

Sono, in totale, 230 gli operatori sanitari in servizio presso l’azienda ospedaliera universitaria "Ruggi d’Aragona", positivi al Coronavirus. Dati allarmanti quelli che snocciola Antonio Capezzuto, segretario della Fp Cgil Salerno secondo cui, ad oggi, si “registrano ancora troppi casi di contagio tra gli operatori sanitari nei Presidi Ospedalieri della provincia di Salerno, afferenti all’Azienda Ospedaliera e all’Asl di Salerno, e anche nelle strutture private”. Solo al "Ruggi", da inizio pandemia, sono 230 gli operatori contagiati. “Bisogna mantenere alta la guardia per garantire la massima sicurezza ad utenti e operatori, pertanto continueremo a vigilare sul giusto approvvigionamento dei Dpi, sul rispetto delle misure anti contagio soprattutto relative ai percorsi sporco/pulito, sullo screening periodico degli operatori e dei pazienti”.
SUL VACCINO
Alla vigilia dell’inizio della campagna vaccinale che avrà il via ufficiale a pieno regime con il nuovo anno all’interno delle strutture sanitarie della Regione Campania (tra cui il Ruggi di Salerno) non mancano le prime perplessità sui criteri di priorità nella somministrazione dello stesso. Ad avanzarle la rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno Annamaria Naddeo. “Abbiamo presentato nei giorni scorsi una nota all’azienda in cui chiediamo che i vaccini vengano somministrati con una lista che dia una trasparenza – ha affermato – Dunque crediamo che il vaccino va somministrato prima ai lavoratori maggiormente esposti al rischio di un contagio che ha coinvolto ben 230 lavoratori”. Seri dubbi infatti sorgono sui criteri impiegati per fissare la scala di priorità nella somministrazione del vaccino Pfizer, con la possibilità di non rispettare criteri adeguati e di dar vita anche a “somministrazioni indebite”. “Abbiamo chiesto che la direzione ci dia dei criteri precisi per la chiamata alla vaccinazione dei lavoratori, anche perché crediamo fermamente nel suo ruolo di contrasto ai contagi – ha proseguito la Naddeo – Stiamo ponendo anche attenzione a che la vaccinazione avvenga in una maniera razionale affinchè tutti i dipendenti vengano vaccinati in sicurezza, siccome chi riceve questo tipo di trattamento deve essere garantito in caso di allergie o di reazioni avverse”. Altra nota dolente riguarda invece la situazione verificatasi nella Torre Cardiologica, nella quale nelle ultime settimane si è verificato un incremento della diffusione del Covid. “Come rappresentanti dei lavoratori – ha infatti concluso la rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – stiamo continuando a portare avanti una campagna di sensibilizzazione per la sicurezza sul luogo di lavoro. Chiediamo infatti che si dia vita ad un percorso per tutti i pazienti ricoverati che non si fermi al tampone antigienico che comunque non fornisce una sicurezza assoluta ma che contempli anche l’uso del tampone molecolare”. (L'Ora di Cronache)
A completamento della campagna di vaccinazione antinfluenzale che ha visto la Campania prima regione in Italia con la somministrazione già da ottobre di oltre un milione e mezzo di dosi, si comunica che sono state acquistate e saranno distribuite a tutte le Asl, 66.080 dosi di “Flumist spray nasale” della AstraZeneca. Questo vaccino antinfluenzale è destinato a bambini e adolescenti di età compresa tra 24 mesi e 18 anni. Data l’agevole modalità di somministrazione, le Asl e i pediatri di libera scelta sono invitati a utilizzarlo per pazienti in età evolutiva affetti da disturbi del neurosviluppo, disabilità, patologie invalidanti o croniche.
Sono state consegnate consegnate le prime dosi di vaccino anti-Covid nei 4 ospedali individuati come Hub Asl Salerno: Nocera Inferiore, Polla, Vallo e Battipaglia. Questa prima consegna consiste in 975 dosi di vaccino per ognuno dei quattro ospedali, per un totale di 3.900 fiale assegnate per il momento all’intera Asl Salerno. Subito dopo la consegna e lo stoccaggio, presumibilmente nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio di domani, inizieranno le attività di vaccinazione al personale, che proseguiranno poi nei giorni successivi. Si partirà col vaccinare il personale maggiormente esposto (centri covid, pronti soccorso, terapie intensive e sub intensive, rianimazioni, infettivi, ecc.), e si proseguirà, successivamente, con gli ospiti e gli operatori delle Residenze Sanitarie Assistite. Dopo 21 giorni dalla vaccinazione è prevista la secondo dose di richiamo, per cui gli operatori verranno richiamati. Dopo 7/10 giorni dalla somministrazione di questa seconda dose il lavoratore si potrà considerare immunizzato.
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