

“Non bastano il dolore e il terrore che ti spiazzano e ti distruggono la vita quando ti nasce un figlio e dovresti essere la persona piu?felice del mondo e invece ti cominciano a parlare di trapianto di fegato. Trapianto di che? Su un esserino cosi? minuscolo?”. Inizia così la lettera di Simona Turchino, la mamma del piccolo Francesco Pio, il bimbo di 4 anni che, dopo settimane, ha vinto la sua lotta contro l’Inps per avere pensione di invalidità e di accompagnamento. “Non basta girare l'Italia per andare nel posto giusto dove possono curarlo, spesso a chilometri e chilometri da casa perche?questo figlio malato, affetto da una malattia pure rara - scrive ancora la donna - E lo fai, per un figlio lo fai, lasci tutto, spesso anche il lavoro e se ti va bene e non vieni licenziato/a resti comunque un vuoto a perdere perche?tu hai un problema e non sei piu? produttivo come prima. Nel posto dove vai devi trovare una casa che deve essere vicina all'ospedale e adatta all'assistenza di un bambino gravemente malato, se i soldi li hai e se non li hai? Devi capire se la Regione dove vivi ti rimborsa qualcosa, spesso niente e se lo fa con calma, perche? giustamente ci sono verifiche da fare”. La donna racconta poi il calvario vissuto, per ottenere la domanda di invalidita? e per avere almeno un po'di ristoro, qualche permesso, una piccola indennita? per tirare avanti. “Giusto per non dover chiedere l'elemosina. E ti chiamano a visita e tu vai con il tuo piccolo in carrozzina e ti guardi intorno e ci sono tanti anziani e ti senti morire dentro e sei piu? vecchio di dieci anni in cinque minuti - racconta ancora mamma Simona - Che poi che cosa mai dovranno vedere? Non basta la relazione dettagliata dell'ospedale? Chi mai chiederebbe l'invalidita?per un neonato se non vi fosse costretto dalla sventura? Va beh.. Andiamo avanti”. La donna lancia poi un appello a non mollare mai, ad andare sempre avanti perchè, almeno nel suo caso, fortunatamente, l’Inps ha fatto un passo indietro. “Sei contento? No non sono contento e siccome ho gia? affrontato la morte, mi rivolgo anche al Padreterno in persona, se necessario per ottenere giustizia. Per ora, giustizia è fatta”, scrive ancora Simona.
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