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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca da Salerno e provincia

28/08/2020

IL FINANZIAMENTO

È stato il Sindaco di Giffoni Sei Casali, Francesco Munno, a ritirare qualche giorno fa il decreto di finanziamento per un investimento pari ad oltre 99 mila 979 euro nell’ambito del bando T.I. 7.5.1, che prevede il “Sostegno ad investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture ricreative e turistiche”. Il progetto finanziato dal Gal Colline Salernitane riguarda la riqualificazione del Parco Pineta Sant’Anna, attraverso una serie di importanti interventi col fine di rendere tutta l’area più fruibile da parte dei turisti e nel rispetto del paesaggio naturale. Nei dettagli i lavori riguarderanno: la messa in sicurezza del piano viario attraverso la posa in opera di ciottoli che consentiranno un agevole accesso alla Pineta, in modo particolare la parte bassa sarà accessibile anche da parte di persone con ridotta mobilità; la creazione di muretti a secco utilizzando pietre locali; il rifacimento della staccionata in legno e l’installazione di una adeguata segnaletica seguendo gli standard definiti dal Club Alpino Italiano. Il restyling prevede inoltre la realizzazione di una palificata al di sotto del piazzale antistante la chiesa di S. Anna, ed infine, ma non meno importante, saranno realizzate aree attrezzate coperte ed in legno per consentire una sosta confortevole dei visitatori. «Un progetto importante atteso da tempo – sottolinea il Primo Cittadino Francesco Munno – ed oggi, grazie a questo significativo finanziamento, riusciremo a riqualificare e valorizzare un piccolo polmone verde vanto e orgoglio di tutta la Comunità di Giffoni Sei Casali. È dovere di tutti i cittadini tutelare un bene che appartiene all’intera collettività». A seguire le varie fasi del progetto, con il fondamentale supporto dell’ufficio tecnico, è stato l’Assessore all’Ambiente, Angelo D’Amato, che afferma: «Un intervento fortemente voluto da tutta la compagine amministrativa e già inserito nel programma elettorale. Queste opere renderanno più fruibile e accogliente il Parco Pineta Sant’Anna. Il mio appello alla cittadinanza è quello di mantenere sempre alto il decoro del parco ed evitare episodi vandalici che possano pregiudicare le attrezzature e l’ambiente».

SALERNO IN...CANTO

“Salerno in… Canto”, ci siamo. La kermesse musicale, giunta alla quarta edizione ed organizzata dalla Associazione Scuola di Canto e di Musica “Sound Music Studio” diretta dai maestri Angelo e Biagio Russo e da Anna Scoppetta, si terra’ nello splendido scenario di Largo Santa Maria dei Barbuti martedi’ 1 Settembre con inizio alle ore 20.30 (ingresso libero). La conduzione sarà affidata al duo Marika Memoli ed Alfonso Zoccola. La manifestazione, nell’ambito della rassegna “Estate Salernitana” voluta dal comune di Salerno, si e’ ritagliata uno spazio importante coinvolgendo adolescenti, giovani e appassionati dell’arte canora per creare momenti di scambio e di unione. I concorrenti saranno suddivisi in tre categorie: voci bianche dai 7 ai 14 anni, junior dai 15 ai 30 anni e senior dai 31 anni in su. Al termine delle audizioni, tenutesi nei giorni scorsi presso la Scuola di Canto e di Musica “Sound Music Studio” di Salerno, sono stati selezionati Francesca Calabrò, Angela Di Santi, Serena Parrella, Rocco Pepe e Martina Romeo per la Categoria Voci Bianche; Rosaria Alati, Maria Pia Avino, Christian Casola, Luigi Piero De Angelis, Emily Della Rocca, Francesca Forte, Caterina Fortunato, Antonia Genovese, Chiara Landi, Morena Macellaro, Anna Rienzi, Alessandra Sessa per la Categoria Junior; Marco Delli Priscoli, Rosanna Ferrara, Enza Giannattasio, Sandro Granata, Marika Mazzamuto, Antonio Naddeo, Marco Parente, Filomena Rago per la Categoria Senior. Saranno assegnati premi per i primi classificati di ogni categoria e premi speciali della critica. La giuria sarà composta dalla professoressa Paola Bilancia, il maestro Giovanni Paracuollo, i musicisti Lina Salzano, Massimo Carbone ed Elio Greco ed il giornalista Alfonso Maria Tartarone. Presidente di giuria e direttore artistico della rassegna, il maestro Angelo Russo. Ad arricchire lo spettacolo l’attrice Carmen Santoro della compagnia teatrale “Il Mosaico” di Paestum, il chitarrista Ferdinando Maria Rubini, il sassofonista Bonaventura Giordano e Alessio Pappalardo. Di grande fascino saranno le coreografie affidate alle allieve della Accademia Danzarte di Salerno, diretta da Roberta D’Amato, e dell’Associazione Sportiva Ginnastica Ritmica Poseidon di Daniela Rinaldi. “Salerno in… canto” è anche arte con l’esposizione delle opere della pittrice salernitana Loredana Spirineo, in arte “Splò”.

IL FALLIMENTO

L’operazione “Piazza Pulita” svolta nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Salerno, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha fatto luce sul fallimento della “Yele S.p.a.”, societa pubblica tra Ie più importanti della Campania nel settore della gestione dei rifiuti. La S.p.a. aveva creato un “buco” di oltre 30 milioni di euro nei bilanci, con grave pregiudizio per i creditori e l’Erario. In tutto 29 gli indagati, tra amministratori, componenti degli organi di vigilanza e consulenti, e ben 45 le ipotesi di reato contestate, che spaziano dalla bancarotta fraudolenta alla frode fiscale, al peculato, fino al falso in bilancio. A distanza di anni, e cosi stata svelata la difficile situazione economica della societa consortile, costituita nel 1998 per svolgere i| servizio d’igiene urbana in 49 Comuni del basso Cilento. più dell’80% del capitale sociale della Yele era infatti detenuto dal “Co.Ri.Sa/4″, consorzio nato per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania. Per vent’anni l’azienda ha curato, direttamente o tramite cooperative da essa organizzate e coordinate, la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti in un territorio di 1.352 km2, diventando una delle realtà lavorative di maggior rilievo nel Salernitano, tanto che, tra il 2010 ed i primi mesi del 2017, vantava un organico di 263 unita, tra personale amministrativo e addetti all’attivita di raccolta dei rifiuti. Già a partire dal 2013, pero, aveva iniziato a registrare un sensibile aumento dell’esposizione debitoria, in gran parte determinate dalla mancata risoossione, mediante adeguate azioni esecutive, dei crediti – divenuti poi inesigibili — nei confronti dei Comuni fruitori del servizio di nettezza urbana. Indebitamento, questo, destinato a riflettersi anche nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria, a cause delle ricorrenti omissioni sia nel versamento delle imposte dovute sia delle previste ritenute d’acconto, previdenziali ed assistenziali. Non a caso, fino al 2014 la Yele aveva regolarmente approvato i| bilancio d’esercizio e provveduto al rituale deposito, limitandosi invece, negli anni successivi, ad elaborare i dati contabili, senza mai renderli noti con atti “esterni”, in maniera tale da celare ai soci e ai terzi la mala gestio e la scarsa solidità patrimoniale. La profonda instabilità finanziaria ha cosi condotto la società dapprima alla liquidazione, disposta dal Tribunale di Napoli nel mese di luglio 2018, e successivamente al fallimento, dichiarato con sentenza del Tribunale di Vallo della Lucania il successivo 30 ottobre. Le vicende societarie sono state oggetto di accertamento nell’ambito di 33 diversi procedimenti penali, poi riuniti in un’unica indagine affidata dalla Procura della Repubblica alle Fiamme Gialle vallesi, Che si sono subito concentrate sull’esame dell’imponente mole di documentazione contabile ed extracontabile acquisita durante apposite perquisizioni presso le sedi del consorzio Co.Ri.Sa,/4, della spa. e delle cooperative di servizi operanti per conto della stessa. Dalle risultanze investigative e emersa la sistematica inadempienza anche degli obblighi verso istituti di credito e finanziarie che avevano erogato la cd. “cessione del quinto” ai dipendenti della Yele che, invece, tratteneva tali spettanze per scopi propri. Per non parlare di quanto scoperto in merito a fatture relative a lavori di manutenzione: veicoli di proprietà di alcuni dipendenti riparati interamente a spese della società. Avendo ormai perso i requisiti di regolarità contributiva prescritti per la contrattazione pubblica, affidava inoltre parte dei propri servizi, in subappalto, a cooperative create ad hoc, senza la preventiva autorizzazione da parte delle stazioni appaltanti, facendo fronte ai debiti erariali maturati attraverso l’indebita compensazione di crediti inesistenti o comunque non spettanti. La massa debitoria accertata dai Finanzieri ammonta ad oltre 3O milioni di euro, ai quali devono poi aggiungersi i 10 relativi alle condotte distrattive poste in essere in pregiudizio dei creditori (lavoratori dipendenti, fornitori ed Erario). Il risparmio derivante dal mancato pagamento delle imposte e delle ritenute veniva peraltro utilizzato dalla società per “auto—finanziarsi”, continuando, per anni, una gestione pro domo sua, con la liquidazione di elevati importi per consulenze legali e tecniche e per collaborazioni occasionali, anche non necessarie. Essenziali, ai fini della puntuale ricostruzione delle condotte stigmatizzate nei capi d’accusa, le indagini tecniche svolte dai militari, dalle quali si evince, tra l’altro, come, il Presidente del Consiglio d’Amministrazione, pur avendo rassegnato le dimissioni, avesse di fatto continuato, occultamente, ad amministrare la YELE S,p.a., dando disposizioni a dipendenti e dirigenti anche in ordine a tempistiche e pagamenti. Le indagini hanno permesso di denunciare 29 responsabili, perlopiù professionisti con ruoli direttivi 0 di consulenza; nei confronti di 14 di essi, il Gip del Tribunale alla sede ha disposto ii sequestro preventivo di beni per equivalente fino alla concorrenza di 20.443.892 euro. Allo stato, sono stati cautelati quasi 100 beni immobili, tra fabbricati e terreni, 25 veicoli e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. Sono tutt’ora in corso le indagini finalizzate all’individuazione e al sequestro, presso gli intermediari finanziari, di eventuali ulteriori liquidità riconducibili agli indagati.

LINEA D'OMBRA

Linea d’Ombra Festival e Fondazione Scuola Medica Salernitana stringono una partnership che andrà a concretizzarsi in occasione della XXV edizione del Festival in programma dal 24 al 31 ottobre prossimi. La partnership è resa possibile dal generoso contributo di un’azienda salernitana, Nexsoft spa (www.nexsoft.it), che metterà a disposizione 10.000 euro per la realizzazione di attività legate al multimediale e all’audiovisivo, attività che valorizzino la storia della Scuola Medica Salernitana e che coinvolgano in particolare il Giardino della Minerva. Durante il periodo del Festival e in coerenza con le sue tradizionali vocazioni, a cura del Giardino della Minerva e presso la sua sede, si svolgeranno alcune attività del Festival finanziate dal contributo di Nexsoft, e in particolare:

• un laboratorio audiovisivo destinato a produrre un documentario sulla Scuola Medica.
• un convegno scientifico – a cura del professor Alfonso Amendola dell’Università degli Studi di Salerno – sul tema della città, della cultura, del digitale, con riferimento alle sfide che la risposta alla pandemia lancia a tutti gli operatori culturali.

L’iniziativa sarà lanciata il 1 settembre in un concerto in cui ci sarà anche un’anteprima del programma del Linea d’Ombra Festival XXV edizione. Il concerto si svolgerà all’Arena del Mare alle ore 21 e vedrà la partecipazione di due gruppi: Okinawa e Lone Blues Band, con un programma che ha per titolo “Radio jazz/Cinema Rock”.

LA FERROVIA

“Trenitalia ha comunicato che, dopo due mesi di stop, domenica ripartono i treni sulla tratta Battipaglia – Potenza – Metaponto”.  Lo ha comunicato il consigliere regionale M5S Michele Cammarano con il senatore Francesco Castiello. “I lavori di potenziamento infrastrutturale sono stati portati a termine in tempi record da Rete Ferroviaria Italiana, nonostante il blocco dovuto al Covid19, e hanno riguardato molteplici opere quali: l’impermeabilizzazione di 50 campate e gallerie, il rinnovamento di tratti ferroviari non più adatti ai nuovi convogli e la messa in sicurezza di tre aree a rischio idrogeologico; tutte misure che porteranno anche a una velocizzazione della linea. Il completamento dell’upgrade tecnologico tra Battipaglia e Sicignano degli Alburni consentirà un controllo remoto del distanziamento dei treni permettendo una facilitazione della loro circolazione. Inoltre alla stazione di Sicignano sarà eliminato il passaggio a livello e sarà realizzata una nuova pensilina sul lato opposto dell’attuale fabbricato consentendo un evidente miglioramento della circolazione stradale e ferroviaria. Naturalmente la prima settimana di riattivazione della linea, che servirà 290mila persone, sarà una sorta di rodaggio con possibili variazioni dei tempi di percorrenza, ma si tratta di una fase di breve durata (circa 10 giorni). La realizzazione dei lavori è stata possibile grazie ai fondi del Decreto Rilancio, di recente approvato dal Governo Conte, che ha previsto uno stanziamento di 25 milioni di euro nel 2020 e di 15 milioni di euro nel 2021, 40 milioni in tutto.

BACCO AL VOLANTE

“Bacco al Volante” è il Raduno Auto e Moto per gli appassionati di veicoli d’interesse storico, consolidatosi negli anni che, nel 2020, arriva alla 9ª edizione a San Gregorio Magno, accogliente cittadina collinare dell’interland, ai confini con Basilicata. Quest’anno, la manifestazione svoltasi, domenica 23 agosto, tra San Gregorio Magno e la confinante Ricigliano, con particolare attenzioni alle misure restrittive anti-contagio coronavirus, è stata co-organizzata da Franco Morriello, ristoratore locale, insieme ad un gruppo di amici appassionati e possessori di veicoli storici, e dal Forum dei Giovani di San Gregorio Magno, con l’importante patrocinio di svariate attività del territorio e con l’immancabile sostegno della BCC Buccino Comuni Cilentani. L’edizione 2020 di “Bacco al Volante” ha avuto per madrina la giovane briosa Carola Santopaolo, attrice e blogger, nota al pubblico per la sua partecipazione al film “Passpartù” (2019), per la regia di Lucio Bastolla, per essere stata protagonista del videoclip di J-Ax “La Mia Hit” ft. Max Pezzali, e per la sua partecipazione nel videoclip di Rocco Hunt “Ti volevo dedicare”. “Bacco al Volante” ha contato la partecipazione di oltre 70 vetture, a cui si è aggiunto un nutrito gruppo di “due ruote” d’epoca, italiane e straniere, e con la partecipazione di 120 visitatori circa, dando il via ad un importante momento di ripresa della socializzazione, nonché una buona occasione per far conoscere le bellezze dell’entroterra della provincia di Salerno e per far gustare i prodotti tipici dalla cucina tradizionale gregoriana. Dopo l’incontro in Largo Sandro Pertini, le vetture hanno iniziato la sfilata per le vie del paese, per ritrovarsi nella Piazza in fondo al rione Bacco per un piccolo rinfresco, tra le tipiche cantine di “Baccanalia”, momento di punta dell’offerta estiva gregoriana. In seguito le auto e le moto hanno raggiunto Ricigliano, dove sono state accolte con forte entusiasmo e con la gradita degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia riciglianese. La conclusione dell’evento si è tenuta nei saloni dell’Agristurismo “L’Antica Quercia” con il tradizionale pranzo a cui hanno fatto seguito le premiazioni in programma. “Veniamo da un brutto periodo, con il Covid-19 che ha traumatizzato tutto il mondo – commenta Franco Morriello – però, oggi noi siamo qui riuniti per queste bellezze a quattro ruote di una volta, per recuperare la nostra socialità e per valorizzare anche il nostro territorio, ricco di grandi potenzialità.”

POTERE AL POPOLO

C’eravamo anche noi in prima fila durante le contestazioni per la visita di Matteo Salvini nel tour di ieri in provincia di Salerno. Eravamo a Cava de’ Tirreni, ad Agropoli e Sapri. Abbiamo affrontato il leader della Lega molte volte guardandolo negli occhi e in tante piazze senza nasconderci come nostro costume. Nonostante tra la folla di Piazza Duomo a Cava de’ Tirreni vi fossero molti politici, consiglieri ed esponenti collegati ai gruppi di cittadinanza attiva locale, la polizia ha operato la solita azione di mistificazione della realtà, aggredendo senza alcuna reale motivazione, una piazza spontanea e popolare in cui si trovavano anche i nostri attivisti. E’ Intollerabile che anche il nostro candidato Sindaco Davide Trezza sia stato raggiunto da uno schiaffo in pieno viso sferrato da un agente, mentre si trovava nei pressi del Borgo Scacciaventi, ben al di là del luogo del raduno leghista. Come cittadini, prima ancora che come opposizione, pretendiamo che vengano fatte alla città di Cava le scuse per il trattamento ricevuto. Riteniamo necessario che il Sindaco Vincenzo Servalli chieda conto al Prefetto e alle autorità competenti per l’inutile sceneggiata che è servita solo per incrementare il gioco di tweet, visualizzazioni e interazioni con cui la Lega nutre da sempre il suo elettorato. Abbiamo delle domande. Perché, sebbene fosse stata presidiata la traversa dove Salvini si è fermato a pranzare, si è ritenuto di sgomberare a schiaffi e spintoni tutto il Borgo Scacciaventi da chiunque lo attraversasse? È questo il modo di fare sicurezza e di tutelare le rappresentanze? Chiamano “alleggerimento” la violenza usata contro i ragazzi che stavano ballando, e a cui hanno persino distrutto le casse portate per l’intrattenimento in strada. Forse la democrazia finisce dove comincia la Lega, ogni volta che il format di Matteo Salvini lo rende necessario e con buona pace delle Forze dell’Ordine a cui chiediamo a questo punto quali siano le loro funzioni. In questi anni la nostra opposizione ha tentato di contrastare proprio questa evidente violazione delle libertà, aggravata dalle concessioni avallate dai decreti sicurezza. 

LE ALTRE VOCI DA CAVA

Non si placano i commenti dopo la sosta, non eccessivamente lunga, se non avesse proceduto ad una serie interminabile di selfie, del leader della Lega nella piazza centrale, affollata più dalle forze dell’Ordine che da simpatizzanti e da contestatori: non si sono fatte attendere le osservazioni da parte di quasi tutti i candidati Sindaci delle altre liste, ed in primis quelle dell’uscente primo cittadino, Servalli: “Pienamente d’accordo sul discorso che fa capo alla democrazia, quella vera, quella che consente ad ognuno di esprimere la propria opinione, di poter ricorrere a tutte le argomentazioni che ognun voglia proporre in campagna elettorale, ma una tiratina di orecchie al capo indiscusso della Lega la userei; è vero che trovava difficoltà a parlare in quanto la sua voce veniva coperta da fischi ed ululati, inaccettabili, ma è altrettanto vero che, in barba al suo reale pensiero, ha usato la pratica dell’offesa, confondendo i contestatori con i meridionali, e lanciando parole poco garbate nei confronti degli oppositori, aggravando ulteriormente il clima acceso che si respirava in quel momento.”Qualcuno sosteneva che sarebbe stato preferibile tenere il comizio al coperto, magari in un cinematografo: “Soluzione alternativa, e meno coinvolgente per le forze di Polizia e Carabinieri, che avrebbero gestito i contrari a Salvini, con un cordone di uomini davanti al locale, e disponendo degli altoparlanti che avrebbero potuto diffondere il suo discorso all’esterno; ma non ci si venga ad accusare di aver ordìto uno spettacolo che non ha giovato all’immagine della città”. Non si è sottratto al commento anche Enrico Bastolla, che capeggia le liste di “Liberi di…” e “Cava per cava”: “ Avevo chiesto, ma forse è preferibile sottolinearlo, imposto, ai componenti delle due liste di esimersi dal partecipare al comizio organizzato dal centro destra, ma qualcuno ha disobbedito e sono pronto a scusarmi con il candidato Murolo per l’inadeguatezza del comportamento di qualcuno di loro, avendo provveduto a redarguirlo ed a escluderlo eventualmente dalla lista, ove mai si ripetesse un fatto del genere.” Tra l’altro siete, sia lei che Murolo, sottoscrittori delle cosiddette liste pulite: “ Infatti, e ciò testimonia che abbiamo, anche se con idee diverse, un forte spirito di democrazia e di rispetto per la città che dovrà essere governata, lo speriamo, non da un’accozzaglia arcobaleno, che sarà in difficoltà sin dai primi passi, ove mai dovesse avere avere ragione in termini di voti e non di idee.” Non ha atteso le classiche ventiquattro ore per lasciare un’intervista al veleno, il personaggio maggiormente coinvolto nella giornata del comizio, l’avvocato Murolo: “Essere oggetto di un tentativo di aggressione alla mia persona, alle persone presenti sul palco, alle Forze di Polizia, è l’esempio lampante di ciò che si verifica spesso e sovente nella nostra città, dove impera il disordine, la cattiva educazione, il mancato rispetto delle regole» Un attacco senza mezzi termini a chi ha gestito e gestisce ancora l’ordinario: ”Hanno atteso l’arrivo di Salvini, predisponendo accuratamente le condizioni affinché accadesse quello che è accaduto e quindi ne portano tutta la responsabilità politica». (Cronache)

QUI FISCIANO

Arrestata una coppia a Fisciano. E' il bilancio al termine di in un blitz compiuto dai carabinieri nella frazione Villa. I militari dell'Arma al termine della perquisizione hanno rinvenuto nell'abitazione dove abitava la coppia droga (100 grammi di marijuana oltra a un panetto di hashish) e materiale per il confezionamento dello stupefacente, oltre ad una pistola di calibro 765 con munizionamento. L'uomo di Baronissi e la donna di Salerno che vivevano in quella casa e che già avevano precedenti, dunque, sono stati tratti in arresto. 
Un fermo a Baronissi per violenze domestiche.

IL PANICO

 Era fuggito a maggio con la famiglia, dopo una spedizione punitiva sotto casa. È tornato al rione Paterno da pochi giorni, con una macchina nuova di zecca, visto che l’auto precedente era stata ridotta a brandelli da chi voleva punirlo. Dimenticata la paura di ritorsioni, il giovane, già noto alle forze dell’ordine come spacciatore di droga, ha ricominciato a sfrecciare a bordo della nuova vettura. A tutte le ore sfreccia veloce tra i vicoli, provocando ansia e paura tra le mamme. E proprio i genitori di via Di Vittorio si sono rivolti al sindaco Massimo Cariello , che abita a cento metri di distanza: «Abbiamo contattato un consigliere comunale della zona perché abbiamo paura. Speriamo il sindaco intervenga perché temiamo per la salute dei nostri bambini. Giocare nel cortile è diventato impossibile da quando è tornato lui». Il giovane del rione Paterno, secondo le accuse delle forze dell’ordine, sarebbe uno spacciatore “solitario”, che non teme di sfidare le famiglie ebolitane che controllano il mercato della droga. È sospettato di aver incendiato un negozio in centro come gesto di ritorsione. Sospetto che gli è costato quasi un linciaggio fisico, concluso con la distruzione dell’auto sotto casa. L’episodio in primavera aveva terrorizzato i residenti. Il giovane si salvò fuggendo dalla finestra mentre chi lo voleva bastonare gli distruggeva l’auto. Ed era andato via insieme alla famiglia. Per tutta l’estate lo scenario era mutato. Il suo ritorno e la sua presenza, ora, sono diventati rumorosi e incontrollabili. Con la nuova auto, una Volkswagen Golf, si sposta da un isolato all’altro. Senza badare ai pedoni e ai bambini. Al rione Paterno non si teme solo di essere investiti dall’auto guidata a folle velocità. La paura più grande è che questo possa scatenare una nuova “guerriglia” tra bande rivali per il controllo del mercato degli stupefacenti. E quando queste “guerre” cominciano non sempre le vittime sono solo i criminali coinvolti. Una brutta grana da risolvere, soprattutto in tempi di elezioni.

BARBUTI FESTIVAL

Sabato 29 agosto 2020, alle ore 21.30, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, per la XXXV edizione della rassegna estiva di teatro “Barbuti Festival”, Barbara Foria andrà in scena lo spettacolo “Meglio riderci su” (Ingresso 15 euro www.postoriservato.it). Un mirabolante viaggio nel mondo della donna d’oggi, al tempo dei social, di whatsapp, dell’amore sempre più virtuale e sempre meno reale. Una donna alle prese con il corpo che cambia e il metabolismo che va in blocco, come le caldaie, e mai che all’orizzonte si vedesse un idraulico bravo capace di sbloccare la situazione. Barbara Foria affronta con la solita grande ironia e con la sua ineguagliabile carica energetica i vizi e le virtù dell’essere donna oggi con la D maiuscola, in balia di uomini con C minuscola (la C di cuore). La tesi è semplice: la vita va vissuta con ironia, gioia e tanta euforia. Anche quando si diventa grandi. Anche quando da sesso droga e rock and roll si passa a Netflix, tachipirina e canti gregoriani. E’ normale, ci si evolve. Quale sarebbe il problema? Che ci chiamano milf? In realtà Milf è l’acronimo di Mo’ Inizia La Felicità. Felicità per noi che abbiamo finalmente capito che al cuor non si comanda però magari si può consigliare. Che l’amore fa male, specialmente quando se ne fa troppo poco. Che certi fidanzati sono come le magliette di Zara: all’inizio ci esci, alla fine ci vai solo a dormire. Ma per sentirsi più leggeri non serve volare, a volte basta sorvolare. Perché la perfezione non esiste ma certi difetti possono essere meravigliosi. E allora viva le debolezze, le pecche, le imperfezioni che ci rendono vere, uniche e straordinariamente normali. In questo spettacolo la travolgente artista napoletana, presenta il meglio della sua produzione artistica arricchito da tante novità e tanti nuovi spunti di riflessione. Il risultato è la stand-up comedy più rosa che c’è, una esilarante satira sociale su tutti gli stereotipi femminili.

LUCI ROSSE

Tenta di abusare sessualmente della padrona di casa, giovane artigiano rischia il linciaggio. L’episodio è avvenuto ieri in tarda mattinata nella frazione Monticelli. A dare l’allarme è stata la donna che ha chiesto aiuto dal balcone. In suo soccorso si sono precipitate alcune vicine di casa, pare armate di ramazze ed altri strumenti in uso alle casalinghe. Il giovane è stato portato via a forza mentre la gente intervenuta sul posto gli inveiva contro i peggiori epiteti. Del caso sono stati subito informati i carabinieri che hanno raggiunto la vittima, sconvolta per quanto accaduto. La donna ha fornito ai militari dell’Arma la sua versione che ora è al vaglio degli inquirenti. Le successive indagini chiariranno cos’è successo tra le mura di casa. Da quanto è trapelato, il giovane aiutante di un artigiano del luogo stava facendo dei lavori all’interno dell’abitazione. Si sarebbe approfittato di un momento in cui è rimasto da solo con la donna, che è sposata, per farsi avanti minaccioso e provare un approccio sessuale che - stante a quanto trapelato - è stato rifiutato in modo categorico. Rifiuto non recepito dal giovane che non voleva recedere di un solo millimetro. Né dalle sue intenzioni. È stato allora che la donna è riuscita a chiedere aiuto dal balcone. E subito le vicine sono accorse in suo aiuto, portandosi dietro le scope per allontanare il malintenzionato. La tentata violenza sessuale, che gli inquirenti dovranno accertare nei dettagli, è avvenuta non lontano da un supermercato molto frequentato a quell’ora del giorno. Ciò ha contribuito a rendere più consistente il numero di quanti hanno contestato il giovane artigiano, cercando di aggredirlo. L’episodio, manco a dirlo, ha fatto presto il giro del paese. Se ne parlava ovunque: nei bar e negli esercizi commerciali. Ora si attende l’esito dell’attività investigativa dei carabinieri, intanto che la vittima si riprende dallo choc. (La Città)

LA TRUFFA

Risponde di truffa e falsa attestazione il 56enne di Sarno, sotto accusa per aver approfittato delle condizioni di semi incoscienza e infermità della zia, sorella della madre, riuscendo con artifizi e raggiri a farsi consegnare un assegno bancario firmato con una falsa sottoscrizione. Il titolo serviva a conclamare il raggiro e intascare del denaro. Il tribunale si occuperà del caso, con il giudice Marilisa Russo a presiedere il processo fissato per il prossimo quattordici settembre: l’uomo incassava 70mila euro, corrispondente all’importo dell’assegno, procurandosi così un cospicuo profitto a danno della parente. L’episodio avveniva il 20 gennaio 2015, con la successiva ricostruzione dei parenti della parte offesa: a dare avvio al procedimento penale una successiva denuncia ai carabinieri. L’imputato risponde di aver sottoscritto personalmente la falsa firma, decisiva per ottenere il bottino: l’uomo aveva firmato col nome della zia, disponendo per sé stesso il successivo versamento del denaro, completando così un raggiro perfetto e semplice a danno di una persona in condizioni di minorata difesa. Il profitto ingiusto era stato ottenuto con l’inganno, a danno di una donna in condizioni di incoscienza, come accertato da documenti sanitari, divenuta vittima di un raggiro privo di alcun sentimento e rispetto. Tale condizione rappresenta l’aggravante della delicata vicenda, accaduta in un contesto di fiducia, nell’alveo familiare dove una malattia è stata trasformata in una occasione di lucro: così il sostituto procuratore che coordinava le indagini ha firmato il decreto che dispone il giudizio con la formula della citazione diretta, avviando formalmente il primo grado di giudizio. Saranno ascoltati testimoni a sostegno della tesi accusatoria, ricostruendo così il modus operandi, le fasi e il piano eseguito con il titolo bancario, l’indicazione della cifra evidentemente posseduta dalla vittima e la firma falsa, la parte conclusiva che ha fatto scattare la consegna nominale del denaro. (La Città)

LA GUERRA DELL'ORO ROSSO

L’ombra del racket sulla gestione del trasporto dei pomodori dai campi agricoli alle industrie conserviere salernitane s’agita sul cratere, dove sono stati esplosi due colpi di fucile contro il parabrezza della cabina di un camion di proprietà di un autotrasportatore di Palomonte. L’automezzo era parcheggiato nel piazzale antistante l’ingresso di una nota industria del settore conserviero con uno stabilimento a Oliveto Citra. È accaduto qualche sera fa, nella Valle del Sele, dove ad essere stato preso di mira da criminali, al momento ignoti ed in via di identificazione da parte degli inquirenti, è stato un imprenditore 36enne, Silvano Carbone. L’episodio sarebbe avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi, quando qualcuno ha approfittato della presenza, in zona industriale, del camion dell’imprenditore palomontese, parcheggiato insieme ad altri automezzi carichi di cassoni per i pomodori, davanti al cancello della nota industria conserviera, alla vigilia del trasporto, ed ha esploso due colpi di arma da fuoco contro il parabrezza dell’automezzo. (La Città)

L'EVASIONE

Il mega-hotel non vuol proprio saperne di pagare i tributi al Comune di Capaccio Paestum, nella città della voragine nelle casse comunali, causata soprattutto dagli alberghi morosi. La proprietà d’uno dei più noti hotel in terra pestana s’è rivolta perfino ai giudici della Corte di Cassazione, dopo la sentenza sfavorevole in Commissione tributaria regionale, pur di non pagare poco più di 100mila euro di quattrini richiesti dal Comune. Palazzo di Città, oggi guidato dal sindaco Franco Alfieri, già in passato aveva proceduto a chiamare in causa l’hotel. Ed aveva avuto la meglio. La sezione salernitana del Commissione tributaria regionale, con una sentenza del 16 novembre scorso, si era pronunciata a favore del Comune, intimando al titolare dell’albergo di pagare la quota dovuta. Di mezzo c’è l’annualità del 2016 della Tari, la tassa sui rifiuti: nel caso del maxi-albergo, il conto ammonta a 106.617 euro, come da avviso di pagamento inviato al contribuente dal Comune a dicembre 2016. L’albergo, però, non ha mai voluto riconoscere il danaro al Comune: di qui la vertenza. E la sentenza, che è stata contestata dal ricorrente perfino attraverso il ricorso per revocazione. Il giudizio definitivo ora spetta ai magistrati della Corte di Cassazione: l’Ente, per difendersi, ha impegnato 1.860 euro, affidandosi all’avvocato Francesco D’Ambrosio.

IL SEQUESTRO

Nella giornata di ieri i Carabinieri e la Guardia Costiera di Amalfi, nel corso di mirati controlli predisposti alla verifica del rispetto della normativa di contrasto al diffondersi del Covid-19 e delle relative concessioni per l'utilizzo delle aree marittime demaniali lungo la fascia costiera, hanno operato un sequestro amministrativo di attrezzature da spiaggia ed elevato una sanzione per violazione del regolamento del codice della navigazione. In particolare, ad Atrani, a seguito di controlli specifici, è emerso che un'attività di stabilimento balneare non rispettava la concessione di utilizzo della spiaggia nella maniera prevista. Nella circostanza, a seguito di alcune segnalazioni di bagnanti, stanchi di non poter usufruire della spiaggia libera messa a disposizione, hanno segnalato agli organi di controllo che su una porzione della battigia, di circa 200 metri quadrati, i titolari del lido in questione, avevano installato arbitrariamente, facendo quindi un uso difforme di quell'area della quale dovevano solo curare la pulizia e la gestione, ombrelloni e lettini a titolo oneroso asserviti al loro esercizio. Per questo, l'Ufficio Locale Marittimo e i Carabinieri della Stazione di Amalfi hanno elevato una sanzione di oltre mille euro per la violazione della normativa specifica contenuta nel regolamento del codice della navigazione e sequestrato i lettini incriminati. I controlli da parte delle Forze dell'Ordine al rispetto delle delicate normative attualmente in vigore proseguiranno anche nel mese di settembre, assicurano i militari.

IL SALVATAGGIO

Ha rischiato di annegare con il figlioletto di pochi mesi tra le braccia nel mare Bandiera Blu di Santa Maria di Castellabate. Ma l’intervento tempestivo dei bagnini del Grand Hotel Santa Maria e di Palazzo Belmonte ha evitare un tragico epilogo lungo la spiaggia del Pozzillo, tra San Marco e Santa Maria di Castellabate. L’uomo stava con il figlioletto a riva quando è stato improvvisamente risucchiato dalla corrente, che gli ha fatto perdere il bimbo in acqua. La scena non è passata inosservata ai bagnanti e ai bagnini della nota struttura ricettiva che si sono catapultati in acqua, riuscendo a recuperare sia il bambino che il papà. Giunti a riva, il genitore, visibilmente spaventato, ha ringraziato tutti coloro che l’hanno aiutato, evitando così che una tranquilla vacanza potesse sfociare in tragedia. (Giornale del Cilento)

L'INCIDENTE

Incidente nel pomeriggio sulla Statale Amalfitana all'altezza di Capo d'Orso. In particolare si è ribaltato, invadendo un'intera corsia, un furgone. Il conducente è però fortunatamente uscito illeso dal veciolo mentre il traffico è andato in tilt, Sul posto sono intervenuti gli agenti della Municipale che hanno effettuato i rilevi del caso. Presenti anche i vigili del fuoco.

L'INCIDENTE/2

Intorno alle 20 si sono scontrati frontalmente uno scooter con a bordo un 17enne di nazionalità rumena e un furgone guidato da un uomo. Ad avere la peggio è stato il 17enne trasportato in gravissime condizioni all’ospedale di Eboli poi trasferito al Ruggi di Salerno. Ha riportato danni agli organi interni e fratture multiple.

SCUOLA

Addio a Lidia Annunziata, storica preside del "Da Procida"

CAMBIO DELLA GUARDIA

Dopo 4 anni il capitano Luca Geminale lascia la compagnia di Eboli per assumere il comando della compagnia carabinieri di Verbania. Al suo posto il Cap. Emanuele Tanzilli, originario di Roma e proveniente da Bergamo, dove ha retto il Comando del Nucleo Operativo e Radiomobile. Il passaggio di consegne ufficiale avverrà il 7 settembre. Nei quattro anni Durante questi 4 anni, sotto la guida di Geminali, state eseguite diverse operazioni contro le associazioni per delinuqere finalizzate allo spaccio di sostanze stupefacenti (soprattutto sui comuni di Eboli e Campagna) e contro la criminalità diffusa (numerosi infatti anche gli arresti eseguiti ai danni di ladri e rapinatori). Durante il periodo del lock down, l’azione di controllo sul rispetto delle normative anticovid è stata severissima, con elevato numero di sanzioni irrogate, che ha contribuito a tenere arginato il fenomeno dei contagi nella giurisdizione ebolitana (ce ne sono stati solo 6, un numero certamente basso se paragonato ad altre realtà campane o nazionali).

 

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