

LA UIL
“Il caporalato non conosce crisi nemmeno in tempo di Covid. Lo dimostrano gli interventi dei carabinieri del nucleo dell’Ispettorato del lavoro: l’operazione avvenuta nei giorni scorsi a Scafati, dove sono state denunciate due persone per lo sfruttamento di tre “invisibili” ne è la prova. Va fatto un plauso al lavoro delle forze dell’ordine che non si ferma mai e porta alla luce questi episodi di sfruttamento”. Così Ciro Marino, segretario generale della Uila Uil Salerno, alla luce dell’ultima operazione anti-caporalato avvenuta in provincia. “Ritengo necessario che le istituzioni locali prendano atto delle denunce, avanzate dai sindacati in questi anni, circa la presenza di lavoratori “fantasma” per lo Stato italiano, stipati in alloggi di fortuna e costretti a lavorare in situazioni massacranti. Azioni come queste sono indispensabili per mettere fine a questa piaga sociale che, in questo particolare momento di crisi legato all’emergenza Covid-19, oltre a danneggiare i diritti e la dignità dei lavoratori coinvolti, danneggia quelle aziende agricole che agiscono nel rispetto delle norme. Ecco perché serve che le istituzioni devono sbloccare l’inerzia progettuale e operativa sul fenomeno della lotta al caporalato. Per combattere l’intermediazione illecita di manodopera va utilizzata la legge 199 del 2016, voluta fortemente dalla Uila Uil. Non si tratta solo una legge repressiva. Infatti, la prima parte, attraverso la costituzione delle sezioni territoriali mai costituite, andava nell’indirizzo di prevenire questo fenomeno. Una volta consumato è tutto diverso. Apprezziamo lo sforzo delle forze dell’ordine, che lavorano in sotto organico in provincia di Salerno, ma non è sufficiente. Serve fare di più”.
PARLA GIGGINO
“Finalmente come Governo nazionale abbiamo dichiarato la zona rossa in Campania, mettendo al primo posto la salute dei cittadini”. Così il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, ha ufficializzato un provvedimento che era dell’aria nelle ultime ore e che si concretizzerà con l’ordinanza in serata. La Campania in zona rossa a partire da lunedi e, ufficialmente, fino al 3 dicembre. “Pensate che proprio ieri, in conferenza Stato-Regioni, il Presidente De Luca aveva improvvisato una sceneggiata napoletana rifiutando ogni tipo di aiuto del governo centrale: dai militari al supporto di medici e ospedali fino alla protezione civile. Evidentemente per lui in Campania va tutto bene e non c’è alcun bisogno di aiuto. In Campania invece c’è chi muore da solo accasciato nei bagni degli ospedali o chi viene persino curato in auto”. Ha proseguito Di Maio.
“Non so se il presidente De Luca stia nascondendo qualcosa, ma di certo non serviva attendere i dati per dichiarare la massima allerta in Campania, viste le scene di questi giorni nei pronto soccorso. Il problema è che a pagare i suoi errori non è lui in persona, ma sono i campani: la mia terra e la mia gente. Questo il governo non può permetterlo. Pertanto stiamo per inviare aiuti alla Regione Campania e mi auguro che il presidente De Luca, con un pizzico di umiltà che non fa mai male, sia in grado di accettarli, anteponendo gli interessi della collettività al suo personale egoismo. Le tende sanitarie dell’esercito sono collocate davanti agli ospedali, in tante regioni d’Italia, non si capisce perché in Campania non possano esserci. Una cosa è certa: spettano sicuramente a De Luca le responsabilità di aver malgovernato la sanità campana negli ultimi anni”.
PARLA VALERIA
“Con la decisione del Governo di inserire la Campania tra le regioni in zona rossa, possiamo finalmente contribuire a dare ossigeno ai nostri ospedali e tregua a chi lavora ogni giorno per salvare le nostre vite in un sistema sanitario regionale da tempo allo stremo. Sono orgogliosa di aver condotto in prima persona una battaglia insieme ai parlamentari e ministri del mio territorio, nessuno dei quali si è risparmiato un solo istante, accogliendo il grido disperato di operatori sanitari e cittadini e portando a casa un risultato teso esclusivamente a tutelare il sacrosanto diritto alla salute e alla vita dei cittadini della Campania. Ho trascorso ogni istante delle ultime giornate in contatto con i membri del nostro Governo, per farmi portavoce di una situazione drammatica che nessun numero o algoritmo avrebbe mai potuto raccontare”. E’ quanto dichiara la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania Valeria Ciarambino. “Non mi soffermo a commentare chi, in un momento così drammatico per la mia regione, osa addirittura invocare una crisi di Governo, che avrebbe effetti devastanti in uno scenario che richiede assoluta compattezza e collaborazione a ogni livello istituzionale. In queste ore – rivela Ciarambino – mi stanno scrivendo in tanti per ringraziarci per aver reso possibile questo risultato, che servirà certamente a salvare vite umane. Ora però non dobbiamo fermarci. Il Governo e tutti noi esponenti delle istituzioni abbiamo il dovere e l’opportunità di utilizzare questo tempo per intervenire potenziando, con ogni risorsa possibile, l’intero sistema sanitario regionale, a partire dalla creazione di una rete di assistenza territoriale, completamente assente nella mia regione. La mia prossima richiesta al Governo sarà di intervenire fortemente sulla sanità campana, la cui gestione degli ultimi anni ci ha portato a una situazione disastrosa, supportando la mia gente anche sotto il profilo socioeconomico. Ora – conclude la vicepresidente del Consiglio regionale – è il momento di dimostrare che siamo donne e uomini di Stato al servizio dei cittadini e a tutela dei loro diritti”.
PARLA MASTELLA
“Una ingiustizia che ci si vada anche noi delle aree interne di Benevento ed Avellino, Salerno e alto casertano. Le mie misure, rigorose ma mitigate, saranno superate da quelle del Governo”. Così il sindaco di Benevento Clemente Mastella sul passaggio della Regione Campania in zona rossa.
IDENTITA' DI POPOLO
“Il porto di Salerno- afferma il portavoce della comunità militante Identità di Popolo Andrea Sabatino- rappresenta, per la nostra città, il meccanismo propulsore dell’economia, in quanto, da sempre, principale fonte di lavoro in città, con i suoi tanti indotti e con le sue diverse articolazioni. Salerno non può esistere senza il suo porto, siamo legati a doppio filo da una storia comune che inizia già in epoca medievale e che ha visto, in tempi più recenti, Salerno essere annoverato tra i porti di interesse nazionale, inglobato, però, in una ZES (zona economica speciale) che, come spesso accade in Campania, soffre un ingombrante napolicentrismo”. “Il porto- prosegue Sabatino- appartiene a Salerno, è parte della sua più profonda e antica identità, ma diviene oggetto di discussione e attenzione politica solo quando può essere inserito in discorsi di propaganda elettorale. Salerno è, a tutti gli effetti, il più importante snodo marittimo del Tirreno Centrale ma è, purtroppo, vittima di una miopia politica che da oltre 20 anni non è stata capace di indirizzare e tutelare il nostro patrimonio. Portuali, lavoranti, pescatori, vivono una ingiusta condizione di subalternità rispetto alla effettiva capacità e potenzialità del Nostro Porto”. “Nella nostra città- conclude Sabatino- è mancata la visione politica che permettesse al Porto di dotarsi di uno spazio retroportuale tale da poter sopportare l’enorme mole di lavoro che siamo in grado di produrre. Per questo, Identità di Popolo chiede che l’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale abbia una maggiore attenzione alle esigenze della nostra città, che si svincoli dalle maglie della rete di interessi napoletana, consentendo, finalmente, che il Porto possa avere un interlocutore valido e competente cui far presente le proprie necessità. In città, sarebbe auspicabile che, il Porto, e più in generale il Nostro Mare, diventino oggetto concreto dell’agenda politica, con l’istituzione di un Assessorato al Mare che possa dare nuovo impulso e nuova energia alla battaglia per la tutela, la riqualificazione e la promozione della nostra città, sia a livello economico produttivo che turistico ricettivo, facendo leva sulla più grande ricchezza della nostra città: il Mare Nostrum”.
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