

di Erika Noschese - Cronache
Ridare dignità al campetto di calcio adiacente l’ospedale Da Procida. E’ la mission di Salvatore Ciancia, giovane di via Salvatore Calenda che ha avviato una raccolta fondi per riportare agli antichi splendori il campetto, simbolo della gioventù, di pomeriggi spensierati con amici ma soprattutto uno dei pochi luoghi di aggregazione per i giovani del rione. A rilanciare l’iniziativa Rosario Peduto, attivista molto conosciuto in zona che ha lanciato un appello per «ridar vita ad un pezzo di storia». L’iniziativa è stata lanciata, di fatti, da un gruppo di giovani del quartiere che hanno trascorso la loro vita in via Salvatore Calenda. «Ebbene, da qualche giorno questi giovani si stanno attivando per ridare “vita” ad un pezzo della storia - e dei ricordi piu' belli - di intere e diverse generazioni di ragazzi delle nostre strade: il campetto di calcio adiacente l'ospedale “Da Procida” - ha spiegato Peduto - Dagli anni '70 fino ai primi anni del 2000, in quel campetto abbiam fatto tornei del santo patrono del quartiere, partite estive, quadrangolari autunnali, minitornei di fine anno. Centinaia di ragazzi che - ogni giorno - si aggregavano e si divertivano semplicemente dando calci ad un pallone». A causa del “ridimensionamento” dell' ospedale Da Procida, attualmente centro Covid, e «dello scarso interesse alla manutenzione dei “nuovi” giovani del posto - il campetto è stato praticamente cancellato da una vegetazione che lo ha fatto ridiventare ciò che era prima che un gruppo di lavoratori del plesso ospedaliero lo rendesse praticabile, ovvero una fitta boscaglia». Da qui nasce la necessità per Salvatore Ciancia e il suo gruppo di sondare la disponibilità di un’azienda che già sta operando nel cantiere del “Da Procida” per fare, con ruspe e strumenti adeguati, livellamento del manto e liberazione dalla sterpaglia, riportando così alla luce quel vecchio campo ormai abbandonato. «Ovviamente, ha un costo ed i ragazzi si sono attivati per fare una raccolta fondi che sarà assolutamente trasparente e continuamente (e pubblicamente) aggiornata presso il bar Vida, sempre nel quartiere», ha poi spiegato Peduto. La raccolta fondi ha già riscosso un discreto numero di partecipanti per riportare alla luce uno dei luoghi simboli di via Calenda e dare alle nuove generazioni la possibilità di tornare a dare calci al pallone su un manto erboso, proprio come accadeva in passato.
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