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Giffoni Film Festival, Max Pezzali: "Coltivate la passione per la scrittura e la libertà. Osservate con umiltà e costruite vita"

31/12/2020

Una generazione intera porta il suo nome, espresso a chiare emozioni in quella musica che suona forte sul ritmo di canzoni cantate a squarciagola sotto cieli di battiti e albe infinite. Era il 1992, nasceva un sogno, una melodia nuova, nascevano gli 883: quante note sono passate da quell’anno, quanta vita suonata e condivisa. Una cassetta lasciata in portineria, poi l’inizio di una bella e potente storia. A tutto Max, perché gli anni del motorino sempre in due non passano mai. E Pezzali che la sua vita l’ha scritta così, in musica, resta il solito mito di sempre. Malinconia sussurata, con l’amore sempre a portata di mano, Max Pezzali è l’uomo delle certezze, di quella musica che non si stanca e mai si affanna. Giffoni lo conosce bene, con la sua voce ha accompagnato le notti immense dei giffoner. E la Winter Edition è l’occasione giusta per ritrovarsi, raccontarsi come non mai al giornalista Filippo Ferrari. “Questo è un mondo difficile, devi mettercela tutta e crederci fino in fondo – ha spiegato Max -. Mi è sempre piaciuta l’idea di costruire testi, sono molto timido e ansioso. Scrivevamo canzoni ma a nessuno interessava cantarle, arrivammo a un bivio e così cominciare a cantarle ci sembrò l’unico modo per venire fuori”. Claudio Cecchetto si accorse di loro, immediatamente. “È stato lui a credere per primo nel nostro progetto – ha continuato -. Oggi è un po' diverso, la chiave di tutto è crearti una fan base prima di uscire allo scoperto. Riuscire a coltivare un gruppo di persone in grado di aiutarti a creare una storia, una crew, per portarla poi con te quando arrivi al mondo delle case discografiche”. Nord Sud Ovest Est, nel 1993 ha segnato la vera e propria svolta.

“Sei un mito ha aperto la strada all’album ed è stato il primo videoclip che abbiamo girato – ha continuato -. Fino a quel momento mai nessuno ci aveva visti in faccia, era arrivato il momento di presentarci e dato che la nostra immagine non sembrò così forte decisero di riempirlo di super modelle. Nessuno si ricorda del nostro viso, ma di tutto il resto si”. Poi la vetta, le conferme, i brani diventati colonne sonore d’amore e di vita. E quei ritornelli a scandire fragilità, nostalgia e traguardi. Una storia lunga trent’anni, questa estate San Siro avrebbe dovuto accogliere due concerti evento: “Eravamo partiti nel 2019 con le prevendite – ha spiegato Pezzali -. Due sold out, poteva essere un anno totale da ricordare per tutta la vita. Ma sono convinto che tutto l’affetto dimostrato dalle persone ce lo porteremo nel 2021 e quando finalmente torneremo ad assembrarci sarà uno dei momenti più belli di sempre”. San Siro canta Max, con tutta la voce che c’è. Come fosse un regalo prezioso da scartare, mentre il cuore è pronto a tenere il tempo dell’attesa. Perché sarà una nuova sorpresa: “Una reunion, mi piacerebbe ritornare su quel palcoscenico con Mauro Repetto e tutte le persone che mi hanno voluto bene e hanno accompagnato questi tre decenni di musica – ha anticipato Max agli amici di Giffoni -. Momenti come quello che avremmo voluto vivere a luglio sono belli proprio perché vissuti insieme a persone speciali, la mia storia e quella degli 883 è un lavoro di squadra, di cuore e passione condivisa”. Il suo ultimo lavoro discografico ha dato un senso a questo anno di attesa e paure, una nuova prospettiva per Max che con Qualcosa di nuovo ha rispolverato quell’ottimismo malinconico, in equilibrio tra ballate romantiche e featuring trap e hip-hop.

“Abbiamo scritto tutto prima del lockdown e le canzoni improvvisamente mi sono sembrate vecchie, raccontavano di un mondo che non c’era più – ha sottolineato -. C’era bisogno di qualcosa che cantasse quella malinconia che ci ha cambiati, così ho ripreso in mano uno dei testi e l’ho riempito di cambiamento e luce. La vita con l’andare del tempo racconta sempre le stesse cose, da una prospettiva diversa. Il qualcosa di nuovo è quello, raccontare tutto in funzione dei cambiamenti che ho vissuto nella mia vita. Bisogna affrontare il tempo nell’ottica di dover imparare cose ogni giorno, il mondo cambia così rapidamente che se ti fermi non riesci a parlare più con nessuno. Imparare e osservare con umiltà, applicarsi cercando di migliorarsi. Pensando che tutto quello che sai non ti ha messo al sicuro, ha messo solo una base per costruire nuove cose”. Ai giffoner ha consigliato di coltivare la passione per la scrittura, per la libertà: “Scrivere canzoni ti migliora, esprime vita. Fatelo per hobby, vi sentirete meglio”. Instancabile Max, insaziabile. Immenso e curioso, sempre pronto ad accogliere e trasformarsi. “Mi piace ascoltare hip hop e trap, è mio figlio che mi catapulta in questo mondo – ha aggiunto -. Hanno mischiato le carte e sono partiti da un altro punto di vista sonoro. La parte più interessante della musica di oggi è pero quella dei giovani cantautori che testimoniano che la bella scrittura esiste ed è palpitante. C’è spazio per le canzoni di spessore, ce lo ricordano I Cani, Gazzelle e Calcutta”. E domani? “Sarà qualcosa di nuovo, di bello. In musica, sempre”.

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