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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca da Salerno e provincia

15/09/2020

IL CASO

Nella mattinata, i Carabinieri della Compagnia di Amalfi hanno eseguito una misura cautelare di sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio nei confronti di 6 dipendenti della società municipalizzata del Comune di Amalfi che gestisce i parcheggi nella cittadina, la “Amalfi Mobilità srl”. L’operazione, denominata "Berma Parking" in ragione del nome del parcheggio oggetto d’indagine, è frutto di un’accurata attività investigativa avviata dagli uomini dell’Arma e coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno a partire dall’estate 2019, mediante lo svolgimento di mirati servizi di osservazione e pedinamento condotti della locale Stazione Carabinieri. I militari amalfitani avevano più volte ricevuto segnalazioni da parte di alcuni avventori del parcheggio sul porto situato alla fine del Lungomare dei Cavalieri di una inusuale consegna della somma da pagare per il servizio direttamente all’operatore preposto ad ausiliario alla sosta, invece che inserirla nell’apposita cassa automatica. A quel punto gli uomini dell'Arma hanno voluto vederci chiaro, verificando personalmente le condotte poste in essere dai dipendenti: effettivamente, grazie anche all’acquisizione di alcune telecamere di videosorveglianza, è stato possibile accertare che gli indagati, in oltre 300 episodi riscontrati in soli tre mesi di osservazione, dopo aver verificato mediante l’apparecchio elettronico che conteggia il tempo effettivo di sosta, si facevano consegnare la somma dovuta per il parcheggio dai numerosi turisti che avevano usufruito del servizio e, invece di inserire il dovuto nell’apposita cassa continua, intascavano il denaro, restituendo agli avventori un chip coin “scarico”, che apriva la sbarra posta all’uscita del parcheggio. In altre circostanze, invece, gli operatori invitavano gli utenti ad attendere in auto nell’area di uscita dal parcheggio, riscuotendo direttamente il denaro previsto per la sosta e consentendo l’uscita delle vetture con l’attivazione manuale della sbarra, mediante l’apposito pulsante di emergenza, bypassando così l’utilizzo della cassa automatica. Già lo scorso 14 ottobre 2019, i militari dell’Arma avevano tratto in arresto un altro dipendente della municipalizzata comunale di 65 anni, per i medesimi fatti, colto nella flagranza del reato di farsi consegnare da alcuni malcapitati viaggiatori, chiaramente ignari di quanto stava accadendo, la somma di danaro per il pagamento del parcheggio, ricevendo in cambio (anche in quel caso) un chip coin, preventivamente scaricato, per uscire con la loro vettura. Per comprovare le condotte criminose, i turisti, lasciata l’area di sosta, venivano invitati in caserma dai Carabinieri per riferire nel merito, dove hanno confermato per filo e per segno quanto loro accaduto. Visti gli elementi raccolti, univoci e fortemente concordanti, nell’arco dei mesi in cui si è svolta l’indagine, supportata anche da attività tecniche di intercettazione telefonica, il GIP del Tribunale di Salerno ha emesso nei confronti degli indagati - che hanno cagionato alle casse comunali un danno di ca. 10.000 € - la misura della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio per dodici mesi, con interdizione totale dalle attività ad esse inerenti. Continueranno ora le indagini per approfondire se ci sia il coinvolgimento di altri soggetti nella vicenda.

LA TRAGEDIA

Malore fatale mentre guida il furgone: 50enne stroncato da un infatro. Stava consegnando della merce ad un'attività commerciale di Senise quando improvvisamente è stato colto da malore ed è deceduto. E' morto così nella tarda mattinata di oggi un uomo di 50 anni originario di Sala Consilina, che lavorava con un corriere espresso. Si era recato nella cittadina sinnica con un furgone della ditta per la quale lavorava, per le solite consegne giornaliere. Improvvisamente colto da malore ha chiesto ai presenti di chiamare i soccorsi dei sanitari del 118. Purtroppo a nulla sono valsi i soccorsi.

INCENDI

Ancora una giornata di incendi oggi a Salerno. I vigili del fuoco infatti sono dovuti intervenire a Giovi, anche con l'ausilio di un elicottero, per spegnere le fiamme che tra l'altro erano alimentate anche dal vento. L'operazione di spegnimento è durata diverse ore.

Le fiamme che hanno devastato il Colle Bellaria, nelle stesse ore in cui andavano a fuoco anche ettari di bosco sul Monte Stella, non sono servite ai salernitani per comprendere l'importanza e la fragilità del patrimonio verde della città. A distanza di solo una settimana dalle fiamme - e in particolare da quando via Panoramica è stata riaperta - sono ricomparse una serie di mini discariche: buste di rifiuti abbandonate in più punti che rendono ancora più “triste” il paesaggio già imbruttito dai resti della vegetazione distrutta dal fuoco. «Mi è capitato di incrociare il furgone di Salerno Pulita», racconta un residente della zona. «Svuotavano una campana del vetro, quindi è evidente che una sorta di servizio viene effettuato. Ma due sono le questioni: o non si fa abbastanza dal punto di vista della pulizia oppure, contro gli incivili - insiste il residente - si devono incominciare a usare metodi differenti». Ad esempio, continua, «le telecamere potrebbero essere un sistema utile».

VENDETTA SOCIAL

Arrivare in una piazza con mazze da baseball, in ferro e in leggo, un coltello per regolamentare i conti su un sospetto like per una ragazza è roba da scene da Gomorra. Tutto avviene in un vicolo buio di Pontecagnano, dietro la chiesa del Santo Corpo di Cristo la sera del 7 agosto scorso. Quelle in cui stava per perdere la vita un ragazzo di 21 anni di Pontecagnano, intervenuto in soccorso di un amico. A terra, sanguinante, c’è un giovane che grida: « Frà, me stai accerenn ». Gli hanno sferrato delle coltellate ai glutei e una alla coscia sinistra che gli ha reciso la femorale. La ricostruzione dei minuti di follia dei testimoni sono agghiaccianti: un gruppo di giovani se le suona di sante ragioni usando le “piroccole” (le mazze da baseball). Il ferito è in shock emorragico e una ragazza urla più degli altri: «sta murenn …chiamate un’ambulanza ». Lo caricano su di un’auto di passaggio, ma poi viene trasbordato sull’ambulanza del 118.« Fate prersto se no vi accoltelliamo pure a voi» gridano all’indirizzo dei soccorritori del 118. Poi le indagini tra «palesi reticenze» come scrive il giup Pellegrino e le difficoltà seguite alle fasi dei drammatici soccorsi. Ii carabinieri della compagnia di Battipaglia, diretta dal maggiore Vitantonio Sisto , hanno dato esecuzione a quattro misure cautelari. Si tratta dei passeggeri che erano a bordo della Smart Fortwo e usciti di casa armati di mazze per aggredire un giovane di 21 anni. Agli arresti domiciliari è finito Anthony Esposito , mentre è stato applicato il divieto di dimora in provincia di Salerno agli altri indagati: Felice Ciaparrone , 19 anni, Maurizio Avagliano , 21 anni, e Francesco Ruggiero , 22 anni, per concorso in rissa nonché del porto ingiustificato di mazze da baseball e di un coltello. Quanto stava accadendo in piazza Risorgimento quella sera di agosto richiama anche molta gente sui balconi. Le telefonate ai numeri di emergenza si sprecano. Come i racconti dell’accaduto. C’è il 21enne che urla ad un amico di portarlo via dal vicolo buio perché non voleva morire lì. Per i carabinieri non sarà facile ricostruire la dinamica dei fatti. Si scontreranno con un muro di omertà. Le indagini, invece, rivelano un quadro inquietante e il banale movente della spedizione che stava per chiudersi in tragedia. Tutto per alcuni “like” ad alcune foto postate dalla giovane su Facebook. « Tu hai fatto ‘o scemo con la mia ragazza», grida l’aggressore mentre punisce a colpi di bastone l’avversario in amore. Eppure quell’incontro era stato organizzato per un “chiarimento”. La stessa ragazza contesa, escussa dai carabinieri, avrebbe detto al suo ex prima della rissa: « Se vuoi parlarci, parlaci e basta, ma non fare tarantelle» . Invece è scattata la rissa, accesa dopo uno scambio di sguardi di minacce dalle auto. «Anthony che mi hai combinato » riuscì a dire la vittima mentre era pallido in volto e quasi svenuto. Solo quando il giovane ferito era incapace di una minima reazione, Esposito – secondo la ricostruzione - diede ordine ai suoi “padrini” di allontanarsi. Esposito è la persona identificata anche dal personale del 118 che li aveva minacciati al grido di fare presto «se no accoltelliamo pure a voi». Al centro della rissa che ha sfiorato la tragedia, c’è una ragazza e la sua reputazione che, ad avviso dell’ex fidanzato, era stata messa in discussione per i comportamenti della vittima sui social. Quindi l’agguato che avveniva in un vicolo buio, proprio come nelle pellicole d’azione. Solo che questa volta non era il set cinematografico. Anche l’emorragia che stava per uccidere il giovane ridotto in fin di vita pestato a sangue e ferito alla coscia. Lunedì, intanto, in tribunale si terrà l’interrogatorio di garanzia di Esposito, l’unico ai domiciliari.

IL SEQUESTRO

I carabinieri di Pontecagnano Faiano, con il VII Elinucleo Elicotteri, in volo in missione operativa di polizia, hanno intercettato un parapendio a motore che sorvolava a bassa quota, a tratti inferiore a 5 metri, le spiagge del litorale, ancora gremite di bagnanti, violando l'area interdetta in prossimità della pista dell'aeroporto Salerno Costa d'Amalfi determinando. Scortato in atterraggio, il pilota, C.L., 50 anni, di Salerno, è risultato gravato da precedenti penali. Il velivolo era stato costruito artigianalmente e privo dei previsti requisiti di sicurezza e collaudo e il pilota era sprovvisto di brevetto di pilotaggio e di copertura assicurativa. Sequestro del mezzo e denuncia dell'uomo per aver posto in pericolo la sicurezza dei trasporti aerei e per violazione di diverse disposizioni penali ed amministrative del codice della navigazione.

L'INDAGINE

È di probabile origine dolosa l’incendio che ha interessato quattro mezzi parcheggiati nel piazzale di una ditta di San Marzano Sul Sarno. Nella notte di ieri, le fiamme sono divampate alla sesta traversa di via Berlinguer, dove ha sede l’azienda di trasporti della famiglia Pagano. Poco dopo le quattro, le fiamme si sono estese a diversi mezzi parcheggiati nel piazzale dell’impresa, distruggendo o danneggiando seriamente tre camion trattori con relativi rimorchi e un quarto rimorchio. Sul posto i Vigili del fuoco del distaccamento di Sarno che hanno dovuto chiedere rinforzi dei colleghi di Nocera Inferiore. Le fiamme erano così alte da essere viste da lontano e non è stato facile metterle sotto controllo. Dalla sede centrale di Salerno sono dovute intervenire anche due autobotti per fornire acqua a sufficienza.

RAVE

Rave party in pineta senza alcuna autorizzazione né cautela per il contagio anti Covid. Denunciati a piede libero i due organizzatori e sanzionati tutti i partecipanti. I carabinieri della stazione di Santa Cecilia, al comando del maresciallo Fabio Basilisco, coadiuvati dalla polizia municipale di Eboli, guidata dal comandante Sigismondo Lettieri, dalle guardie ambientali e da numerosi volontari di diverse associazioni ambientali, hanno sorpresi i partecipanti al rave party. C’erano un centinaio di giovani, provenienti da tutta Italia che, nella pineta retrostante la spiaggia libera di Casina Rossa, si erano radunati per il rave. Tra gli alberi in riva al mare i militari e gli agenti della municipale hanno trovato decine di auto in sosta, oltre ai camper con i quali alcuni giovani erano giunti dal Nord Italia per passare una notte senza restrizioni.

FONTE UNICA: La Città

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