

Una vita incredibile quella di Larbi Sohayl, nato in Marocco il 1 gennaio del 1948 e arrivato a Salerno nel 1995 vivendo per anni al centro di Ostaglio. Letteralmente adottato da un quartiere della città, il Carmine, lì dove per anni si piazzava lungo l’incrocio illuminato dai semafori e dal suo sorriso, quello che non ha mai fatto mancare a nessuno, neanche nel gelo più intenso, tra accendini e fazzoletti, negli anni il Comune di Salerno gli ha conferito l’autorizzazione al commercio ambulante proprio per il suo garbo, la sua umanità e questa incredibile capacità di integrarsi in una realtà così lontana dalla sua. Così, per tutti, Larbi è diventato Robertino, per altri Mustafà, insomma quasi uno di famiglia, una piacevole routine giornaliera con cui tanti sono cresciuti negli anni 90. Due anni fa un intervento d’urgenza e il ricovero dove ricevette anche la visita di Vincenzo De Luca, qualche anno prima la cerimonia a Palazzo di Città dove divenne cittadino italiano. In questi giorni Robertino è tornato in Marocco, nella sua Rabat, la città che aveva lasciato e che ora riabbraccia per godersi la sua terra, i suoi affetti, con il cuore pieno e i ricordi di quella che potrà sempre chiamare casa: la “sua Salerno”.
FONTE: aSalerno.it
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