

IL PROGETTO
La pandemia non frena l’energia del progetto “InCOR – includere, crescere, orientare” (Iniziativa Azione ProvincEgiovani anno 2019 promossa dall’Unione Province Italiane e dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri). La settimana scorsa si è infatti tenuto l’incontro con gli istituti scolastici che hanno aderito all’iniziativa che vede capofila la Provincia di Salerno, in partenariato con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, il Consorzio COSVITEC Scarl, Agro Solidale Servizi Territoriali per i Servizi alla Persona, il Centro Sportivo Italiano (CSI), la Fondazione della Comunità Salernitana onlus, l’Associazione FOR.T.I.S, il Comune di Albanella, il Comune di Castelnuovo Cilento, il Comune di Nocera Inferiore, il Comune di Oliveto Citra, il Comune di San Valentino Torio e la Fondazione CARISAL. Sono 23 le scuole che hanno deciso di mettersi in gioco e di dare il loro contributo per contrastare la dispersione scolastica, agendo sul doppio binario dell’inclusione e della motivazione attraverso l’implementazione di buone pratiche facilmente replicabili su scala nazionale, regionale e provinciale. La prima azione che si andrà ad implementare è rivolta agli allievi in uscita delle scuole secondarie di primo grado ed è finalizzata a favorire, in una dinamica di apprendimento tra pari, le opportunità di scambio di esperienze virtuose tra ragazzi impegnati in percorsi di istruzione superiore tecnico/professionalizzanti e ragazzi al termine della secondarie di primo grado che devono scegliere il prosieguo del proprio percorso formativo, in maniera quanto più aderente alle proprie vocazioni e capacità teorico/pratiche, affinché una scelta errata non costituisca un ulteriore elemento di scoraggiamento e di potenziale insuccesso scolastico e, successivo, abbandono. Per dare maggiori informazioni relativamente alla scelta scolastica saranno organizzati dei “Welcome Open” da parte degli Istituti scolastici che attraverso video forniranno maggiori informazioni sul loro istituto. L’obiettivo è di un coinvolgimento sempre maggiore dei ragazzi attraverso anche l’utilizzo di piattaforma social e di condivisione per “accorciare le distanze” in questo momento di pandemia. Per quanto riguarda le attività formative che sono pensate per agevolare gli studenti nella scelta della carriera e nello stesso tempo di valorizzare maggiormente le loro capacità, con il duplice intento di contribuire al progresso del contesto socio-economico territoriale e di sviluppare concretamente le potenzialità individuali di ognuno. Gli Istituti coinvolti sono: 3° Istituto Comprensivo Statale di Nocera Inferiore; Istituto Comprensivo di San Valentino Torio; Istituto Comprensivo a indirizzo musicale Monsignor M. Vassalluzzo di Roccapiemonte; Ips per i servizi enogastronomici e dell’ospitalità alberghiera D. Rea di Nocera Inferiore; Istituto di Istruzione Superiore A. Galizia di Nocera Inferiore; Istituto Comprensivo Statale Fiorentino di Battipaglia; Istituto Comprensivo Statale Picentia di Pontecagnano Faiano; Istituto Comprensivo di Albanella; Istituto Tecnico Besta-Gloriosi di Battigpaglia; Istituto Professionale Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Profagri; Liceo Scientifico Rescigno di Roccapiemonte; Istituto Professionale Statale Roberto Virtuoso di Salerno; Liceo Statale Alfano I di Salerno; Istituto di Istruzione superiore Ancel Keys di Castelnuovo Cilento; Istituto Omnicomprensivo – Istituto Professionale per i servizi commerciali di Polla; Istituto Omnicomprensivo statale di Padula; Istituto Comprensivo Patroni di Pollica; Istituto Comprensivo Sannazzaro di Oliveto Citra; Istituto Comprensivo di Casal Velino; Istituto Comprensivo Carducci – Trezza di Cava de’ Tirreni; Istituto Comprensivo Statale Giacinto Vicinanza di Salerno; Istituto Comprensivo Statale Torquato Tasso di Salerno; Istituto Comprensivo Giovanni Paolo II di Salerno.
ECOAMBIENTE
Andrea Lembo (già candidato sindaco a Campagna) e Giusy Fiore (consigliere comunale di Pagani), entrambi esponenti del Partito democratico entrano a far parte del consiglio d'amministrazione della società provinciale "Ecoambiente" di Salerno. Alla presidenza confermato Vincenzo Petrosino.
QUI CAPACCIO PAESTUM
Non è stato necessario nemmeno l’intervento del Tar di Salerno per bloccare il progetto di variante dell’ex Cinema Myriam del Borgo di Capaccio Scalo. Infatti, a seguito della costituzione in giudizio del Comune di Capaccio Paestum e della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Salerno ed Avellino, l’associazione ha appreso che il progetto è stato sospeso dalla Soprintendenzacon provvedimento del 13 novembre 2020 con la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della istanza comunale. La Soprintendenza ha ribadito quanto sostenuto da Italia Nostra che “considerato che la normativa della Zona A2 del vigente Prg, nel quale è ubicato il cinema preesistente (le zone G risultano quali sottozone della A2), certamente coerente con gli obiettivi di tutela di questa Soprintendenza, prevede soltanto interventi di tipo conservativo, quali manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro scientifico e risanamento conservativo, non risulta chiaro quali ambiti si applica, tenuto conto che tale normativa è finalizzata proprio alla conservazione del fabbricato che costituiscono l’agglomerato edilizio di interesse storico-artistico del Borgo della Riforma di Capaccio Scalo”. Lo stesso Comune con successivo provvedimento del 18 novembre ha chiesto la sospensione dei termini della procedura amministrativa al fine di produrre ulteriore documentazione, non essendo in grado di controdedurre nel termine di 10 giorni assegnato. Sotto il profilo urbanistico il Comune non ha nemmeno dimostrato di avere i pareri della Provincia per l’approvazione del progetto, che quindi è in una fase meramente endoprocedimentale e non definitiva che non produce alcuna lesione ad Italia Nostra ed agli altri interessi pubblici della cittadinanza di Capaccio Paestum. Il Comune non ha nemmeno depositato in giudizio l’autorizzazione comunale che ha determinato l’illegittima demolizione del Cinema. Tali circostanze sono state,peraltro,sottaciute alla cittadinanza capaccese, dai rappresentanti comunali che pure in incontri pubblici successivi al 13 novembre avevano rappresentato che esistevano tutti i pareri e la documentazione per la realizzazione del progetto di variante dell’ex Cinema Myriam. L’associazione all’udienza del 9 dicembre ha chiesto termini per esaminare la documentazione con i propri tecnici e legali e il Tar ha rinviato l’udienza al 22 dicembre.
MANO NELLA MANO
Un contenitore di sogni e di speranze, pensato per i bambini in difficoltà. È questa la scatola magica, iniziativa di beneficenza promossa dall’Associazione di volontariato Mano nella mano di Salerno. “Mano nella mano era già nei nostri pensieri da un pò di tempo – spiega Cristina Di Perna Presidentessa dell’Associazione – ma l’idea ha preso forma nella nostra mente in un pomeriggio d’estate, mentre parlavamo delle discriminazioni continue a cui sono sottoposte le donne e delle innumerevoli violenze che subiscono. Non sapevamo quasi nulla del mondo del terzo settore, abbiamo cominciato a studiare, a documentarci, abbiamo seguito un corso di formazione per iniziare questa nuova avventura”. Così il 2 luglio di quest’anno nasce Mano nella mano, dall’idea di un gruppo di donne che hanno scelto di investire il loro tempo in un progetto comune di crescita morale, culturale e sociale che prova a combattere le diverse forme di esclusione e disagio. “Gli obiettivi della nostra associazione sono molteplici: realizzare e gestire servizi integrativi a carattere sociale, culturale e ricreativo; intervenire con atti concreti di solidarietà e volontariato per contrastare povertà e discriminazioni; promuovere diverse attività per dar voce ai più deboli, agli emarginati affinché possano sentirsi finalmente protagonisti in una società che troppo spesso tende ad isolarli”. In occasione del Natale nascono le scatole magiche che rappresentano la possibilità che ha ognuno di racchiudere la magia del Natale in una scatola e donarla ad un bambino in difficoltà. Lo spirito di questa iniziativa è, da un lato, donare gioia ai bambini meno fortunati e tentare di rendere speciale il loro Natale e dall’altro lato, far nascere la consapevolezza nei bambini che preparano le scatole di donare a chi è meno fortunato. “Per questi motivi – racconta Cristina – la nostra iniziativa ha incontrato il consenso della Fondazione Carisal che ha scelto di patrocinare il nostro progetto. Partecipare all’iniziativa è molto semplice: occorre innanzitutto procurarsi una scatola ed al suo interno andranno inseriti dei doni: un passatempo che può essere un peluche, un giocattolo o dei colori, una cosa golosa quindi biscotti o caramelle, un prodotto di bellezza, ad esempio shampoo o bagnoschiuma. Infine un biglietto con una frase gentile o un bel disegno. La scatola va poi incartata e decorata: è molto importante indicare sesso e fascia d’età a cui è rivolta per permetterci di farla arrivare nelle mani del giusto destinatario”. Sono stati attivati dei punti di raccolta in città e in provincia a cui è possibile consegnare le scatole. Relativamente alle associazioni o enti che necessitano di ricevere le scatole, possono contattare l’associazione entro il 14 dicembre. Tutte le informazioni relative all’iniziativa sono pubblicate sulla pagina Facebook Associazione Mano nella mano. Dunque prendiamoci per mano e doniamo un po’ di gioia a chi è meno fortunato. Un piccolo gesto racchiuso in una scatola che simboleggia un atto d’amore concreto. Accendiamo il Natale, rendiamolo speciale: perché donare a chi ne ha bisogno arricchisce anche noi.
PARLA CIRIELLI
“Esprimo il mio totale sostegno alle iniziative di protesta che, da settimane, i giudici ordinari stanno organizzando davanti ai tribunali italiani per chiedere al ministro Alfonso Bonafede di intervenire e sanare l’inaccettabile condizione in cui sono costretti a lavorare, anche a causa del Covid-19”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli (FdI): “È inaccettabile che il sedicente ministro della Giustizia continui a snobbare tutte le richieste dei magistrati ordinari che, ancora oggi, vengono pagati ad udienza, senza alcun contributo previdenziale, senza la possibilità di ammalarsi ma soprattutto senza nemmeno il miraggio di essere stabilizzati. Inoltre, questi Servitori dello Stato, si sono ritrovati senza tutele durante la gestione della pandemia: Alcuni di loro sono rimasti finanche contagiati dal Covid-19, altri sono stati costretti a sospendere la propria attività per motivi sanitari e senza ricevere alcun tipo di ristoro. Una vera e propria discriminazione nei confronti di una categoria che, ricordo, tratta oltre la metà del contenzioso monocratico di primo grado garantendo un servizio fondamentale e prezioso per la giustizia nella nostra Nazione. Rinnovo, quindi, la mia vicinanza ai giudici ordinari, che venerdì 11 dicembre manifesteranno anche davanti alla Cittadella Giudiziaria di Salerno, e lavoreremo affinché la maggioranza giallorossa si svegli e dia pieno riconoscimento al loro operato” conclude Cirielli.
L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
“La gestione del ciclo dei rifiuti in provincia di Salerno è uno degli esempi più lampanti dei ritardi, oramai atavici, dell’attuazione della legge e del piano regionale rifiuti urbani, entrambi licenziati dalla giunta De Luca nel 2016. Una rivoluzione rimasta sulla carta da ben quattro anni e che nei fatti non ha prodotto alcun risultato in termini di ciclo integrato, impiantistica, differenziata e costi di gestione. La totale assenza di una pianificazione strutturale definitiva ha comportato una gestione improvvisata da parte dei singoli amministratori, che spesso non tiene conto delle reali esigenze dei territori”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano, che sulla questione ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale. “Una confusione – prosegue Cammarano – alimentata anche dalla mancata approvazione dei piani d’ambito. Basti pensare al progetto dell’impianto di compostaggio a opera dei sindaci di Pontecagnano e Giffoni Valle Piana, che nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto essere al servizio dei Picentini, ma che è poi stato destinato a discarica di rifiuti organici in un territorio che si estende fino a comprendere il comune di Battipaglia. Senza dimenticare – conclude il consigliere regionale M5S – l’impianto privato di rifiuti speciali autorizzato dalla Regione nel comune di Sarno, in barba a una determinazione della Provincia di Salerno sulla pericolosità del sito in questione, oltre che in spregio al carico ambientale provocato dalla concentrazione di impiantistica nello stesso territorio”.
LA PROTESTA
Anche a Salerno alcuni dipendenti pubblici hanno aderito allo sciopero. Nonostante le polemiche dei giorni scorsi, in piena crisi sanitaria, economica e sociale, i sindacati hanno mantenuto la protesta e lo sciopero. A Salerno ieri mattina si sono ritrovati in piazza Amendola. La Uil, si legge in una nota, era presente in piazza con una delegazione guidata dal segretario organizzativo, Lorenzo Conte. Queste le rivendicazioni dello sciopero. “Assunzioni. Servono enti pubblici efficaci per sostenere i cittadini e aiutare le imprese. Al contrario, oggi la Pubblica amministrazione ha dipendenti con un’età media di 53 anni e dove vige il blocco delle assunzioni. Nei prossimi anni 500 mila i lavoratori non saranno rimpiazzati, per questo serve un piano straordinario di assunzioni: per rinnovare la PA e per dare un futuro ai giovani e migliori servizi ai cittadini. Lotta al precariato. Attualmente sono 170mila i lavoratori precari nella Pubblica amministrazione . E’ prioritario restituire dignità al lavoro e ai lavoratori. Serve un piano per le stabilizzazioni. Sicurezza. Ovunque, in tutti i luoghi di lavoro, il personale deve essere dotato di adeguati strumenti di protezione individuale. Gli ambienti di lavoro devono essere sicuri, e occorre impedire che il personale subisca quotidianamente aggressioni: come capita agli operatori sanitari negli ospedali, ma anche ai lavoratori pubblici, spesso offesi e denigrati. Non solo: i carichi di lavoro devono essere sostenibili: basta turni che superano le 12 ore”.
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