

Il Covid miete le prime vittime di una lunga serie in quelle che saranno le categorie più martoriate, a partire proprio dalla Prima. Riportiamo di seguito le note diramate dall'area comunicazione di San Valentino e San Vincenzo Unitis.
QUI SAN VALENTINO TORIO
di Sergio Velardo
"Ammainiamo le bandiere. Quando ti senti così giù di tono vuol dire che qualcosa non va, sono ovviamente cosciente che i problemi seri della vita sono ben altri e che, tra l’altro, per forza di cose anche nella mia non ne mancano, ma devo annunciare a tutti gli sportivi ed amici appassionati come me della propria squadra del cuore, che il San Valentino non sarà inscritto a nessun campionato dilettantistico per questo nuovo anno 2020-21. Per la cronaca non è la prima volta, la prima “morte” avvenne sotto la denominazione Virtus Casollese in Promozione (circa dieci anni fa), però in quel campionato si iniziò con le nostre maglie giallorosse e con la denominazione classica di U.S. San Valentino sulle maglie fino a gennaio, poi da febbraio continuarono gli amici nocerini da soli riportando però la squadra a Nocera e abbandonando il progetto San Valentino (delusi ed amareggiati per le promesse non mantenute in particolare da alcuni componenti dell’allora amministrazione comunale), poi è avvenuto qualche anno fa con la gestione De Vivo-Baselice (ci fu in questo caso il primo anno classico di stop), stanchi e delusi dal girovagare sugli altri campi sportivi, vista l’indisponibilità del “Comunale”, ora siamo giunti al secondo anno di stop, chiamiamolo pure anno sabbatico, dopo tre anni gli ultimi dirigenti si fermano, non riuscendo più a proseguire senza ulteriori rinforzi societari. Certo sono cose di calcio, diciamo così sciocchezze rispetto ai problemi seri ed esistenziali della vita, l’ho già detto, ma per chi come me mastica di sport, di calcio ed in particolare del nostro San Valentino e dei nostri colori giallorossi, da sempre, la cosa fa stare male. Questi fallimenti purtroppo capitano ultimamente sempre più spesso anche a squadre di alta caratura (vedi Nocerina, Ebolitana, Battipagliese etc.) e per questo non se ne può fare un dramma, ma è ovvio che dispiace. Non sono con l’umore giusto per fare polemiche, né tantomeno è mia intenzione accusare i precedenti dirigenti, anzi ringrazio ancora, se ce ne fosse bisogno, Pappacena, Pacelli, Corrado, Battipaglia e Perrino che hanno mantenuto in vita il San Valentino quando si era già in forte agonia, forse l’unica cosa da rimproverare loro era che potevano decidere un poco prima la soluzione finale, perché questo ritardo ha causato le ultime scelte. In questi pochi giorni disponibili, prima del termine ultimo per l’inscrizione in prima categoria, io e gli amici Vincenzo Ripa ed Alfonso Fiumarella, ci siamo prodigati per non far morire il San Valentino, prima si è paventata l’idea di prendere un nuovo titolo (eravamo in chiusura su questa soluzione), poi si stava optando per l’idea di ripartire da zero con la terza categoria, ma alcune cose ci hanno fatto riflettere e forse col senno di poi, abbiamo fatto bene, quando non c’è programmazione ma improvvisazione si fanno errori, lo abbiamo già visto in passato, poi quando non c’è una struttura solida ed economica alla spalle puoi fare tutti i progetti che vuoi ma ti scontri contro un muro, un muro di gomma ed allora ci siamo fermati, perché non fare una terza categoria e far divertire tutti ragazzi di San Valentino? Forse perché abbiamo pensato che San Valentino ha già un’ottima squadra in seconda categoria, l’Atletico San Valentino e non era corretto fare antagonismo becero. Forse un giorno la soluzione migliore sarà quella di unire tutte le forze e creare una forte squadra cittadina, ma il desiderio di non mollare un progetto iniziato, che possa essere quello della Scuola calcio Toria, piuttosto che quello dell’Atletico San Valentino, ma ci metto anche quello caro soprattutto ai tifosi dello storico U.s San Valentino, fa sì poi che sorgono sempre problemi economici di sopravvivenza. Voglio ringraziare i miei amici sponsor, su tutti Aniello Odierna e Vincenzo Perano, che anche quest’anno non avrebbero fatto mancare il proprio supporto, così come ringrazio gli altri amici che avevano già dato la propria adesione sia come aiuto economico, come nel caso di Luigi Tortora, che come giocatore, la rosa era già quasi bella e fatta, peccato ragazzi, sarà per il prossimo anno se le cose migliorano. Se i politici ci aiutano, se altri imprenditori capiscono che la prima squadra di calcio cittadino non è un vezzo di pochi ma è un valore sociale di un’intera comunità, tutti uniti, vedi il caso della Sarnese e del San Marzano (in Promozione), anche se in queste limitrofe cittadine ci sono anche altre squadre dilettantistiche, ma parlo anche di Striano, Poggiomarino, Siano, Castel San Giorgio e mi fermo qua, è comprensibile la paura del Covid così come i problemi economici derivati da esso, ma come mai negli altri comuni limitrofi ciò non accade? Lascio questa domanda finale a tutti voi e come dice Marzullo fatta la domanda diamoci una risposta….fino alla fine! Sempre forza San Valentino! Faccio infine una promessa ai tifosi, ritorneremo più forti di prima!".
QUI SCAFATI
"Dopo il lockdown per noi ritornare alla normalità è stata una priorità ,ma da subito sono apparse problematiche che ci spingevano a dire praticamente basta. La società si è riunita più di una volta per discutere sul come affrontare una categoria come “la Prima “ con restrizioni e cavilli burocratici che segnavano la nostra decisione di non partecipare ad un campionato così impegnativo, sono emersi da più parti la volontà di fermarsi, perché non bisogna dimenticarci che le nostre squadre sono composte da ragazzi che giocano a calcio per passione e che nessuno di loro lo fa di professione. Prima di essere dilettanti in campo siamo professionisti nella vita. La nostra passione è degna del professionismo, ma il lunedì mattina a tutti suona la sveglia, a chi per andare a lavoro, a chi per andare all’università. La tristezza era tanta il non poter fare più sociale utilizzando lo sport ci martoriava , quindi riuniti con il vice presidente Gennaro Malafronte e spinti dal aspirante mister Iovane Walter nasce l’idea. Decidiamo di iscrivere una squadra di allievi regionali al campionato, un gruppo di ragazzini di Scafati che ha voglia e grinta di emergere ,ragazzi tolti dalla strada e dal sacrificio di abbandonare il proprio paese per una passione #ilcalcio. Una nuova esperienza attende il San Vincenzo Unitis, non possiamo però nascondere le perplessità Covid-19, stiamo attenti e siamo preoccupati, anche perché Scafati come sempre pecca di organizzazione, lo stadio è ancora un punto interrogativo, le tariffe sono ancora troppo alte per permettere un sociale “no profit”.
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