

Medici di base tra gli ultimi a vaccinarsi. È quanto emerge dal piano regionale campano sulla campagna di vaccinazione anti Covid. “Il piano relega i Medici di Medicina Generale al sesto posto nonostante che la categoria dei Medici di famiglia abbia il triste primato di avere tra le sue fila il 50% dei 277 decessi tra medici. Siamo stati inseriti dopo i burocrati che non sono a contatto con gli ammalati”, ha denunciato il segretario provinciale generale della Fimmg Salerno Elio Giusto.
A NOCERA INTANTO...
“A Nocera Inferiore non hanno dato il via alla Campagna di vaccinazioni anti Sars-CoV ma a un vero e proprio vernissage. Una sorta di red carpet destinato solo ai primari escludendo, clamorosamente, gli operatori del front office, quelli in prima linea, dell’Umberto I e del Polo Covid di Scafati”. Non usa mezzi termini Vincenzo Stridacchio, rappresentante aziendale l’Aaroi Emac (sindacato dei medici anestesisti-rianimatori) all’indomani dell’avvio delle attività di vaccinazioni tenutesi il 31 dicembre scorso. “Sono state ignorate le disposizioni della Direzione generale della Asl Salerno che indicava una progressione, studiata, di operatori ai quali somministrare il vaccino, aggiunge Stridacchio e continua. La Direzione medica di presidio dell’Umberto I non solo ha fatto di testa sua, ignorando tali linee guida, ma ci ha bollati come medici di serie B. Se la Direzione non ha rispetto per noi come possiamo mai chiederla all’utenza? In quella stanza angusta, con visibili assembramenti, si sono alternati primari o facenti funzione che non intervengono in prima battuta nella battaglia al Covid proprio per il ruolo che ricoprono. Sono stati quasi tutti avvisati il giorno prima e solo per ‘grazia ricevuta’, registrando l’assenza di alcuni primari, hanno deciso di chiamare tre operatori di prima linea. Io personalmente non avrei avuto nulla da ridire se avessero chiamato tutti colleghi (medici, infermieri, oss) del Polo Covid di Scafati che, ripeto, sono stati ignorati completamente. Una vergogna, una disorganizzazione che la dice lunga sulla gestione dell’ospedale”, conclude l’anestesista targato Aaroi.
FONTE: Cronache
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