

Consapevolezza ma anche amarezza e soprattutto perplessità. E' quanto traspare dalle prime reazioni dei principali artefici del movimento pallanuotistico in Italia, i giocatori, a seguito della comunicazione della FIN di annullare di fatto la stagione corrente senza l'assegnazione di titoli, promozioni e retrocessioni. Ci va giù duro il portiere del CC Napoli, il salernitano Gabriele Vassallo, nonostante il provvedimento abbia sancito la salvezza della compagine giallorossa ultima in classifica al momento della sospensione: "Ho appreso la notizia proprio mentre ero al telefono con Giuseppe Gallozzi (figlio del patron della Rari Enrico, ndr) con non poca delusione - spiega l'estremo difensore - Arrivati al 6 maggio era inevitabile una decisione del genere ma sono dispiaciuto sulla 'non scelta' di dare un nuovo volto al nostro campionato che con la formula a 16 avrebbe avuto una necessaria ventata di freschezza. Si è sempre detto che la A1 avesse bisogno di reinventarsi, è stata persa un'opportunità importante. Per quanto mi riguarda c'era la necessità di cambiare e premiare chi ha investito in giocatori e immagine (vedi Metanopoli, Anzio e Catania, attuali leader della A2) a discapito di quelle società che non mantengono gli impegni previsti nei tempi e soprattutto senza stimolare la competitività. Personalmente avrei rivoltato un po' tutto, pur considerando che la scelta adottata è quella più semplice e sarebbe stato altrettanto difficile individuare chi promuovere e chi no: ma era l'ora giusta per evitare un campionato ripetitivo, noioso e senza tanto appeal (nei limiti di tempo previsti dall'anno olimpico) e privilegiare la composizione di un torneo per criteri meritocratici e solidità economica, senza dimenticare l'aspetto comunicativo. Ne ho parlato con Dolce, Parrilli, Siani, Campopiano e anche loro hanno dato corda al mio pensiero".
Niente play-off scudetto per Vincenzo Dolce che da Busto Arsizio resta in attesa di buone nuove sulla ripresa degli allenamenti per atleti di interesse nazionale. Il golden boy del Settebello e della Sport Management è chiaro e conciso: "Come Pallanuoto, ahimè, non siamo pronti per poter fronteggiare un'emergenza tale tornando in vasca: tamponi, test, allenamenti individuali richiederebbero sforzi ed investimenti oltre l'ordinario. Certo, dispiace non concludere la stagione ma soprattutto chiuderla in questo modo, senza assegnare titoli e promozioni a chi ha fatto sacrifici economici ed atletici per mesi e mesi. Ecco, non so se questa decisione potrà far bene al nostro movimento".
Coinvolto in pieno, non usa giri di parole Gianmaria Siani, centrovasca salernitano dell'Anzio Latina che si è visto depauperato di una possibile promozione in massima serie: "Si è materializzata l'ennesima sconfitta per la Pallanuoto, una presa in giro per tutte le società ed i giocatori che vogliono fare del professionismo all'interno del dilettantismo. Sono stati vanificati tutti gli sforzi fatti dalle società, nessuna agevolazione economica potrà ricompensarli. E' stata persa una grande occasione nel mantenere immutata la formula della A1: probabilmente a qualcuno fa piacere che il nostro sport rimanga nell'anonimato".
Rammarico, interrogativi ma anche accettazione della situazione generale per il capitano della Tgroup Arechi, Luca Pasca: "Sono amareggiato perchè eravamo nel clou della stagione, ci stavamo divertendo e dopo un filotto di risultati utili consecutivi eravamo in linea con gli obiettivi fissati a settembre. Tra l'altro ero anche terzo in classifica marcatori e la rincorsa è stata fermata sul più bello dopo una preparazione fisica lunga e certosina, sacrifici non a tutti facilmente immaginabili. Speravamo nella ripresa ma c'è chi decide per la salute di tutti e ad un certo punto è anche opportuno mettere da parte ogni altro discorso ed accettare quanto deliberato. Non riesco, sinceramente, a giudicare se sia giusto o sbagliato non assegnare promozioni e retrocessioni ma in qualsiasi caso è inevitabile che il prosieguo sarebbe stato falsato e che, a prescindere, ci sarebbero stati contenti e scontenti. Comprendo l'ira delle società maggiormente coinvolte ma siamo di fronte ad una pandemia che sarà ricordata per sempre, quindi è giocoforza necessario farsene una ragione. Il mio auspicio primario è quello che vengano riaperte le piscine per allenarsi, visto che non ci è concesso nemmeno di fare una nuotata e di iniziare a riprendere quello per cui lotti e ti sacrifichi da anni".
Sulla stessa lunghezza d'onda il compagno di squadra, lo "squalo" Giuliano Spatuzzo: "Dal mio punto di vista - spiega - l'ufficialità è arrivata anche troppo tardi. Tra piscine chiuse, misure e disposizioni di sicurezza ancora non chiare a tutti, eravamo consapevoli che non ci sarebbero state le condizioni per la ripresa dei campionati. Certo, dispiace ma era inevitabile fermarsi. La pausa era comunque una buona opportunità per riflettere e rivalutare di più il nostro movimento: per molte realtà è stata una mazzata da cui sarà difficile rialzarsi, sono poche quelle società che fanno sport serio, non limitandosi alla prestazione del sabato o altro ma a 360°. La Pallanuoto vive sui sacrifici degli atleti così come quella dei funzionari che lavorano negli impianti e soprattutto sulla passione altrimenti già da un pezzo non staremmo a parlare neanche più di questo. Ora, comunque, penso già alla prossima stagione, inizio a domandarmi chissà dove sarò e soprattutto se questo virus cambierà la nostra amata Pallanuoto".
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