

S'inizia a rivedere, molto gradualmente e lentamente, un pizzico di ritorno alla normalità in ambito pallanuotistico tra ripresa a tappe degli allenamenti e voci ed ufficialità di mercato. In chiave femminile, soprattutto per le compagini reduci dal mini campionato di A2, l'attività agonistica è ancora più lontana ma la voglia di rituffarsi in vasca e dimenticare la pandemia c'è tutta. Ospite dell'undicesima puntata del nostro Speciale Pallanuoto è Miriam D'Antonio, numero uno dell'Acquachiara.
Dal passato al presente con lo sguardo proiettato al futuro, l'estremo difensore ripercorre ai nostri microfoni le tappe salienti della sua vita sportiva: "Ho iniziato a fare Pallanuoto più per ripicca che per piacere - racconta - I miei genitori hanno sempre provato a farmi entrare in acqua proprio come avevano fatto con i miei fratelli Andrea e Dario, anche loro pallanuotisti, ma non volevo e non mi piaceva. Mi portavano ad ogni partita, ero la prima a sostenerli e tifarli, però mi annoiavo a stare sempre nelle piscine. Poi una domenica (avevo circa sei anni), durante un match decisi di voler fare anche io la pallanuotista ma a condizione che poi loro sarebbero dovuti venuti a vedere tutte le mie partite. È stata la decisione migliore che potessi prendere poiché da quel giorno non sono più uscita dall'acqua".
Sul breve campionato disputato e le difficoltà incontrate: "È stata un'annata veramente particolare per noi, iniziata già ad ottobre con la chiusura della piscina Massimo Galante, dove ci allenavamo tutti i giorni. Per fortuna la nostra società Acquachiara ha subito trovato delle soluzioni per farci riprendere tempestivamente gli allenamenti. Con l'anno nuovo, invece, ci siamo ritrovati in questa situazione insolita dovuta al Coronavirus che ha decretato la fine delle ostilità. È stata la decisione più giusta da prendere anche se per ogni atleta è stata difficile da accettare. Per noi pallanuotiste la mancanza degli allenamenti si è fatta sentire molto. Ognuna di noi si è impegnata a tenersi in esercizio facendo palestra in casa ma non è di certo un valido sostituto al nuoto o agli esercizi in acqua. Finalmente, in questi giorni, alcuni impianti sportivi stanno riaprendo così da poter riprendere gli allenamenti e tornare ad una semi normalità".
Un torneo che stava dando comunque credito alla voglia di ribaltare le aspettative generali di inizio stagione: "La squadra quest'anno è formata da una rosa molto giovane e sulla carta nessuno avrebbe scommesso su di noi, neanche per una vittoria. Invece, per quelle poche partire giocate, abbiamo mandato un segnale forte al resto del girone dimostrando che possiamo molto anche in assenza di alcuni elementi. Infatti abbiamo portato a casa due vittorie, due pareggi e una partita non giocata. Da capitano non posso che essere fiera e soddisfatta delle mie compagne e del team in assoluto". E che in molti tra atleti e tecnici hanno provato fino alla fine a far ripartire in estate: "Anche se non mi ha fatto per niente piacere interrompere in questo modo il campionato, ero comunque favorevole a non continuare d'estate all'aperto, in primis perché non siamo ancora usciti da questa pandemia e perché, per quanto mi riguarda, l'estate rappresenta l'unico periodo dell'anno in cui oltre alla Pallanuoto e al lavoro, posso dedicarmi ad altri hobby e passioni a cui mi dispiacerebbe rinunciare. E poi, diciamoci la verità, a chi non piace rilassarsi al mare e al sole dopo un anno di impegni e sacrifici", il D'Antonio pensiero.
Una situazione, quella della Pallanuoto napoletana, lontana dagli anni d'oro del recente passato: "Posso immaginare che la crisi dei circoli è dovuta al fatto che essendo comunque privati, i costi erano alti e le entrate mancate in questi mesi si sono fatte sentire anche se la situazione non era delle migliori già da prima della pandemia - prosegue Miriam - Inoltre lo scarso rientro economico del settore non va a coprire i costi di gestione. Naturalmente sono delle ipotesi non essendo argomenti di mia competenza diretta".
Tra passato e futuro: "Sono legata a troppi ricordi, ognuno di loro mi ha fatto ridere, piangere e soprattutto crescere sia come persona che come atleta. Per questo motivo provo a non avere rimpianti, a non rimuginare sopra alle cose passate, mi sono solo di insegnamento. Se dovessi scegliere dei ricordi importanti e che sono ancora vividi nella mia mente, sicuro vi è il 2013 anno in cui diventammo campionesse d'Italia U15. Mentre il 2015 è stato un anno ricco sia a livello personale che di squadra, infatti quell'anno conquistammo la promozione in A1 e a livello individuale, nella categoria U17, vinsi il premio di miglior portiere. Non so ancora cosa mi riservi il futuro, non ho preso ancora delle decisioni importanti, mi sto dando del tempo per capire cosa voglio veramente - conclude - L'unica cosa certa è che nel mio futuro di sicuro ci sarà ancora la Pallanuoto".
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.