

PADULA
È stata effettuata l’autopsia sulla salma di Antonio Marotta, il pensionato 63nne originario di Padula deceduto dieci giorni fa durante un controllo della Polizia Stradale. Gli agenti lo aveva fermato mentre era alla guida su una strada di Fidenza in provincia di Parma. La Procura della Repubblica di Parma che ha iscritto nel registro degli indagati, ipotizzando il reato di omicidio colposo, i due poliziotti che hanno fermato l’uomo. Il cuore del pensionato è stato inviato in un centro specializzato nell’anatomia patologica cardiaca a Padova, per essere analizzato. I consulenti hanno 60 giorni per rispondere ai quesiti della Procura di Parma. I tre figli Rocco, Preziosa e Fedele non credono alla versione del malore perché non si spiegano come mai il padre, dopo il decesso, aveva un polso insanguinato ed un livido all’altezza di un fianco. Dubbi che questi che potranno essere sciolti solo dal referto dell’autopsia. Le esequie si svolgeranno oggi pomeriggio alle 16:30 a Fidenza e al termine del rito funebre la salma sarà tumulata nel cimitero cittadino.
CASTELLABATE
Una persona ha perso la vita a seguito dell’incidente avvenuto nel primo pomeriggio di oggi a Santa Maria di Castellabate, lungo la via del Mare, nei pressi dello stadio Carrano. Si tratta di un uomo originario dell’est Europa, 48 anni, G.V., che era ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania insieme ad un’altra persona. Entrambi viaggiavano a bordo di una Jeep che procedeva in direzione San Marco di Castellabate. Stando alle prime ricostruzioni un’automobilista a bordo di una Opel stava svoltando. La Jeep che sopraggiungeva probabilmente a velocità elevata, forse per schivarla, è finita violentemente contro un albero di carrubo. La parte anteriore del veicolo si è accartocciata su sé stessa. Necessario l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Vallo della Lucania per estrarre le due persone a bordo (di nazionalità straniera) dalle lamiere. Sul posto sono intervenute anche due ambulanze del 118. Chiusi due lidi per mancato rispetto delle metrature imposte dalle concessioni demaniali.
TRA ROMA E...SARNO
I carabinieri della Compagnia Roma San Pietro, nella Capitale e a Sarno , hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa su richiesta della Procura dal gip, nei confronti di 4 persone di nazionalita' italiana, tutte sottoposte agli arresti domiciliari, ritenute a vario titolo e in concorso tra loro, responsabili di truffa ed estorsione. Le indagini costituiscono il frutto degli approfondimenti eseguiti all'indomani di una denuncia sporta da un 84enne, inizialmente vittima della cosiddetta 'truffa dello specchietto' e successivamente soggetto a estorsione. In particolare, grazie agli elementi informativi forniti dalle vittime e alle comparazioni fotografiche eseguite, e' stato possibile identificare un gruppo di malviventi stanziati su Roma e operanti in varie aree della Capitale, il cui fine specifico era quello "di agganciare e colpire i soggetti prescelti, principalmente anziani, i quali venivano coinvolti in finti incidenti stradali e successivamente indotti, con artifici, raggiri e talvolta con minacce, a corrispondere somme di denaro per dirimere bonariamente la controversia", scrivono i carabinieri. Il modus operandi degli indagati si concretizzava nel far notare il danno arrecato alla propria auto da quella della vittima, nella maggior parte dei casi lo specchietto, trattandosi della parte piu' sporgente. Nello specifico, da un'auto ferma o che marciava piu' lentamente, veniva lanciato qualcosa che arrivava sulla fiancata dell'auto del malcapitato di turno, provocando un rumore piu' o meno percettibile. Successivamente, l'auto dei truffatori si accostava e chiedeva alla vittima di constatare il danno arrecato. Il passo successivo consisteva nel richiedere al malcapitato un risarcimento in denaro per evitare trafile burocratiche e la compilazione del modulo per la 'constatazione amichevole d'incidente'. I truffatori - in alcune circostanze in modo minaccioso prospettando ritorsioni, vantando la conoscenza o il rapporto di parentela con membri di noti clan malavitosi - chiedevano una somma per il ristoro dei danni prospettati, anche di tipo fisico come la falsa rappresentazione di uno stato di gravidanza della donna coinvolta e il conseguente danneggiamento del feto. In alcuni casi le vittime, a distanza di tempo, in virtu' della condizione di soggezione psicologica in cui erano venute a trovarsi anche a causa dell'avanzata eta' o del precario stato di salute, continuavano a subire pressioni e minacce volte ad ottenere ulteriore denaro per risolvere la vicenda. In un caso, ricordano gli inquirenti, a un avvocato e' stato estorto denaro contante pari a 50.000 euro per il risarcimento dei danni immaginari a un orologio, a una fede nuziale e a una mano nel corso di un incidente stradale simulato dagli indagati. Complessivamente, nel corso dell'attivita', avviata nel settembre 2017 e conclusa nel luglio 2018, e' stato possibile ricostruire complessivamente 22 episodi, ai danni di 10 vittime e arrestare in flagranza di reato 7 persone. Il giro d'affari e' stimato attorno ai 30 mila euro al mese.
SARNO: ESENZIONE TARI E COSAP PER ESERCIZI COMMERCIALI CHIUSI DAL COVID
Esenzione Tari e Cosap per gli esercizi commerciali chiusi dal Covid. L’assessore Ferrentino “Siamo l’unico comune ad averlo fatto”. Varata la manovra tributaria dalla giunta municipale del sindaco Giuseppe Canfora che, a Palazzo San Francesco, ha approvato gli atti deliberativi per le “Misure volte a sostenere le attività economiche danneggiate dallo stato emergenziali”. L'ammontare dell'agevolazioni per quanto riguarda la Tari è di circa 180 mila euro, mentre per la Cosap è di 100 mila euro. A spiegare la manovra tributaria, nel dettaglio, è stato l’assessore di riferimento Gaetano Ferrentino “La Giunta ha approvato le tariffe Tari per il 2020. Sono state confermate le tariffe del 2019, tra le più premiali di sempre, col principio di copertura totale dei costi. Abbiamo inteso dare una mano alle attività commerciali, provate dalle chiusure per il covid ed abbiamo reperito fondi di bilancio per sgravare un costo strutturale, manifestando solidarietà della comunità nei loro confronti”. L’assessore continua “Le esenzioni sono generalizzate e verranno applicate automaticamente dagli uffici. Spero che questo sforzo venga apprezzato perché siamo, fin qui, l'unico comune che ha varato una manovra di questo tipo. Le condizioni di bilancio ce lo consentono”. Nelle specifico le esenzioni, che vanno dai tre ai sei mesi, riguardano vari tipi di attività commerciale: Impianti o centri sportivi, tappezzerie, lavanderie, sale giochi, scuole di formazione, scuole di danza, fotografi, barbieri o parrucchieri, ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie, negozi di abbigliamento, profumerie, sartorie e negozi di elettrodomestici e altre attività commerciali di vario genere. Infine, per quanto riguarda la Cosap, la Giunta ha approvato la proposta deliberativa, da presentare al Consiglio comunale, di esentare dal pagamento del gli assegnatari di posteggio presso la fiera settimanale ed i mercatini rionali; le occupazioni con Dehors, nonché con tavoli e sedie fatte da esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e le occupazioni di suolo pubblico fatto con chioschi.
FUORNI: CAOS CARCERI
"Un problema affannoso ed un fenomeno dilagante": così segretari dell' Osapp Vincenzo Palmieri e Luigi Castaldo Luigi definiscono l'illecita introduzione di telefoni cellulari nelle carceri. Nella giornata di sabato, infatti, presso la casa circondariale di Salerno, sono stati trovati addirittura 23 cellulari insieme con coltelli rudimentali ma lo stesso efficaci nell'ambito di piano disposto dall'Amministrazione Penitanziaria della Campania finalizzato a ispezionare tutti gli istituti della regione. I due segretari lamentano da tempo "la mancanza di una norma penale applicabile che funga da deterrente e la mancanza di appropriata strumentazione per schermare gli istituti penitenziari campani", richieste formalizzate da tempo dall'Osapp e da tutti i sindacati della Polizia Penitenziaria. Per il segretario generale Osapp Leo Beneduci "il Governo deve intervenire tempestivamente con misure idonee a contrastare questo fenomeno che e' per la criminalita' fonte di business mantenendo quel contatto con l'esterno spesso per la commissione di atti illeciti. Il tutto aggrava la gia' difficoltosa condizione operativa del Corpo di Polizia Penitenziaria distogliendo il poco personale da quello che è il proprio mandato istituzionale e mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti". L'Osapp, infine, "si congratula con tutto il personale di Polizia Penitenziaria che ogni giorno assolve al proprio Giuramento con alto senso del dovere, con spirito di abnegazione e alta professionalita'", malgrado "le croniche e persistenti difficolta' operative dovute da tanti fattori da tempo segnalati ad una classe Politica distratta e poco risolutiva.
PONTECAGNANO
Incidente poco prima dell’uscita sull’autostrada poco prima di Pontecagnano, corsia Sud verso Pontecagnano. La tangenziale è stata chiusa e c’è attualmente l’obbligo di uscita Aversana.
SAN VALENTINO TORIO
“Bentornata a casa Samy, è andato tutto bene”. E’ stata accolta con striscioni ed applausi Samantha Squitieri la giovane infermiera rientrata a casa a San Valentino Torio dopo essere stata per sei mesi in prima linea nel reparto malattie infettive del Policlinico di Modena durante l’emergenza CoronavirusUn momento di gioia e di festa per la comunità, un modo per dire grazie a quanti in questi mesi hanno combattuto negli ospedali per salvare vite. Anche il sindaco di San Valentino Torio, Michele Strianese, ha voluto dedicare un messaggio alla giovane: “Intendo omaggiare il ritorno a casa della nostra cara concittadina Samantha Squitieri che da 6 mesi ha lavorato notte e giorno come infermiera nel reparto malattie infettive del Policlinico di Modena, in prima fila contro il coronavirus. Finalmente è riuscita a tornare a casa, anche se solo per due giorni, perché martedì ritornera’ al lavoro. Anche lei nel suo piccolo, ha portato lustro al nostro paese.Ovviamente il mio plauso va sempre a tutti gli operatori sanitari, ai tanti giovani concittadini che, in questi difficili mesi, da medici o infermieri, hanno dato l’ anima nei vari ospedali italiani per salvare vite umane e combattere la diffusione del Covid 19”.
IL DJ ANTI DROGA ED ALEX ZANARDI
“Se non era una gara sportiva mi dispiace dirlo ma… S’è l’è cercata”. E’ quanto ha scritto su Twitter il Dj salernitano Aniceto commentando l’incidente di Alex Zanardi, pilota automobilistico, paraciclista e conduttore televisivo italiano, nei giorni scorsi vittima di un grave incidente stradale la cui vita è appesa ad un filo. Il tweet di Dj Aniceto ha suscitato l’indignazione del web e l’artista salernitano ha provato a rivediare con delle scuse ufficiali. “Ho capito che ho fatto una grande stronz*** a scrivere quel tweet, chiedo davvero scusa a tutti. Sono veramente dispiaciuto, me ne sono subito pentito, ho cercato di cancellarlo, ma è stato inutile, purtroppo ho visto che molti lo avevano già fotografato”, ha detto il Dj salernitano dopo la valanga di insulti ricevuti in poche ore. “Io sono una persona che lancia spesso provocazioni, perché è un modo per attirare l’attenzione su alcuni concetti e siccome lì per lì mi sono arrabbiato, pensando che si trattasse di una gara amatoriale, ho pensato a quest’uomo che va sempre oltre ogni limite e mi sono chiesto il perché. Ma siccome sono un cretino, uno che fa le cose d’impeto, ho scritto questa stron****, una cosa davvero brutta”, ha continuato. Aniceto, impegnato da sempre nel sociale tanto da essere da molti definito come il Dj anti-droga, ci tiene ad aggiungere: “Sono un grandissimo ammiratore di Alex, ho un grande dolore, non vedo l’ora di sapere che si salverà. Mi sono reso conto di avere scritto una cosa brutta, devo imparare a scrivere le cose prima sul computer e poi sui social”. E conclude: “Alex non se lo merita. E’ un genio, aiuta i disabili. Dovevo rispettare il suo desidero di essere uno sportivo fino in fondo, sono mortificato. Non mi dovevo permettere”.
CETARA: IL MISTERO DELLE FEDI
Un atto di sciacallaggio e un mistero vero e proprio da risolvere che si va ad aggiungere alle già tante denunce che in questo ultimo periodo hanno visto coinvolti molti parenti di pazienti in fin di vita o deceduti presso l’Umberto I di Nocera Inferiore. Questa volta, però, l’episodio si è registrato all’ospedale di Cava de’ Tirreni o durante il tragitto per arrivare al nosocomio metelliano. Due fedi nuziali sono scomparse dal dito della vittima e non sono state più ritrovate. Interrogativi e dubbi che sono bastati a M. e M. P. per iniziare a chiedere spiegazioni in merito alla vicenda e cercare di far luce su quanto accaduto, soprattutto dopo aver saputo delle denunce dei casi precedenti che riguardavano, appunto, l’ospedale di Nocera. Le ragazze, di Cetara, figlie della donna derubata ad oggi non si danno pace, principalmente dopo aver sporto denuncia ai Carabinieri di Vietri sul Mare e perso l’ultimo oggetto fisico che le legava ai genitori. Tutto ha inizio, comunque, lo scorso lunedì, quando la madre delle ragazze si è sentita male. La figlia maggiore che era in casa con lei, immediatamente ha allertato il 118. Giunta a Cetara per i primi soccorsi, i medici hanno constatato che la situazione era più grave del previsto, anche perché la donna già soffriva di edema polmonare e continuava a chiedere aiuto. Inutile, tuttavia, la corsa in ospedale, in quanto la donna è stata colpita da un attacco cardiaco durante il tragitto. Una volta arrivata in ospedale anche la figlia, e avvisata del decesso della madre, è stata lasciata con il genitore per un ultimo saluto. La donna, già vedova da qualche anno, aveva all’anulare sinistro la propria fede nuziale fusa con quella del marito deceduto. Al polso, invece, un bracciale di metallo, di poco valore ma di grande valenza affettiva e che apparteneva sempre al compagno di una vita. Insospettitasi, la figlia ha deciso di chiedere informazioni, consapevole anche che gli anelli sarebbero potuti essere stati sfilati per prestare soccorso al genitore che versava in gravi condizioni, ma la cosa strana restava che il bracciale di metallo al polso c’era ancora. Anzi, era stato proprio il medico di turno a consigliarle di prenderlo. E così è stato. Sconvolta per la perdita, tuttavia, la ragazza non ha voluto continuare a infierire, ma piuttosto è tornata a casa per rivoltarla e cercare l’anello. «Ho pensato, perché voglio vedere sempre il buono nelle persone, che magari mamma se lo fosse sfilato come faceva quando le si gonfiavano le mani. Allora ho guardato immediatamente nei due posti dove lo riponeva sempre. Non ho trovato nulla e ho cercato per tutta la casa, ma senza alcun risultato». Le figlie della donna hanno organizzato i funerali e continuato a chiamare in ospedale per avere notizie delle fedi. Nessuna risposta fino a venerdì mattina quando, stanche e consigliate anche da amici, hanno deciso di agire per vie legali. Il pomeriggio di venerdì, infatti, si sono recate presso il Comando dei Carabinieri di Vietri e hanno sporto denuncia contro ignoti. Ora sarà al PM di turno, una volta avuta la pratica, procedere. (Cinzia Forcellino)
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