

Continuano i nuovi tamponi positivi tra tutti quelli esaminati nelle scorse ore nei laboratori d’analisi dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Eboli e “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Nove le positività rilevate nei laboratori di via San Leonardo, nel capoluogo: due tamponi, però, provenivano dal Napoletano, precisamente da Terzigno e da San Giorgio a Cremano. È quindi è a quota sette il bollettino “salernitano” proveniente dal “Ruggi”. Altri casi a Baronissi, Pontecagnano e Salerno città.
La pescheria di Sarno. A Sarno un tampone positivo ha destato scompiglio in città: la donna infetta è la madre dei titolari d’una rinomata pescheria sarnese. E così nella giornata di ieri un noto esercizio commerciale del centro cittadino ha deciso di sospendere l’attività per alcuni giorni, a causa dell’esito positivo di un tampone ad un familiare dei titolari. Di qui la decisione del sindaco Giuseppe Canfora di rinviare il concerto di Sal Da Vinci a data da destinarsi.
IL CASO
Due ragazze positive al Covid entrano in ospedale a Eboli (dove si sono registrati 24 casi a seguito del discusso matrimonio) con la "complicità" dei medici. Partito l'allarme, i reparti sono stati chiusi per sanificazione. Infermieri e sanitari sono stati sottoposti a tampone. Eppure all'ingresso del Pronto Soccorso è scritto che i pazienti con i sintomi Covid non devono entrare nel nosocomio ma recarsi nel prefabbricato posizionato sul marciapiedi. Scritta inutile. Almeno per quello che è accaduto nelle ultime ore. Il prefabbricato è stato sistemato a marzo per evitare che gli infetti entrino in ospedale. Inevitabili le polemiche: oltre la paura per i contagi c'è l'indignazione per la "superficialità" dei due medici che hanno violato i protocolli.
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