

In piena emergenza Covid19 che, allo stato attuale, mantiene ancora lontano dalle spiagge i salernitani, scatta un divieto di balneazione che è destinato a durare ben oltre il 31 luglio. Qualora dovesse rientrare l’emergenza aperta lo scorso 30 gennaio, anche se è stata richiesta una proroga di ulteriori sei mesi, un tratto del litorale cittadino non potrà essere aperto alla balneazione. Nel dettaglio si tratta della Foce dell’Irno e in particolare del tratto che va dallo sbocco del fiume a mare fino alle piscine comunali. Un’ulteriore interdizione, dunque, protocollata con ordinanza sindacale, con il divieto di balneazione temporanea, con il tratto di litorale cittadino, nel dettaglio circa 180 metri, che comprende un albergo, il Grand Hotel, e uno stabilimento balneare oltre ad un B&B. Una durata, si legge nell’ordinanza sindacale, fino al prossimo 30 settembre. Il tutto sarebbe dovuto dalla “scarsità qualità delle acque” prese in esame. In particolare, secondo informativa della Giunta Regionale della Campania, i tratti di costa che sono definiti balneabili raggiungono l’abilitazione a essere tali secondo un calcolo statistico della qualità delle acque nell’ultimo quadriennio di monitoraggio. Un calcolo statistico della media che ha definiti di “qualità scarsa” le acque che bagnano il litorale cittadino d’ingresso a Torrione, provenienti a piazza della Concordia. Per il resto, sembrerebbe tutto nella norma, con la balneazione che sarebbe possibile negli altri tratti del litorale cittadino sempre che non vi fosse l’emergenza sanitaria di prevenzione da contagi dal Covid-19. Tra l’altro, non è la prima volta che il tratto di litorale cittadino finisce per l’essere dichiarato off-limits con specifica ordinanza sindacale. Una delle cause, se non proprio la principale, è dovuta proprio dalla foce dell’Irno, con lo stesso fiume che è stato sempre particolarmente punto di riferimento di scarichi non proprio regolare. La riprova? Durante il recente lockdown, con le acque del litorale cittadino a dir poco cristalline. Qualcosa che è subito cambiato, quando hanno iniziato a riprendere le proprie attività le numerose fabbriche dislocate lungo il percorso del fiume più importante di Salerno.
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