

Il fatidico stop è arrivato. Si ferma a metà del guado la Pallanuoto femminile di massima serie ed ora si apre una lunga fase di stasi ed incertezze in vista della ripartenza, con l'incognita piscine a farla da padrona. Ospite della decima puntata del nostro Speciale, la golden girl Adele Esposito. Classe '99, originaria di Melito di Napoli, quest'anno aveva battezzato la Serie A in quel di Verona, in prestito dall'Acquachiara, firmando anche il primo goal dell'ultimo campionato. Ma partiamo dalle origini:
"La mia passione nasce all’età di 4 anni quando andavo con mia madre in piscina per assistere alle prime lezioni di nuoto di mia sorella - racconta ai nostri microfoni - Fu così che misi per la prima volta piede in acqua anch’io per poi non uscirne più. Dai 4 ai 10 anni ho praticato nuoto anche agonistico, ho esordito inizialmente con le gare di nuoto e dal 2010 ho fatto la mia prima prova da pallanuotista fino ad arrivare ad oggi. Quest’anno ho esordito in A1 con la CSS Verona, abbiamo iniziato il campionato molto bene, anche se ci sono state parecchie pause lunghe anche un mese, a causa dei collegiali del Setterosa, e questo ci ha fatto perdere un po’ di continuità che invece per un’atleta è giusto avere. Nonostante ciò la squadra ha affrontato con grinta la prima parte di campionato. Volevamo giocarcela con determinazione in campo, senza farci grandi con le parole, ma mettendo in atto tutto ciò su cui stavamo duramente lavorando in allenamento. È stato un peccato dover sospendere a metà perché eravamo cariche e pronte per affrontare la seconda parte. Lavorare così bene è stato possibile solo grazie all’aiuto del nostro allenatore che giorno dopo giorno credeva sempre di più in questa squadra e riusciva a trovare una parola di incoraggiamento dove serviva, una parola di conforto o una battuta per farci sorridere. Grazie al gruppo unito che riusciva a superare km di nuoto dandosi forza a vicenda e infine grazie ai nostri super tifosi 'CSS' che erano sempre presenti per dare quella carica in più, quella carica speciale alle proprie atlete. Perché grazie al loro tifo, il loro pensiero quotidiano per noi, al loro contributo, dentro e fuori dall’acqua, ogni atleta si sente fiera di ciò che fa in vasca. A parte qualche rammarico iniziale per la sconfitta contro Milano, non ci siamo demoralizzate, anzi siamo riuscite a prenderci anche qualche soddisfazione come la vittoria in casa del Rapallo che è da anni un club di grande prestigio, o le diverse vittorie contro le blasonate Florentia, Trieste, Bogliasco, Ancona. Ancora nulla era deciso, però sicuramente sono piccoli passi che ti danno la giusta motivazione per continuare e proseguire sulla strada imboccata anche se questa è fatta di sacrifici. La voglia c’era e gli allenamenti, grazie al nostro mister Zaccaria, non mancavano affatto. Ad oggi infatti - sorride - l’unica cosa che a tutte noi non manca sono proprio i suoi famosi km di nuoto".
Momenti impagabili frenati, come detto, sul più bello: "È fonte di amarezza pensare ai sacrifici fatti ogni giorno, alle giornate negative ma comunque affrontate, ai tanti km di nuoto, ma anche alle gioie vissute, ai piccoli traguardi raggiunti e veder cancellare tutti questi mesi dal Coronavirus. Questi pensieri leciti comunque non pongono la Pallanuoto al di sopra della salute di tante persone. Anzi...Facendo doppi allenamenti siam passate dal trascorrere metà della propria quotidianità con la squadra al rinchiudeci in casa senza vedere nessuno per più di un mese, è stato molto strano. Inizialmente abbiam provato a fare allenamenti anche in videochiamata per stare tutte insieme poi man mano diventa sempre più difficile concordare orari e giorni causa impegni lavorativi e universitari. Per questo motivo, infatti, ultimamente non riesco ad allenarmi con la squadra ma faccio qualche programma di allenamento da sola in casa".
Un passaggio sulle Olimpiadi è d'obbligo: "Penso sia stata la scelta migliore rinviare la rassegna a cinque cerchi in quanto il periodo difficile che stiamo vivendo è esteso a livello mondiale e sarebbe stato veramente poco responsabile mettere in secondo piano la salute delle persone. Il rispetto e il senso civico vengono prima, anche se la Pallanuoto è ciò che più amiamo. Nonostante ciò saremo ancora più contente di supportare la nostra nazionale nel momento in cui la situazione sarà migliorata.
Mentre sul ritorno alle origini..."Sarebbe stata un’esperienza tutta nuova per me giocare il campionato d’estate, mi sarebbe piaciuto tanto - spiega a proposito della proposta circolata durante il lockdown - Ma se è stata presa una scelta diversa vuol dire che non c’erano i presupposti adatti, quindi va bene così".
Inevitabile anche un nuovo salto a ritroso nel tempo: "I ricordi sportivi che porto nel cuore sono tanti. Potrei iniziare dal 2015 quando ho vissuto la mia prima esperienza con la Nazionale a Baku, emozione fortissima. Oppure gli Europei di Funchal con la nazionale U19, sono sempre emozioni diverse e speciali. Rappresentare la propria nazione è sempre motivo di grande orgoglio. Altro ricordo speciale è lo scudetto U15 con l’Acquachiara, un titolo vinto inaspettatamente quindi ancor più bello, ma forse ancora troppo piccola per ricordarlo con chiarezza. Infine, ma non per una minore importanza, é inevitabile che nel mio cuore ci sia la promozione in A1 con la squadra della mia città. Anche in questa occasione ero un adolescente, inconscia di ciò che stava vivendo, ma ricordo perfettamente ogni partita e ogni emozione vissuta in quel momento. Questa squadra (Acquachiara, ndr) con la quale ho raggiunto questo traguardo così importante la porto sempre nel cuore!".
In conclusione: "Ad oggi, non so cosa mi riservi il futuro, quindi penso che più che un sogno, vorrei farmi un augurio. Mi auguro di essere felice continuando a giocare perché è la cosa che più mi piace fare, mi auguro di trovare una squadra che mi faccia sentire a casa ogni volta che entro in vasca, e se possibile anche fuori. Mi auguro di incontrare persone che credano in me, nel mio lavoro, nel contributo che posso dare alla squadra - la chiosa del centrovasca melitese - Mi auguro di lavorare in un ambiente sereno, perché solo dove ti senti davvero bene, dove ti senti a casa, riesci a dare il meglio di te stessa".
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