

La decisione del Ministero della Salute sull'olio di CBD, il principio attivo della cannabis non psicotropo, che ora in Italia è stato classificato come uno stupefacente e inserito nella tabella delle sostanze psicotrope, genererà un danno enorme alle aziende e agli imprenditori italiani del settore della canapa, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Ad intervenire sulla questione è l'avv. salernitano Lucio Orlando, legale dell'associazione Canapa in Mostra: "L’OMS, oltre a riconoscere le proprietà mediche della cannabis, aveva raccomandato esattamente l’opposto, e cioè che i prodotti a base di CBD fossero tenuti fuori dalle tabelle delle sostanze stupefacenti. Non comprendo questa decisione che, purtroppo, si inserisce sulla scia del divieto di vendere infiorescenze, oli e prodotti derivati dalla canapa sativa nei tabacchi da parte del direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Minenna. Questa è una guerra di ideologia che lascerà tante vittime tra imprenditori, lavoratori e professionisti di un settore che nulla ha a che fare con gli stupefacenti", ha spiegato Orlando.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.