

Gli effetti dell’emergenza Covid continuano a riverberarsi anche sulle funzioni religiose. Così l’arcidiocesi di Salerno- Campagna-Acerno, guidata dall’arcivescovo Andrea Bellandi , cerca soluzioni utili a favorire l’afflusso in chiesa nel rispetto delle norme vigenti da parte dei fedeli in occasione del Natale. Di conseguenza la Santa Messa nella Notte di Natale, che necessariamente non potrà essere celebrata a mezzanotte, potrebbe essere sdoppiata nelle ore precedenti al fine di evitare assembramenti pericolosi in una fase in cui tutti sono impegnati a contrastare la diffusione dell’epidemia. In pratica la Curia in via Roberto il Guiscardo a breve potrebbe consigliare a tutti i parroci di tenere il prossimo 24 dicembre due Sante Messe: una per i più piccoli ed i loro genitori nell’arco temporale compreso tra le diciassette e le diciotto e l’altra, invece, prima delle ore venti ma riservata ai fedeli in età adulta.
Naturalmente è intenzione dell’Arcidiocesi lasciare a ciascun parroco la possibilità di assumere in assoluta autonomia ogni decisione. In assenza fino a questo momento di comunicazioni ufficiali da parte dell’arcivescovo Bellandi, molti sono i preti pronti a celebrare la Santa Messa di Natale fra le diciannove e le venti, in maniera da permettere ai fedeli di fare rientro alle proprie abitazioni prima del coprifuoco fissato dal Governo per le ore ventidue. Intanto è stato ufficializzato dalla Curia in via Roberto il Guiscardo che il prossimo 8 dicembre l’arcivescovo Bellandi alle ore 11.30 celebrerà la Santa Messa, in forma privata e nel rigoroso rispetto delle norme del distanziamento fisico, presso la Chiesa del Sacro Cuore in Salerno, affidando alla Madonna i fedeli dell’Arcidiocesi, i malati e quanti rischiano di vedere aggravato il proprio stato di emarginazione.
«Il perdurare della delicata situazione sanitaria dovuta all’emergenza pandemica da Covid-19 e il dovere di evitare ogni rischio di contagio provocato da assembramenti hanno obbligato alla scelta di non recarsi in Piazza della Concordia per il tradizionale Atto di venerazione all’Immacolata con la deposizione di una corona di fiori. Dunque tutto è annullato. - sottolineano dall’Arcidiocesi di Salerno- Campagna-Acerno- Sarà una festa diversa da quella degli anni scorsi, ma occorre non dimenticare che Maria nel suo consegnarsi a Dio si definisce «la serva del Signore ». Il “sì” di Maria a Dio assume fin dall’inizio l’atteggiamento del servizio, dell’attenzione alle necessità altrui ed oggi, ancora di più, siamo chiamati ad averla come esempio proprio nell’attenzione e nel servizio al prossimo ».
FONTE: La Città
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