

"Non possono giocare con la vita della gente, prima di sottrarre diritti devono garantire il diritto alla sopravvivenza perche? se non si muore di pandemia si muore di carestia". Così il consigliere comunale e provinciale Dante Santoro che dopo aver preso parte, invitato dai manifestanti, al flash mob di ieri mattina in Piazza Amendola, si è affiancato anche a commercianti ed imprenditori che ieri sera sono scesi per le strade del centro cittadino richiedendo a gran voce il rispetto dei loro diritti: "Avevano sei mesi di tempo per fare le terapie intensive perché ora ci dicono che sono poche? - ha evidenziato Santoro che ha poi proseguito soffermandosi sui fatti avvenuti nel capoluogo regionale - Solidarietà alle forze dell’ordine che a Napoli sono state vittime di un manipolo di delinquenti che hanno rovinato l’immagine di una protesta che era partita in maniera civile. Un plauso a Salerno e tante altre città campane che hanno manifestato in maniera civile e pacifica. Chi governa una Regione prima di fare certe uscite e usare certi toni (per guadagnarsi titoli di giornale...) dovrebbe capire che entra nella vita di milioni di famiglie già sul lastrico, che provoca drammi mentali e sociali a migliaia di persone in difficoltà, causando tensioni sociali come poi è stato. È da incoscienti parlare di lockdown senza prima dire con quali soldi risarcire le vittime economiche della scelta per permettergli quantomeno di sopravvivere, altrimenti come si garantirebbe il diritto alla vita ed alla salute per milioni di persone travolte (ricordiamo che il terziario impegna in Campania l’85 percento degli occupati e rappresenta il 70 percento del PIL di una Regione già ridotta alla fame da anni bui). Se chi governa agisse in concreto prima su queste semplici e doverose richieste, dando risposte vere dopo mesi di promesse e prese in giro per imprese,commercianti e professionisti, vi garantisco che le restrizioni farebbero meno paura e le tensioni viste in queste ore sarebbero state evitate. Tanti farebbero rinunce se venissero davvero tutelati e messi in condizione di farle senza “morire”di lockdown".
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