servizio presso il Covid Hospital di Agropoli si individuava un albergo del posto», scrive l’Asl. «Considerato che, come da apposite indicazioni regionali, le spese sostenute per il vitto e l’alloggio del personale dovranno essere anticipate interamente dall’Asl e solo successivamente rimborsate dalla Regione Campania, si procede al pagamento della fattura inviata dalla struttura alberghiera per il periodo dal 26 ottobre al 26 novembre». (La Città)
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