

Alta velocità e polemiche. 45 associazioni tra enti, accademie, consorzi, pro loco, onlus, associazioni hanno indirizzato una missiva ai vertici del Ministero dei Trasporti ed a Trenitalia. Oggetto della lettera è l’eccessivo inserimento di fermate sui treni Alta Velocità nel territorio del Cilento ed in quello lucano. Queste “non solo diminuiscono l’appetibilità dei collegamenti, visto che si aumentano i tempi di percorrenza e lo stress dovuto alle fermate, ma riducono notevolmente i posti a disposizione dell’ utenza Calabrese già fortemente penalizzata di suo”, fanno sapere i promotori dell’iniziativa. Nello specifico i firmatari della lettera evidenziano come siano state previste nella seconda coppia di Frecciarossa Torino – Reggio Calabria ben tre fermate nella zona del Cilento, di cui due molto vicine tra di loro (Vallo della Lucania e Agropoli Castellabate, a poco più di dieci minuti di distanza). A queste si sono aggiunte lo scorso sabato anche quelle di Pisciotta – Palinuro e di Capaccio – Roccadaspide per il Frecciargento. E non solo: sono state richieste anche le fermate alta velocità a Battipaglia, Paestum e CentolaPalinuro-Marina di Camerota. La situazione per le associazioni calabresi è ancora più grave alla luce della scelta di assegnare per il periodo estivo una fermata del Frecciargento (classificato come Frecciarossa) SibariBolzano e viceversa presso la stazione di Maratea.
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