

Sentenze favorevoli in cambio di mazzette arrivano le condanne per gli imputati che avevano scelto il rito dell’abbreviato che prevede uno sconto di pena di un terzo. Ieri, il giudice per indagini preliminari del tribunale di Salerno, Gennaro Mastrangelo, al termine della camera di consiglio ha condannato a: 4 anni 7 mesi il giudice Giuseppe de Camillis (la richiesta del pubblico ministero Elena Guarino era di 7 anni); 6 anni e 2 mesi il giudice Fernando Spanò (il pm aveva chiesto 1 anno e 8 mesi ); 5 anni 6 mesi il segretario della commissione Salvatore Sammartino di Sarno (la richiesta era stata di 1 anno e 8 mesi); 5 anni e 4 mesi Giuseppe Naimoli altro segretario della commissione tributaria (richiesta 1 anno e 8 mesi); 4 anni l’ex parlamentare Teodoro Tascone (pm aveva chiesto 5 anni); 1 anno e 9 mesi per Antonio D’Ambrosi di Nocera Inferiore (la richiesta era stata di 2 anni). Quattro anni e sei mesi sono stati inflitti al consigliere comunale di Castel San Giorgio Alfonso De Vivo (il pm aveva chiesto l’assoluzione). Per il consigliere ora scatterà la Severino e al suo posto in consiglio comunale entrerà Salvatore De Simone. Assolto il figlio del giudice, Franco Spanò. La ditta Facom gas è stata condannata al pagamento di 140mila euro. Limitatamente ad uno capo d’imputazione il Gup Mastrangelo ha disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero per le posizioni di De Camillis, Criscuolo, Sammartino e Naimoli. Per tutti gli imputati è scattata l’interdizione per 5 anni di pubblici uffici. Nel collegio difensivo gli avvocati Cecchino Cacciatore, Pietro Pasquali, Marcello D’Auria, Giuseppe della Monica, Agostino Bellucci, Antonio Calabrese, Bruno Von Arx, Alessandro Laudisio e Michele Sarno. Il passaggio di denaro avveniva sempre in contanti, il giorno prima della decisione della commissione tributaria regionale. Dieci i casi accertati, di cui un solo ammontava a otto milioni di euro nei confronti di una società della provincia di Salerno. Le mazzette, che arrivano fino ai 30 mila euro, erano suddivise tra gli impiegati amministrativi dell’ufficio della commissione tributaria e i giudici, ai quali andava la parte più cospicua. Nel corso dell’attività investigativa portata avanti dalla Guardia di finanza e coordinata dal sostituto procuratore Elena Guarino sono state numerose le intercettazioni che hanno portato a delineare il quadro della corruzione in atto.
FONTE: Cronache
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