

"Studenti campani studenti italiani” con questo slogan anche a Salerno si è chiesto di ritornare in presenza a scuola. Alle 8 e 15 lezione di latino in piazza San Francesco. Di seguito il video da Telecolore:
I PRESIDII DI IERI
Ieri 7 gennaio alle ore 8.15, lezioni in DAD, ma in ‘presenza’, per alcuni docenti e alunni facente parte del “Coordinamento Scuole Aperte Salerno”. Una protesta pacifica, quella tenutasi in Piazza S. Francesco di fronte allo storico Liceo Classico “T. Tasso” di Salerno, volta a ricordare l’importanza e i valori intrinsechi della didattica in presenza. “Chiediamo un ritorno alla normalità che comprende anche la scuola, ciò che più mi manca” è la voce di una liceale sul posto la quale ha evidenziato, inoltre, i numerosi gaps psicologici e relazionali sorti con l’inesorabile limite creato dall’uso del computer “che non può sostituire il rapporto coi compagni e con gli insegnanti”. Il dirigente scolastico della scuola, scenario involontario della manifestazione, prof.ssa Carmela Santarcarcangelo, venuta a conoscenza dell’evento, temeva inizialmente il boicottaggio delle lezioni in favore dell’insorgere di atti di violenza che, per fortuna, non si sono verificati. Tutto si è svolto nel rispetto delle norme di sicurezza creando occasioni di cambio di opinioni e confronto pacifico sull’argomento. Il dirigente ha però preso le distanze da tutti i comitati pro o contro la DAD, la cui attività “rappresenta un elemento di destabilizzazione per gli alunni, ai quali, arriva il messaggio secondo il quale la ‘norma’ è ingiusta in relazione alle idee di cui si è portatori. La protesta è sempre giusta in nome di valori legati ad esigenze personali rappresentative della collettività e va esercitato nel rispetto delle Istituzioni di cui si fa parte”. Ha continuato sottolineando come il contestare le regole istituzionali, che si dovrebbero difendere in nome del valore dell’educazione civica, rischia di delegittimare, di volta in volta, “decisori politici invisi”. Ha terminato considerando come tutto ciò sia “strumentalizzazione e non protesta che alimenta comportamenti come quelli che hanno portato al recente assalto al congresso americano”. È ormai nota la presenza di disagi psicologici e tecnici legati alla DAD, che purtroppo incentivano la dispersione scolastica, ma il suo istituto non è rimasto indifferente. Alla luce di ciò, il Liceo Tasso, infatti, ha monitorato con maggiore cura le classi prime per individuare l’eventuale presenza di elementi borderline. La percentuale rilevata può essere però considerata fisiologica ed ancora recuperabile con progetti di supporto psicologico e didattico in presenza, già istituiti, accolti positivamente dalle famiglie. Sia la prof.ssa Santarcangelo che il Coordinamento auspicano presto una “ripresa stabile e sicura delle lezioni in presenza, che deve essere però anticipata da un potenziamento reale della rete di trasporti pubblici, coordinato agli orari scolastici differenziati, ed un’efficace campagna vaccinale e screening di massa”.
Il 7 gennaio era normalmente il giorno del rientro degli studenti in aula dopo le vacanze natalizie. Tradizione mantenuta solo in parte quest’anno, anche se in una veste che non è rientrata nelle aspettative di molti docenti, ragazzi e genitori. Alle 8.30 di ieri mattina diversi bambini si sono riuniti con i propri genitori e docenti della Scuola Primaria e dell’Infanzia davanti ai cancelli dell’Istituto Comprensivo “Matteo Mari”. ‘Armati’ di cartelli, di zainetti e della loro voce, hanno manifestato in nome del “Comitato Scuole Aperte Salerno” sollecitando le istituzioni, in raccordo con gli altri Comitati a livello nazionale, affinché si possa ritornare al più presto, in sicurezza e stabilmente tra i banchi. “La scuola è tutto!” Ha esordito con genuina spontaneità uno dei piccoli manifestanti. “Un bambino quando nasce non ha per niente conoscenza. La scuola serve a sviluppare il cervello. E l’asilo serve ad essere bravi, ad imparare ad ascoltare, a stare fermi e a non interrompere chi parla. Serve ad imparare e a crescere”. I bambini, nella loro ingenuità, riconoscono che la scuola non è solo veicolo di informazioni, ma racchiude in sé un tesoro di valori fondamentali per la formazione dell’uomo che la DAD non riuscirebbe a profondere al meglio. “I continui cambi decisionali tra lezioni in presenza e a distanza, però, è un vero e proprio stillicidio che sta provocando non pochi disagi, non solo sul piano logistico, ma soprattutto nell’educazione alla socialità”. Ha sottolineato uno dei padri manifestanti, il quale ha aggiunto che non si sta dando la giusta importanza al “danno reale recato ai ragazzi”. L’educazione alla socialità e al confronto tra pari è penalizzata con l’impiego della DAD, che non può sostituirsi del tutto all’esperienza umana, aggravata poi dalla chiusura di parchi pubblici e dalla sospensione delle altre attività pomeridiane formative. A destare preoccupazione, inoltre, è la continuativa permanenza davanti ad un PC per i bambini in tenera età che accentua la presenza di deficit dell’attenzione. Ciò rende ancor più frustrante sia l’insegnamento per i docenti che il processo di apprendimento degli stessi alunni. La diminuzione di stimoli ricevuti fa affidare tutto alla buona volontà di bambini e genitori, quest’ultimi non sempre nelle possibilità di affiancarli nello studio, aumentando così il rischio di dispersione scolastica. Non vanno inoltre dimenticati i problemi tecnici legati alle piattaforme e alle connessioni. Un dibattito aperto tra istituzioni e genitori su diritti fondamentali di egual dignità: il diritto alla vita e il diritto all’istruzione. Non serve decretare la supremazia di uno dei due in quanto entrambi hanno la stessa essenza: contribuire allo sviluppo materiale e spirituale del fanciullo. Il “Comitato Scuole Aperte Salerno” intende far riflettere proprio sulla questa molteplice natura della scuola.
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