

Arrivò il lockdown e si prese tutto, si prese la nostra giovinezza costringendola fra quattro mura nella battaglia più complicata e dolorosa: quella con noi stessi, ma, come diceva Camus, l’umanità è come un fiore nel deserto, ostinata, dura a morire, non si lascia imprigionare a costo della sua stessa vita. Avevamo bisogno di spazi, quando nella realtà claustrofobica che vivevamo, non ce n’erano.
E così nacque il GianniMondo, non avevamo più voglia di piangere sul latte versato di una catastrofe troppo più grande di noi, non aveva senso e mai come in quei mesi avevamo bisogno degli altri, di fare gruppo per uscirne nel modo migliore possibile e per due mesi il GianniMondo è diventato la casa di tutti, di certo non ancora una casa fisica, ma di sicuro un porto sicuro in cui sentirsi circondati da menti vive, alla ricerca di stimoli sempre più grandi e affascinanti.
Ed è sulla creazione di nuovi stimoli che ci vogliamo concentrare, dopo i due grandissimi successi del Primo Maggio e del Limen Salerno Festival – Arena del Mare, l’obiettivo era quello di creare una stagione ad altissima intensità culturale che ci portasse direttamente alla seconda edizione del nostro beneamato, ma così non è stato, nuove restrizioni, fra zone gialle e rosse ci hanno costretto di nuovo a rinunciare alle tante iniziative a cui stavamo pensando e tirare i remi in barca.
L’idea è quella di reinventarsi ancora una volta, rendere il “non luogo” del GianniMondo sempre più un luogo, dopo ormai due mesi di coprifuoco e un Natale all’insegna del sacrificio per il bene di tutti, in cui si è rinunciato agli abbracci ed è stato molto più complicato trovare un modo per dimostrare alle persone che amiamo tutto il nostro affetto.
Rendere i social un nuovo terreno fertile nel quale non seminare odio e inutile rancore, vittime e carnefici di una continua caccia alle streghe, ma, attraverso i nostri spazi di aggregazione virtuali, creare un ambiente che possa essere alla base del rinascimento culturale del nostro territorio del quale vorremmo essere parte integrante.
Il Giannimondo sempre più un ponte fra varie generazioni, perché tutti devono prendere parte al dialogo, con la voglia di abbracciarsi per le cose in comune e non farsi la guerra per le diversità, con la voglia di inventare un futuro fatto di arte, musica e cultura che non abbia nulla a che fare col passato, con la voglia di sorridere, nonostante tutto.
Scegliamo di vivere il primo giorno del 2021 restando in casa, per proteggere noi stessi e gli altri, ma ciò non preclude la possibilità di stare insieme e ripartire nel nuovo anno tutti insieme, per cui scegliamo, in tempi difficili, di crederci nonostante tutto e spingere sull’acceleratore
Il GianniMondo celebra un 2020 di sacrifici da non rendere vani, per entrare in un anno dove ci auguriamo che la parola chiave possa essere “apertura” e non lockdown, lo fa con la fame negli occhi, con un concertone del Primo Gennaio, a sette mesi esatti di distanza dal successo del Primo Maggio, che porti nelle case di chi vorrà un po’ di luce, un po’ di cultura, ma soprattutto un po’ di aggregazione, sperando di poter dire davvero la parola fine a quest’anno così buio, sperando di poterci riprendere i nostri spazi anche nella città, nelle sue piazze, per dimostrare ad ogni detrattore che movida significa cultura.
La formula sarà la stessa del Primo Maggio: una lunga diretta pomeridiana trasmessa su Instagram e Facebook (Fb: Gianni Fiorito, Instagram: gianninofiorito) in cui fino a tarda sera tantissimi artisti emergenti del nostro territorio, in collegamento dalle proprie case, pronti a strapparvi un sorriso e un’emozione durante queste feste così atipiche, in tanti si sono sentiti ancor più soli dopo mesi difficili, noi ci proponiamo e sempre ci proporremo di dare qualcosa a chi deciderà di seguirci che prescinda dal momento storico e possa far sentire parte di un tutto, aldilà di quelle assurde muraglie mentali che non danno spazio alla creazione del senso di comunità. La sigla sarà sempre quella realizzata dal collettivo salernitano @Campionocose che mette in musica i rumori e suoni del mondo esterno, progetto artistico nato durante il primo lockdown.
Musica e cultura in un appuntamento imperdibile per chi ha ancora voglia di scoprire e di essere colpito dall’arte che non si ferma mai, che è il vero motore del mondo e che troppo spesso viene svilita e maltrattata da chi dovrebbe tutelarla.
Mai come in questo momento abbiamo bisogno degli altri, il concerto del Primo Gennaio è il nostro modo responsabile di stare insieme, perché siamo saremo sempre ponti in un mondo che troppo spesso ci rende isole. Abbiamo aperto con Camus, permetteteci di concludere con Leopardi, il quale duecento anni fa ricordava a tutti noi, a tutta l’umanità, di essere semplicemente anelli di una catena che ha senso di esistere solo se unita, diamoci da fare, soprattutto ora che la catena rischia di spezzarsi più che mai.
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