

I CONTROLLI
Questa notte la Compagnia Carabinieri di Salerno ha svolto un servizio coordinato con l’impiego di 20 unità e di due equipaggi cinofili antidroga. Il servizio è stato organizzato in maniera autonoma dall’Arma dei Carabinieri per dare impulso ai controlli antiassembramento e sulla sicurezza in genere. Il dispositivo ha interessato principalmente le vie del centro storico, ove la presenza dei militari ha dato un forte impatto e percezione di sicurezza per il giusto svolgimento delle varie attività ricreative. Sono state controllate oltre 100 persone appiedate, con il sequestro di alcune dosi di marijuana e relativa applicazione dell’articolo 75 sull’uso personale di stupefacenti. Il servizio ha interessato anche la trafficatissima piazza Concordia, dove sono stati realizzati posti di controllo con le unità Radiomobili e Cinofile. Il servizio ha interessato la fascia oraria dalle 23 sino alle 05 ed è autonomo e diverso dalle predisposizioni settimanali della Questura.
L'INAUGURAZIONE
Si è tenuta ieri mattina presso Via Nofilo a Cologna l’inaugurazione del murales per sensibilizzare la popolazione sul tema dell’inquinamento ambientale. L’opera è stata realizzata grazie all’operato dell’Associazione Salute e Vita e grazie al patrocinio del Comune di Pellezzano. “I miei complimenti all’associazione Salute e Vita per l’impegno profuso. Ringrazio l’artista Stefano Santoro che in questi due giorni ha lavorato instancabilmente per la realizzazione di questo significativo Murales”- queste le congratulazioni del Sindaco Dott. Francesco Morra – ” La nostra amministrazione sarà sempre pronta a collaborare a qualsiasi manifestazione volta alla salvaguardia della salute dei nostri cittadini” . L’opera realizzata dall’artista McNenya nasce con l’intento di coniugare i concetti di Resistenza, Speranza e Memoria come spiega lui stesso: ”Memoria per non dimenticare le persone che hanno perso la vita a causa dell’inquinamento ambientale. Speranza di un mondo migliore e di una sensibilità sempre maggiore verso questo tema ed infine resistenza, nel comitato salute e vita questo termine è intrinseco in ogni battaglia che loro fanno. Una resistenza pacifica perchè le conquiste della tutela del nostro ambiente sarà una pretesa ma sempre pacifica e colorata come quelli che abbiamo messo nel murales. I colori combattono i fumi grigi e neri dell’inquinamento”.
LA PRESENTAZIONE
Si è svolta nel pomeriggio di sabato 5 settembre presso il museo archeologico nazionale di Volcei la presentazione del libro “Balla taranta mia. Appunti di una tarantata contemporanea” volume di Maria Anna Nolè, con prefazione di Eugenio Bennato. L’iniziativa organizzata dalla Pro Loco Buccino-Volcei nell’ambito del progetto #unlibropervolcei con la collaborazione della Villani editore gode del patrocinio del Comune di Buccino, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Salerno e Avellino, del consorzio delle Pro Loco Alto Medio Sele e Tanagro e del comitato provinciale Unpli Salerno. La serata condotta da Franco Villani, direttoriale editoriale della Villani Editore ha visto la partecipazione di Maria Trimarco, vice-sindaco e assessore ai Beni Culturali di Buccino, Adele Lagi, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Salerno e Avellino e Marcello Nardiello, Presidente Pro-Loco di Buccino. Nel vasto panorama dei libri che si interessano del tarantismo l’opera della Nolè ha una connotazione unica. L’autrice, infatti, laureata in Archeologia Culturale, unisce alle doti di studiosa e ricercatrice anche il suo essere danzatrice di taranta. Qualità che le consentono non solo di “parlare” della taranta ma anche di comunicare “le sue personali sensazioni” su questo fenomeno definito, di volta in volta, “folcloristico”, “antropologico”, “sociale”, “medico”… Il libro, infatti passa in rassegna tutti gli studi compiuti a partire da tempi lontanissimi: dal mondo orgiastico greco a quello romano, religioso, medioevale, illuministico e contemporaneo. Come è noto, per lungo tempo si è ipotizzato che i “tarantati” erano “costretti” a ballare perché morsi dalla mitica tarantola. Del tarantismo se ne era occupato, ai massimi livelli, anche la religione cristiana con S. Pietro e S. Paolo che, durante la loro evangelizzazione dell’Italia, si fermano in Puglia, luogo dove il tarantismo era ed è molto diffuso. La loro permanenza in Puglia è ricordata dal paese chiamato S. Pietro in Galatina e da una chiesa dedicata a S. Paolo diventato guaritore dei tarantati. Del fenomeno si sono interessati studiosi di tutte le epoche. Pensiamo al dottore fisico di Melfi, Vincenzo Bruno che, nel Seicento, scrive Tre dialoghi sulla tarantola e all’empirista inglese George Berkeley che, nel suo viaggio in Italia compiuto nel 1717, quando arriva in Puglia chiede, insistentemente, informazioni sui tarantati. Ma lo studioso, certamente, più noto del tarantismo è stato Ernesto de Martino che, nel 1956 e 57, compie due viaggi in Puglia con una èquipe interdisciplinare composta da uno psicologo, psichiatra, musicista, antropologo, sociologo, guaritore…Suoi sono i libri più famosi su questo argomento: Morte e pianto nel mondo antico, Sud e magia, La terra del rimorso. L’opera della Nolè presenta anche tutti gli studi post De Martino fino all’inizio degli anni Duemila. Una ulteriore novità di questa opera è la presentazione dei musicisti contemporanei che si sono ispirati al tarantismo: da Antonio Infantino a Taranta Power di Eugenio Bennato, da Ambrogio Sparagna, più volte maestro concertatore della Notte della Taranta di Melpignano (Lecce) ai gruppi più tradizionali come i Tarantolati di Tricarico, I cantori di Carpìno, Officine Zoè, Canzoniere Grecanico, Ragnatela Folk band (di cui fa parte l’autrice). Chiude il libro la sezione dedicata ai laboratori ideati dalla stessa autrice nella sua doppia veste di insegnante/danzatrice. Emblematico il titolo del laboratorio “Vieni a spettinarti” che rappresenta un invito alle donne a liberarsi dai tabù e dai cliché abituali per assaporare il piacere, come sottolinea ancora l’autrice, di una musica che “deve passare per cuore, lo stomaco e arrivare ai piedi”.
A FUOCO
A fuoco un deposito a Eboli. Le fiamme si sono sviluppate in un locale in via Buozzi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del locale distaccamento, che hanno domato le fiamme. Si sta indagando per capire le cause dell'incendio.
L'INDAGINE
Cinque avvisi di garanzia per la morte di Rosa Verdoliva, la pensionata di Battipaglia, di 87 anni, deceduta all’ospedale di Eboli domenica scorsa. Nel registro degli indagati c’è il radiologo che avrebbe sbagliato la diagnosi. Il camice bianco non si sarebbe accorto della frattura al femore rimandando la paziente a casa, secondo la ricostruzione offerta dai familiari. Di omicidio colposo sono inoltre accusati un medico del pronto soccorso che, avrebbe commesso un errore simile al radiologo, redigendo le dimissioni per la pensionata. Gli ultimi tre indagati per il decesso della paziente sono medici del reparto di Ortopedia dove la signora Verdoliva venne ricoverata il 3 agosto scorso. Dall’ospedale di Eboli Rosa non è più uscita. L’indagine della procura della Repubblica di Salerno parte da alcuni spunti. Per scoprire la frattura al femore, la pensionata si è dovuta recare in ospedale due volte in tre giorni. La prima visita che le fu fatta si concluse con un “niente di rotto, può tornare a casa”. (La Città)
IL CONCERTO
Francesca Michielin ha iniziato il live ad Acciaroli nella città del “sindaco pescatore – Angelo Vassallo”, con il brano “Riserva naturale“. Questa volta la cantante ha presentato una versione inedita in cui la cantante ha suonato al centro del palco l’harmonium, uno strumento indiano. La scaletta è proseguita attraverso cover e inediti come “Be my husband“, “Comunicare“, “Bolivia“, “Yo no tengo nada“, “Leoni” e “La vie ensamble“. Poi è stata la volta del famosissimo brano “Fotografia” riarrangiato in una versione inedita in cui Francesca Michielin ha proposto il ritornello e lo special del brano in coppia con Carl Brave e Fabri Fibra. Il brano successivo è stato preceduto da un’introduzione: “Il prossimo brano si intitola “25 febbraio“. Ho scelto questo titolo così nessuno può dimenticare il mio compleanno (scherza ndr)“. Ecco, “25 febbraio”, un brano autobiografico, molto emozionante, in cui la cantante immagina di dialogare con “la bambina che è stata”. Gli “Spazi sonori” sono proseguiti con alcuni suoi brani più famosi come “Distratto“, “Monolocale” e “L’amore esiste“, un chiaro inno all’amore che “può nascere dovunque, anche dove non ti aspetti“. L’amore ci rende persone migliori e può allontanarci dalle inutili paure perché con “il suo braccio ti allontanerà per sempre dal passato“. Accanto a lei, sul palco, sono saliti Francesco Arcuri ed Ernesto Lopez. La Michielin ha ringraziato la sua band e ha speso bellissime parole anche per chi lavora dietro le quinte, perché senza di loro non sarebbe stato possibile mettere in piedi il tour. Il live ad Acciaroli è continuato con tre estratti dall’album “Feat (Stato di natura”: “Albero“, “Galassie” e “Star Trek”, ma il momento che tutti stavano è quello che vi stiamo per descrivere. Ecco una valanga di emozioni con “Battito di Ciglia“, “Tropicale“, “Cheyenne” e l’emozionante scalata finale verso la conclusione del concerto. Il “tridente“, è stato formato da tre brani che hanno da sempre caratterizzato Francesca Michielin: “Io non abito al mare“, “Nessun grado di separazione“ e “Vulcano“. Nota particolare per “Io non abito al mare“, scritta a quattro mani con Calcutta. La cantante, infatti, ha introdotto il brano con una commovente introduzione. Francesca Michielin ha dedicato il brano a tutte quelle persone che hanno difficoltà a comunicare le proprie emozioni ma, in particolare, a tutte quelle anime che riescono a parlare solo in situazioni caotiche magari durante “un concerto” o “sopra la techno“. Dopo questo momento da pelle d’oca la cantante ha ringraziato tutti e insieme ai suoi componenti della band ha lasciato il palco. Poteva finire così senza cantare il famosissimo brano in collaborazione con Fedez? No, esatto. Infatti il pubblico di Acciaroli ha chiamato a gran voce la cantante che, dopo pochi minuti, è uscita e si è posizionata al suo pianoforte introducendo il brano di Lucio Battisti, “Il mio canto libero“. I suoi “Spazi sonori” si sono conclusi con il brano “Magnifico” composto da Dardust e Roberto Casalino. Alla fine del live per lei c’è stata una meritata standing ovation che l’ha lasciata senza parole. (Lucia Romaniello - Zerottonove)
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