

C’è anche l’associazione commercianti per Salerno, tra i firmatari della lettera aperta inviata al viceministro Laura Castelli. Tra i firmatari (circa 50mila ristoratori italiani) anche Gianfranco Vissani. “Se si sbagliano i tempi ed i modi si fa danno. Questi scivoloni televisivi mettono alla gogna mediatica un intero comparto. Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. Tutti questi appellativi non appartengono alla nostra categoria che rappresenta un’ importante colonna economica italiana ( 13% del Pil)”. “Non abbiamo bisogno – aggiungono – di aiuti per cambiare modo di fare le nostre attività: non si risolve il problema della crisi da lock down per la pandemia invitando aziende non convertibili a convertirsi in altro. In questo momento , abbiamo bisogno che turismo e mobilità torni a vivere nelle nostre vie. Abbiamo chiesto aiuti concreti e sufficienti a salvaguardare le nostre attività, disposti a farci carico di ulteriori indebitamenti non voluti e non previsti che toglieranno altri anni nostra volontà di crescita, sviluppo ed innovazione”. Dopo il lock down, secondo gli imprenditori della ristorazione, non aiutano gli incentivi al lavoro agile. “Ci volete vedere mangiare tutti davanti al Pc in smart working? Senza lavoratori, senza studenti, senza turisti migliaia di alberghi, musei e pubblici esercizi a breve abbasseranno le proprie serrande per non rialzarle più. Abbiamo bisogno – è l’appello – che portiate a termine le vostre promesse poi parleremo se vorrete della Ristorazione 4.0.”. “I ristoratori non hanno mai chiesto clienti al governo, hanno chiesto sostenibilità per le riaperture”.
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