

Resilienza e capacità di reinventarsi, ancora una volta. E' questa la mission di FishArt, la creatura culinaria del giovane salernitano Ciro Autuori: "Riavvolgendo il nastro dopo 8 anni di esperienza professionale all'estero (Ibiza, ndr) con mio cugino decisi di aprire un'attività a via Canali nel cuore della città nel 2016 - spiega - Il centro storico è ricco di fascino e cultura ma tenuto male e non è valorizzato, è poco europeo e non si può curare un'attività nei minimi particolari. Rimasto solo a ridosso di Natale ho deciso di andare avanti e spostarmi all'Arbostella, dove grazie alla disponibilità di parcheggi e a continui flussi di persone (complice anche la presenza del Caffè Verdi) è più possibile lavorare come lo immagino io".
Per uno come lui abituato alle sfide e alle lotte, il Coronavirus ha rappresentato un difficile ostacolo: "I costi sono insostenibili - prosegue - non abbiamo avuto un minimo sostegno e chi è riuscito ad aprire ce l'ha fatta per il rotto della cuffia. Ci aspettiamo almeno l'istituzione di un fondo perduto per recuperare un minimo. Dal canto nostro abbiamo provato a reinventarci in parte, favorendo un prodotto d'asporto e non comune a tutti ma alla portata di tutti, dal ragazzino con la fidanzata al professionista da crudo e champagne".
La ricetta vincente per uscire dalla crisi?: "Non mollare mai, restare sempre sul pezzo e guardare con realismo ma anche ottimismo al futuro".
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