

"Bilancio della situazione del Coronavirus oggi: come difendersi?”. Si è svolto ieri l'incontro, presso il Circolo Canottieri Irno, con il prof. Giulio Tarro in occasione della chiusura dell'Anno Accademico dei Martedì Letterari. Il prof. Tarro, virilogo illustre, storico socio e membro del Comitato scientifico, ha prodotto una relazione interessante e molto seguita. Dopo i saluti istituzionali del Dott. Giovani Ricco (Presidente del Circolo Canottieri Irno), del Dott Giovanni D'Angelo (Presidente Ordine dei Medici e degli Odontoiatri), della prof.ssa Giovanna Scarsi (Presidente Martedì Letterari), ha introdotto i lavori il Dott. Antonio Guerritore, Primario Neuropsichiatra e già Senatore. A seguire, il prof. Tarro ha risposto alle domande di medici, studenti, soci e professori.
Al momnto del dibattito, molto interesse ha susciatato l'intervento di Mario Ascolese, medico Chiururgo e Presidente regionale dell'Associazione Medici Cattolici (Associazione che conta oltre quattrocentosettanta soci a livello campano) "La schiettezza del prof. Tarro l'ha avuta da sempre. Ha navigato tre generazioni di virologi. Al prof. Tarro dobbiamo essere grati per aver ci donato una sintesi oggettiva di quello che ci sta circondando. Siamo stari travolti come medici e come uomini dalla pscicosi della brevità della diagnosi, cura e morte. Quando avevo l'occasione di essere interpellato per alcuni chiarimenti, rispondevo sempre che si stava sviluppando una psicosi più per la sintomatologia scenografica del Covid. Il Covid è Una malattia multisistemica della quale il sintomo più eclatante è quello respiratorio, ma quello più letale,oltre alla broncopolmonite interstiziale, è proprio la microtrombosi che coinvolge l'apparato cardiocircolatorio ed anche formazioni cerebrali sopratutto il bulbo come si estrinsevava da molti pazienti che hanno messo in evidenza sopratutto l'anosmia. Al prof. Tarro siamo grati per la lucidità che ci dona. Al prof. Tarro tocca essere chiamato veggente. Tutto ciò che lui aveva predetto in amabito professionale, inevitabilmente si è avverato" .Sin da subito-continua il Presidente Ascolese - ho invogliato tutti i colleghi d'Italia, soprattutto quelli che avevano superato la malattia, a donare immediatamente il plasma iperimmune, sufficiente a salvare la vita sopratutto nei casi più disperati, come in effetti è accaduto anhe da Boccelli che ha donato il sangue dopo aver superato la malattia in maniera quasi asintomatica. Ho detto ciò all'inzio della Pandemia, intorno al 20 marzo.
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