

Alberghi aperti? Si, no, forse. La confusione regna sovrana fra gli albergatori ma non per proprie colpe. Quanto per direttive precise e certe che ancora mancano. «Ci sono state già alcune aperture nella provincia di Salerno fra i nostri associati. - afferma Giuseppe Gagliano, presidente di Federalberghi Salerno – Non moltissime, ma tutto dipende dalle restrizioni che ne potrebbero derivare da domani, con l’avvio della mobilità fra regioni. Certamente, potrebbero influire i protocolli sanitari che potrebbero adottare i governatori delle varie regioni». Quasi un’apertura condizionata, a conferma che nel settore turistico sembra essere tutto in alto mare per quanto riguarda la ripartenza. «Posso solo affermare che, alla dichiarazione d’intenti dei nostri associati di una decina di giorni fa, soltanto il 25% ha dichiarato di aprire entro domani. – riprende il presidente Gagliano – Tenga presente che parliamo di strutture recettive medio grandi che viaggiano a una capienza a pieno regime di 70/80 posti. Strutture che, una volta avviate, hanno dei costi di gestione non di poco conto. Ci sarà da tenere presente, infatti, i dipendenti ma anche le forniture periodiche che una struttura ricettive deve sostenere. Insomma, non è che si possa partire con una semplice apertura di porta». Tutto, o quasi, dipende dalla mobilità fra regioni con i dubbi, del governo centrale, che non gioca a favore degli albergatori. «Direi che tutta questa incertezza è per noi deleteria. – riprende Gagliano – Non è che riapriamo oggi e abbiamo il cliente fuori dall’uscio che è già pronto a pernottare nella struttura alberghiera. Si tratta anche di programmazione, partendo adesso qualcosa di definitivo potremmo avere nell’arco di un mese. Insomma, se non ci fossero impedimenti o restrizioni particolari qualcosa potremo quantificare solo dal prossimo mese di luglio. Certo, allo stato attuale ci sono richieste d’informazioni, si badi bene, che non vuol dire necessariamente che si concretizzeranno nell’arco di qualche giorno». Anche parlare di danni al settore sarebbe azzardato in questa fase, come ha modo di spiegare il presidente Giuseppe Gagliano. «Diciamo che adesso si è ancora presi dalla frenesia del post lockdown. – spiega il presidente di Federalberghi – Che per certi versi fa dimenticare di una liquidità per forza di cose che si è molto ridotta. Le ricadute, ritengo, che si possano valutare nell’arco di un mese, quando si andrà a constare la realtà con un potere di acquisto che sarà notevolmente ridotto. In quel caso, finalmente, credo che potremmo tirare le somme sui danni ricevuti da settore in questione».
Ci potrebbe essere una riduzione del personale impegnato nelle strutture recettive della provincia di Salerno. Gli effetti dell’emergenza coronavirus si farà sentire con i “tagli” che sarebbero dettati dal necessario distanziometro sociale che, gioco forza, poterà anche a una costrizione dei posti letti. Circa il 65% delle strutture alberghiere ed extra alberghiere rappresentate da FederAlberghi Salerno, dunque, hanno dichiarato che procederanno a una diminuzione del proprio personale dipendente e delle camere poste in vendita. Val la pena ricordare che sono 150 circa le strutture associate, con il 24% delle quali che ha affermato di aprire i battenti entro domani. Il tutto risulta da una proiezione di previsione effettuata da FederAlberghi Salerno e dal presidente Giuseppe Gagliano circa una decina di giorni fa e in previsione di quello che potrebbe essere il via libera della mobilità regionale. Il fronte degli indecisi, comunque, è ancora ampio, con circa il 48% delle strutture che non aveva ancora ben chiaro quando e come riaprire. Il 16%, invece, ha dichiarato di riaprire le attività dal prossimo 15 giugno mentre l’8% entro il 1° Luglio. Resta soltanto il 4% entro la metà del prossimo mese di luglio. L’indecisione, comunque, resta alta, perché la programmazione della stagione in corso è quasi completamente saltata, con l’apertura di strutture anche a mezzo servizio che potrebbero non coprire completamente i costi di gestione. Ma va anche affermato che ci si attende anche quali potrebbero le restrizioni a livello della mobilità dettata dai governatori. Solo quella della Calabria, allo stato attuale, non ha posto alcuna restrizione per quella che è ritenuta una libera circolazione, senza tamponi o quarantena, del flusso turistico.
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