

Turismo al palo, irrimediabilmente. Mentre tutti gli altri settori stanno avviando la ripartenza, ciò che non è ancora stato deciso è il Turismo, uno dei principali capisaldi del pil nazionale. Un ritardo inspiegabile, proprio quando qualche richiesta di prenotazione sembra arrivare, soprattutto per le strutture recettive della Costiera Amalfitana, da sempre metà preferita di turisti d’oltre confine. «Chi dovrebbe dare delle risposte, delle direttive, non le da. – afferma Salvatore Gagliano operatore turistico della Costiera Amalfitana già consigliere regionale e comunale di Salerno - Non danno risposte esaurienti, forse perché non hanno idee chiare in merito. Forse perché il turismo è una scienza difficile e probabilmente non molto conosciuta sia a livello regionale sia a livello nazionale. Perché non pensano mai di sedere ai tavoli degli esperti del settore ma pretendono di risolvere il problema inventandosi delle cose che sono perseguibili nella realtà. Gli ospiti non attendono sull’uscio degli alberghi, per cui va fatta una seria programmazione per pubblicizzare le aperture delle strutture. E naturalmente tutto questo tempo che si sta perdendo potrebbe far decisamente peggiorare la situazione». L’attesa, per le tante strutture alberghiere sembra quasi una condanna.
«Siamo nell’attesa delle determinazioni sia a livello governativo sia regionale. – riprende Gagliano - Quello che più interessa agli operatori turistici è sapere quali siano le nostre responsabilità e da dove partano e dove finiscano. Mi spiego, è impensabile dover pensare che se un cliente o un dipendente dovessero essere riscontrati positivi al coronavirus, che la struttura alberghiera sia costretta a chiudere e a tenere in quarantena tutti coloro i quali sono all’interno della stessa. Perciò se non vi sarà la giusta chiarezza su questo, ritengo che ben pochi apriranno le proprie strutture alberghiere; impensabile che gli albergatori possano fare, in queste condizioni un salto nel vuoto. Ma vogliamo parlare delle cerimonie, con i ricevimenti nuziali che creano economia per la Costiera. In questi anni, l’indotto è cresciuto in maniera esponenziale. E’ un danno ingente sia per operatori turistici ma anche per tassisti e fiorai».
Mancano le direttive, le linee guida. Insomma, un vero e proprio protocollo che possa permettere alle strutture alberghiere di riprendere le proprie attività. «Le risposte mancanti a tutti questi quesiti non mettono nelle condizioni gli operatori turistici della Costiera Amalfitana ma anche in generale, di decidere una data ipotetica di apertura e quindi, di conseguenza, dare delle risposte chiare agli ospiti che continuano a contattarci per sapere quando riapriamo. L’incertezza in cui regniamo ci impedisce di dare delle risposte precise grazie anche all’indecisionismo totale che regna». Poi, l’affondo di chi è consapevole che il Turismo, risorsa principale, in Italia è poco considerato. «Riteniamo che così come hanno fatto per il calcio che rappresenta l’1% del pil nazionale, dove in un certo qual modo si sono attivati, stessa cosa non hanno fatto per il Turismo che, almeno qui in Campania, rappresenta oltre il 20% del pil regionale. – conclude Salvatore Gagliano - E’ questo un fatto inspiegabile e anche inaccettabile. Perché mentre il calcio in questo momento interessa a pochi intimi, se non solo ai presidenti delle squadre e agli stessi giocatori, non ci spieghiamo questo immobilismo per il settore Turismo che è una risorsa nazionale. In questo momento, non si mette nelle condizioni le strutture turistiche di poter ripartire con una stagione che è alle porte, anzi è già partita».
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