

I locali da ballo pronti a chiedere i danni allo Stato per la chiusura imposta dal Governo fino a settembre. Il sindacato degli imprenditori del mondo del divertimento, Silb - che fa capo alla Fipe, la federazione dei pubblici esercizi in ambito Confcommercio -, è sul piede di guerra dopo che è saltato l’incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Due i piani di azione: il primo prevede il ricorso al Tar del Lazio contro la chiusura delle discoteche e di altri locali da ballo; il secondo la class action, basata sul recupero degli incassi perduti, in base anche ai bilanci delle aziende, e dei rimborsi su affitti e garanzie economiche a tutela dei lavoratori.
“Non è colpa nostra”. Il vocalist salernitano-venezuelano Franklin Mora contesta il provvedimento di chiusura delle discoteche. “Dietro al mondo della notte ci campano famiglie e non solo, il nostro è un lavoro come quello di tutti”, prosegue. “Non è colpa delle discoteche – incalza – è troppo facile dare la colpa a noi. I numeri dei contagi ci danno ragione. Il 70/80 per cento dei contagiati viene da fuori, non dalle discoteche”. “Nessuno considera, inoltre – prosegue – che le discoteche e le sale di ballo sono delle vere e proprie aziende. E dietro ogni azienda ci sono famiglie, numeri, gente che sfama i propri figli. Invece assistiamo che lo Stato apre e chiede a proprio piacimento senza pensare alle conseguenze, controversie e incoerenze che comporta. Senza aiuti, sussidi e prospettive per il futuro”.
FONTE: La Città/L'Ora di Cronache
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